[REPORT + PHOTO] Brian Eno: musica a tre dimensioni | Palazzo Te di Mantova

Suoni, immagini, colori, suggestioni visive e nuove tecnologie: sono questi gli ingredienti con cui il compositore, musicista e visual artist Brian Eno ha reso omaggio alla Capitale della Cultura 2016.

di Valentina Cipriani  –  Dal 25 giugno al 2 luglio il Palazzo Te di Mantova ha ospitato “77 Million Paintings for Palazzo Te”, inedito progetto dell’artista inglese in occasione della nomina della città virgiliana a Capitale della Cultura 2016. In contemporanea, all’interno delle Fruttiere di Palazzo Te è esposta l’installazione “The Ship”, una sonorizzazione estesa che esplora il rapporto tra composizione musicale e ambiente basata sull’ultimo album di Brian Eno.

L’installazione visiva “77 Million Paintings for Palazzo Te” consiste nella proiezione di una combinazione di immagini in continua evoluzione sulla facciata rinascimentale del museo. Una vera e propria “pittura di luce” che, grazie all’uso di un software generativo di immagini, dà vita ad una sorprendente “musica visuale”. Il progetto è nato nel 2006 dalla costante ricerca di luce come mezzo artistico e di nuove possibilità estetiche offerte dalla tecnologia, e prima di giungere a Mantova ha toccato Sidney e Rio de Janeiro.

L’installazione “The Ship” esplora il rapporto tra composizione musicale e ambiente. Si tratta di un’opera d’arte multistrato, uno spazio allestito con luci e sorgenti audio in cui gli altoparlanti diventano una caratteristica visiva dell’ambiente stesso. Con queste parole Brian Eno ha descritto il progetto:

“Ho avuto l’idea di fare una canzone in 3 dimensioni – una canzone in cui vi fosse la possibilità di camminare dentro, una canzone che potesse trasformarsi in una sorta di scultura. Si tratta di alcuni altoparlanti, per mezzo dei quali possiamo fruire delle nostre esperienze musicali e che consideriamo normalmente oggetti neutri. Ma ogni altoparlante è un tipo di voce e in questa installazione ho messo insieme una vasta gamma di altoparlanti, quelli più grandi, più piccoli, quelli buoni, o cattivi, o quelli rotti, e cucito le diverse parti della musica per le loro particolari caratteristiche. Sto cercando di utilizzare il carattere particolare di ogni altoparlante come si potrebbero usare voci differenti in un’opera lirica. La canzone in sé affronta la prospettiva della morte. Quindi è un pezzo che riguarda gli altoparlanti e la morte”.

Durante la serata inaugurale è stato consegnato a Brian Eno l’Arlecchino d’Oro 2016, premio mantovano della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, ideato da Siro Ferrone nel 1999 e assegnato agli artisti di grande fama. «Sono arrivato europeo e ora sono inglese» ha dichiarato l’artista, che durante la conferenza stampa e la premiazione ha espresso il suo sentimento di rammarico per la decisione degli inglesi di uscire dall’Europa.

«Questo voto è un terribile choc, io mi sono sentito fortemente europeo ed ero contento di condividere questa cultura e questa bellezza. Ma il 52 per cento degli inglesi vive in una bolla, vuole frequentare solo altri inglesi e una comune passata memoria. Sono profondamente amareggiato. Ne parlavo prima con Chris Martin dei Coldplay e mi diceva: è come se un bambino di sei anni, arrabbiato con i genitori, scappa di casa ma dopo un po’ scopre che è buio, fa freddo, e ritorna. Noi non lo potremo fare, ma potremo adoperarci tutti perché non vincano le destre d’Europa».

Gallery fotografica a cura di Valentina Cipriani