[INTERVISTA] Turin Is Not Dead: hardcore is more than music

Alla scoperta di Turin Is Not Dead, crew nata nella provincia torinese focalizzata su sonorità heavy e hardcore: un manipolo di terroristi sonori che organizza concerti di artisti nazionali ed internazionali ad alto tasso di adrenalina e disagio e si impegna a supportare la scena locale.

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Presentateci il progetto T.I.N.D. con un tweet. 

“Progetto nato nel 2015 da passioni comuni che riguarda la promozione della musica underground piemontese e torinese in particolare.”

Qual è stata la “scintilla” che vi ha portato alla creazione di TIND?

Luca Cescon: “Ho pensato di fondare un collettivo musicale durante il viaggio di ritorno dal Venezia Hardcore Fest 2015. La partecipazione a quell’evento (21 band, estere e locali, organizzate su più palchi) mi ha fatto capire che l’unione di intenti, la voglia di condividere la stessa passione, la presa bene per la musica e per i valori dell’aggregazione e del mutuo aiuto, possono dare immense soddisfazioni sia a livello personale sia ai gruppi stessi.”

Da quante e quali persone è formato il vostro team?

“Siamo innanzitutto cinque amici che hanno sempre partecipato attivamente alla scena musicale, sia come musicisti che come spettatori o lavoratori del settore. Ognuno di noi ha diversi compiti all’interno del collettivo.”

Entriamo più nello specifico. 

Luca Cescon: “Fin dal primo giorno ho gestito la pagina Facebook, e da qualche mese mi occupo anche del WordPress del collettivo. La fortuna di conoscere molte band a livello italiano ed estero mi permette di essere, insieme a Luca, il membro che si occupa principalmente delle relazioni con i gruppi e che si occupa di imbastire le prime proposte di date da creare con band da fuori o nazionali.”

Luca Buono: “Lavorando al Daevacian di Bruino come fonico ho sia la fortuna di conoscere moltissime band europee e italiane, sia quella di poterle aiutare per quanto riguarda la situazione tecnica. Sono il referente tecnico di T.I.N.D. per ogni serata che organizziamo: contatto le band per gestire la strumentazione e la situazione sul palco. Inoltre, grazie alle relazioni che ho imbastito lavorando a Bruino e altrove, posso proporre eventuali band al resto del collettivo, sia local che da fuori, da inserire in nostri eventi. Nell’estate scorsa ho portato avanti la creazione del censimento di T.I.N.D., un’opportunità per tutte le band di scriverci ed essere inserite nel nostro database.”

Gianmarco Blasi: “Mi occupo della parte grafica del collettivo: ogni evento ha bisogno di un flyer su cui inserire i partecipanti alla serata; inoltre, disegno grafiche anche per serate in cui siamo collaboratori. Insieme a Fabio e Luca scrivo i report delle serate e, come tutti, faccio le mie proposte per band ed eventuali serate. Avendo sempre seguito la scena local, e suonando in una band da molto tempo, ho la fortuna di conoscere molti musicisti della scena più “rock” del capoluogo.”

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Fabio Mattiuz: “Ho creato la prima serata del collettivo, il 12 luglio 2015, contattando e riuscendo a portare in provincia una band californiana, i Wreck and Reference. Copro Matteo nel ruolo di fotografo quando è impegnato a lavorare per RockLab, e scrivo i report delle serate quando ci alterniamo come “inviati”. Essendo più ferrato nella musica sperimentale e di nicchia, propongo gruppi in questo senso per i nostri eventi. Come Gianmarco, vivo la scena cittadina da molto tempo, quindi anche sulle band spalla posso dire la mia. Inoltre, sono co-gestore della pagina Facebook, con il mio post settimanale (il mercoledì alle 12.00) con tutti i link per scoprire le band piemontesi estratte dal nostro censimento.”

Matteo Bertolino: “Fin da subito ho dato la mia disponibilità come fotografo per il collettivo, una passione che porto avanti da tempo e che va oltre la sola condivisione del materiale online. Lavoro per la webzine RockLab e questa occasione mi ha permesso di migliorare nel tempo. Condivido come tutti la passione per la musica pesante, ma conosco di persona molti componenti di band più leggere, e quindi come tutti faccio le mie proposte su entrambi i fronti. Qualche mese fa ho tirato fuori l’idea della“distro” di T.I.N.D., iniziativa di cui vado molto fiero.”

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Siete legati più alla provincia che alla city. Com’è lavorare in periferia, fuori dalle zone della movida o comunque in zone non sempre facilmente raggiungibili senza auto o mezzi?

“L’essere più legati alla provincia è dato in primis dal rapporto che ci lega con Gabriele, gestore del Daevacian, che ci ha accolti fin da subito, credendo in noi e nel nostro progetto; inoltre abbiamo la fortuna di abitare quasi tutti nelle vicinanze del locale. La difficoltà dell’essere in provincia è concreta perché bisogna sempre fare i conti con la distanza dal centro cittadino, maggior bacino d’utenza degli eventi su qualunque genere musicale.”

A quali realtà (locali, etichette, qualsiasi cosa) vi sentite affini?

“La nostra idea di collettivo prende spunto, anche se in scala minore, da quello che fanno ad esempio i ragazzi di Nuke Crew (Bologna), Francesco Borello e i suoi compagni di Nothing Else To Do (principalmente nella zona di Chivasso), la Scars of Rage Crew (dei nostri amici Walk Into the Storm) e Marche Hardcore nelle Marche o quello che portano avanti con successo realtà come Trivel o Venezia Hardcore nel Veneto.”

Come vedete il panorama heavy italiano (a livello artistico, di uscite etc)? A livello “umano” invece si conferma essere uno dei più fedeli e fidelizzati (una “famiglia” insomma)?

“Abbiamo avuto la fortuna di collaborare con alcune band molto forti del panorama “pesante” italiano, come A Theory of Justice, Walk Into the Storm e Glances, e possiamo dire che a livello artistico questa scena sforna tante, tantissime, chicche di tutti i generi e di tutte le sfumature. Per quanto riguarda il concetto di “famiglia”, ci permettiamo di dire la nostra: esistono realtà più coese, dove anche un live in settimana attira pubblico e crea una bella situazione, e altre in cui smuovere le persone (a volte anche gli stessi musicisti) risulta difficoltoso.”

Raccontateci i prossimi eventi targati TIND.

“Il 27 febbraio porteremo al Daevacian di Bruino due delle migliori band italiane, gli Storm{o} (post-hardcore/screamo) da Belluno, attivi dal 2006 e punta di diamante della scena underground italiana e non solo, supportati dai Selva, trio post-black di Lodi che con il suo “Life Habitual” ha fatto innamorare tutti gli ascoltatori del genere ma anche quelli più legati al panorama hardcore. Le band locali che scalderanno l’ambiente saranno i Dry Food For Dogs, tritaossa metal attivi dal 2007 e entrati nell’orbita della Last Sound Design, e i Noise Trail Immersion, band di amici che si sta spostando dal mathcore dell’album di debutto al post-black, sempre suonato con estrema tecnica e ricercatezza.

La serata di marzo, precisamente il 25, ci vedrà di ritorno al Border Circolo ARCI di Torino. Partiamo dalle band spalla: Thirst Prayer e Loimann. I primi stanno diventando in tempo zero un gruppo di punta della scena black metal/hardcore punk (il cosiddetto “blackened hardcore”), mentre i secondi sono un’istituzione underground per quanto riguarda la scena stoner/sludge cittadina e piemontese. Gli headliner della serata saranno i Lamantide, band cremonese attiva dal 2009, e che porterà in giro il suo nuovissimo 6 tracce “Carnis Tempora: Abyssus”, un mix di screamo, hardcore e metal davvero devastante.”

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Sogni nel cassetto: l’artista del quale vorreste organizzare una data. Magari ditemene uno che vede realisticamente fattibile e un altro sparandola davvero grossa. 

Matteo: Comeback Kid (infattibili) / The Secret (fattibili)
Luca Cescon: Propagandhi (infattibili) / No Turning Back (fattibili)
Fabio: Despised Icon (infattibili) / Full of Hell (fattibili)
Luca Buono: Fugazi (infattibili) / La Dispute (fattibili)
Gianmarco: Underoath (infattibili) / Airway (fattibili)

5 canzoni che rappresentano al meglio il mood di TIND.

Luca Buono: “Said the King to the River” – La Dispute

Gianmarco: “Voices” – Saosin

Matteo: “Wake the Dead” – Comeback Kid

Luca Cescon: “Die Jugend Marschiert” – Propagandhi

Fabio: “Ceremony” – Carpathian

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