[REPORT] Giungla: natura selvaggia che prende forma | Opera Commons

Rivoluzione Culturale e Weak incontrano l’eleganza d’altri tempi dei locali di Opera Commons, ad Aci Bonaccorsi, per il live della bolognese Giungla alla sua opera prima da solista con l’ep “Camo”.

di Daniele Messina  –  C’è una vecchia dimora nei dintorni di Catania, difesa da un portone a mascherarne l’età, mimetizzata fra decine di edifici del nostro tempo. Opera Commons riempie le incantevoli stanze di un’antica tenuta di famiglia: l’arredamento tradisce l’età ma i tocchi di modernità regalatile dal concerto organizzato da Rivoluzione Culturale in co-produzione con WEAK, la rendono più affascinante, mostrando gli anni con una fierezza quasi spavalda. Le stanze piene di gente, un percorso di camera in camera che conduce alla veranda, egregiamente coperta in legno, punto focale della serata.
I Rough Enough accendono gli amplificatori e ci fanno passare attraverso tutto il loro fervore adolescenziale (accezione assolutamente positiva visto il notevole risultato), duo batteria-chitarra e tanto grunge in cuffia al mattino, per affrontare la giornata con la dolcezza necessaria.

Le luci di Opera Commons sono fievoli, delicate, come l’aspetto della ragazzina che in solitaria guadagna il palco. E’ Giungla, l’ospite di serata, con uno showcase caduto a fagiolo il giorno della release di “Camo” (Factory Flaws, 2016), ep di debutto per Emanuela Drei, esperienze con Heike Has the Giggles e His Clancyness a referto.
La parvenza di timidezza si dissolve alla prima nota, spazzata via dalle corde di una Gybson bianca che Giungla tiene saldamente in braccio. La ragazza ci sa fare. Lo si notava già ascoltando le ottime tracce presenti in rete, lo si accerta assistendo al suo live. Total black dressed e voce altamente pop, impone subito la propria forte presenza scenica. Forest è la traccia più riconoscibile, sintomatica di un pop rock avvezzo ai beat spinti da drum machine. L’incalzante Wrong, il riff di Cold e l’introspettiva e malinconica Sand si intersecano in una scaletta piena di pezzi energici e moltissimi inediti in cui chitarra, drum machine ed una vocalità spigliata e decisa si prendono a pugni e te ne fanno innamorare. Suona l’ultimo pezzo in mezzo alla gente, in un rito frenetico e scomposto. Poi il live si conclude e lei rientra nella sua pacatezza e delicatezza, non lasciando traccia del lato selvaggio di cui il live ha goduto.
Giungla è il nome perfetto. Sognata, raccontata ed idealizzata, basta addentrarvisi per conoscere la legge che vige, quella di una chitarra suonata all’impazzata, a sostegno di una voce così alta e femminile da assicurarsi tanta strada davanti. Rivoluzione Culturale e WEAK promuovono un live di alto livello, ennesima boccata di ossigeno per il territorio catanese. Il circuito si espande e contamina ciò che sta intorno, le radici si fanno spazio sul terreno fertile, piccoli boccioli cominciano a venire fuori.
Poi per un live di Giungla, qualche sera più in là, ci si accorge dei bei fiori venuti fuori . Erano lì in attesa, assetati di nuovo terreno fertile da “contaminare”, nutriti dal buon vivere e dalla buona musica live.

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