[INTERVISTE] Chinese Man: il groove dentro Marsiglia

Riconosciuto come uno dei migliori collettivi artistici francesi, il quintetto dei Chinese Man (insieme alla loro label) è l’esempio più interessante per introdurre il pubblico italiano al complesso significato di hip-hop – secondo la prospettiva francese, s’intende.

di Matteo Monaco  –  Si parla di raggiungere la band dal sud della Francia, e portare questi cinque, stralunati dj lungo viaggio attraverso le Alpi, in direzione Torino. È un viaggio breve, certo, ma (come potrebbe dire l’uomo dello spazio Neil Armstrong) è “un grande balzo in avanti” per Torino, e anche per la scena nazionale – per quanto si è visto l’anno scorso a Bologna, di fronte ad un pubblico che superava il migliaio di presenze. Infatti, il mixer multicolore di frequenze e di idee diffuso dai Chinese Man è qualcosa di cui il pubblico italiano può sentire la mancanza, sulla superficie appiccicosa di un hip-hop tricolore che troppo spesso si accosta al gangsta-rap e agli slogan politici. Nel loro caso, l’hip-hop non sta troppo lontano dall’idea dell’era swing e dalle atmosfere nebbiose della drum’n’bass: prima la musica, poi parliamo del resto. Date una lettura all’intervista, ma non dimenticate che dovremmo legalizzarla liberare i nostri pensieri da tutto ciò che che non sia collegato al pentagramma della musica che sa bastare a se stessa.

Dire “Chinese Man” è sempre stato simile a citare una connessione tra hip-hop, reggae, swing e molto altro – come visto in Groove Sessions Vol 1: aspettando il terzo capitolo di quest’uscita, è questa una chance di rinnovare questo matrimonio di generi?

“È vero, le Groove Sessions sono davvero l’occasione di continuare ad esplorare tutti questi generi. Questi sono progetti su compilation, ogni band cerca di fornire il suo punto di vista sul suono della Chinese Man Records. Non è come un album, ogni artista è più libero di creare la sua traccia e tutti cercano di comporre la migliore!”

Il rap francese sembra non voler lasciare il suo scettro in Europa. Possiamo considerarlo un “classico” in patria – a dispetto della sua natura anticonformista e antisistemica?


“Non ascoltiamo molto rap francese nella band, abbiamo smesso anni fa – forse quando abbiamo iniziato con il progetto Chinese Man. Stiamo fermi all’inizio dei 90, con band tipo NTM, IAM o la crew di Time Bomb. Ma ora guardiamo al rap francese come guarderemmo ad un UFO. Siamo troppo fuori da questa musica per parlarne, anche se qualche nuova band come i 1995 sembra avere ottimi pezzi.”

Cosa ne pensate di Marsiglia come Capitale della Cultura Europea per il 2013? Siete d’accordo con questa scelta, oppure pensate che “Capitale della rottura” (come ha detto Arkana) sia una definizione migliore della città?

“Ci sono sempre tanti punti di vista diversi in questo genere di avvenimenti. Da una parte è stupendo per la città avere nuovi musei, qualche turista, ed è stimolante vedere i cambiamenti in città – perchè Marsiglia ha tanto potenziale che è stato chiaramente non sfruttato. Ma al tempo stesso amiamo Marsiglia perchè è una città popolare, con un incredibile mix di cultura, ed è un po’ spaventoso vedere che tutto cambi così velocemente.”

Hollande o Berlusconi?

“Mmmmhhhhh…”

Snoop Dogg o Snoop Lion?

“Snoop Dog “doggystyle” al 100%.”

Legalizzare l’erba: sì o no? (A microfoni spenti, Torino sta proponendo una campagna nazionale per la legalizzazione…)


“Sì!!!”

Nella vostra prima volta a Torino, cosa vi aspettate dal pubblico italiano – sopratutto dopo il vostro exploit a Bologna, lo scorso inverno?


“È davvero un piacere venire qui, l’anno scorso abbiamo cercato di esportare il progetto in altre nazioni e l’Italia è una delle nostre destinazioni preferite. Amiamo la vita alternativa di qui e il pubblico è sempre stato incredibile!”

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ENGLISH VERSION

As one of best-known music collectives in France, of course Chinese Man’s fivesome one (and their label, too) is the best to introduce to the Italian audience the complex meaning of hip-hop – as it is perceived in France. We are talking about picking up the band from the South of France, Marseilles, and carrying these five, half-crazy dj’s into a trip through the Alps, on the way to Turin. It is a short trip, indeed, but (as spaceman Neil Armstrong would say) “one giant leap for” Turin, and for Italy as well – as seen last year in Bologna, in front of a quite unexpected more-than-a-thousand audience. In fact, the coloured mixer of sounds and thoughts spread by Chinese Man is something of which Italians would feel the lack, on the sticky surface of an hip-hop scene that too often compare itself to gangsta-rap and political slogans. In their case, hip-hop stands not so far from swing era and drum’n’bass cloudy atmosphere: music first, and then all the rest. That’s what they told us before their coming to our OUTsiders base in Turin, on the 6th of February (see the programme here, in Italian). Take a look at the interview, but don’t forget we should legalize it! free our mind from anything unrelated to good, self-sufficient music.

To say “Chinese Man” always meant a connection between hip-hop, reggae, swing and much more – as seen in Groove Session Vol 1: looking forward to the third chapter of this release, is it a new chance to renew this musical marriage?
It’s true that the Groove Sessions are really the occasion to continue to explore all that kind of styles. Those projects are compilations, each band of the label try to give his own vision of the Chinese Man Records sound. It´s not like an album, every artist is more free to create his track and everybody try to compose the best track!

French rap seems not to leave his scepter in Europe. Can we consider it as “classic” in his motherland – despite of his maverick, anti-systemic soul?
We don’t really listen to French rap in the band, we stopped many years ago when we start the Chinese Man project maybe. We stay stuck in the beginning of the 90’s, with bands like NTM, IAM or the Time Bomb crew. But now we look at French rap like an OVNI (or UFO, editor’s note). We are too much out of this music to talk about it, even if some new bands like 1995 have great tracks.

What about Marseilles as European Culture capital for 2013? Did you agree with this choice, or do you think that “Capitale de la Rupture” (as Arkana said) would be a better definition of the city?
You always have a lot of different point of view in this kind of event. In one side it’s great for the city to have new museums, some tourist and it’s cool to see the city changes cause this city has so much potential and it was clearly not exploited. But in the same time we love Marseille cause it’s a popular city with an incredible mix of culture and it’s a little bit scary to see everything changing so fast.

Hollande or Berlusconi?
Mmmmhhhhh…

Snoop Dogg or Snoop Lion?
Snoop Dog doggystyle at 100%.

Legalizing weed: yes or not? (Off the record, Torino in these days is purposing a national campaign for legalization…)
Yes!!!

As it is your first time in Torino, what do you expect from Italian audience – especially after your exploit in Bologna, on last winter?
It’s really a pleasure to come, last year we really tried to export the project to other countries and Italia is really one of our favorite destination. We really love the alternative life of this country and the public was always incredible!

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