[INTERVISTA] LOVEs: “Raccontiamo l’amore con un disegno e max 300 parole”

Il progetto di Iacopo Barison e Alice Socal sulla pagina Instagram @parlaconloves


_di Federica Bassignana

Se spesso ci chiediamo cosa – o chi? – sia l’amore e, troppo spesso, la risposta è una eco lontana della domanda e ancora il volto, il nome, l’immagine rimangono sfocati. Lo scrittore Iacopo Barison, autore di Ventotto grammi dopo (Voras), Stalin + Bianca (Tunué) e Le stelle cadranno tutte insieme (Fandango Libri), e l’illustratrice Alice Socal, autrice di Luke (Giuda Edizioni), Sandro (Eris edizioni), Cry me a river (Coconino Press), hanno provato a dare una forma proprio a quell’amore su cui spesso ci interroghiamo.

Un disegno e massimo 300 parole: ecco i contorni che l’amore assume nel loro progetto LOVEs sulla loro pagina Instagram @parlaconloves. I racconti della pagina sono le storie delle persone che grazie al progetto hanno l’occasione di raccontare l’amore nelle sue sfumature più differenti, nei suoi significati più profondi, nelle sue manifestazioni più diverse. L’amore si declina così attraverso i racconti di chiunque percepisca la necessità – o anche solo il desiderio – di esprimersi in merito a questo grande mistero che chiamiamo amore: contattando gli autori ( via mail a parlaconloves@gmail.com ), ognuno può raccontare senza filtri la propria storia a cui verrà data la forma editoriale di testo e disegni pensati da Iacopo e Alice.

A dare il lancio anticipato al progetto, la pandemia: l’isolamento e la distanza hanno accelerato i tempi di programmazione, favorendo così la pubblicazione della pagina in pieno lockdown, il 13 marzo. Proprio quando mancava la relazione, LOVEs è diventato un ponte di condivisione; proprio quando il corpo era costretto tra le proprie mura di casa e la mente cercava sempre più occasioni di evasione, LOVEs si è dimostrato una risposta – o una soluzione – per riflettere e raccontarsi o semplicemente per perdersi tra le righe e i contorni dei disegni degli amori altrui, a volte così simili a volte così diversi ma sempre, inevitabilmente, universali. 

Per addentrarci nel cuore del progetto, della sua genesi, delle sue dinamiche e delle sue prospettive, abbiamo parlato con gli autori Iacopo Barison e Alice Socal.

Come è nata l’idea di questo format editoriale?

L’idea è nata come esperimento narrativo: dare alle persone la possibilità di raccontarsi, e al contempo trasformare le loro storie in racconti. Era un progetto che avevamo in testa da un po’. Con la diffusione del Covid, io e Alice ci siamo ritrovati in quarantena nelle nostre rispettive case, lei a Berlino e io a Milano, all’improvviso con un sacco di tempo libero. Volevamo sfruttarlo al massimo, e allo stesso tempo volevamo creare un ponte fra noi e le persone, per non sentirci troppo isolati. Abbiamo quindi deciso di anticipare di un paio di mesi il lancio di LOVEs, proprio perché reputavamo importante per noi dedicarci al progetto, e per le persone avere la possibilità di condividere le proprie esperienze.

Come si allineano parole e disegni nel momento in cui rimaneggiate il materiale delle storie d’amore che ricevete?

Ci piaceva l’idea che chiunque potesse scriverci e raccontare la propria storia, senza per forza essere uno scrittore. Il nostro editing serve solo a uniformare i toni e lo stile dei racconti. Cerchiamo sempre di restare fedeli ai contenuti, e anche le illustrazioni vengono pensate in tal senso. 

Il vostro primo post risale al 13 marzo, quando la quarantena era da poco cominciata e ancora non se ne comprendeva l’entità e la durata. Quanto è stato determinante questo periodo per il vostro progetto e quanto ha inciso sulla risposta da parte del pubblico?

Abbiamo notato fin da subito che LOVEs era un progetto a cui le persone volevano bene. Gli utenti ci si sono affezionati immediatamente, e soprattutto ci hanno mandato in un mese circa 400 storie! Probabilmente, in una certa misura, ha influito il fatto che fossero/fossimo tutti chiusi in casa. Non c’erano molte occasioni di condivisione, e noi abbiamo provato a crearne una, senza far sentire nessuno giudicato.

 

E come sta procedendo ora che le persone stanno tornando lentamente alla normalità?

Abbiamo più follower di allora, continuiamo a crescere come profilo, ma paradossalmente riceviamo meno storie. E tuttavia credo sia abbastanza fisiologico. Anzi, è un bel segnale, significa che la vita quotidiana delle persone sta pian piano tornando alla normalità!

 

Continuerete con questa linea editoriale o avete in mente altri esperimenti narrativi?

Vedremo, abbiamo tante idee per la testa. Un giorno ci piacerebbe che LOVEs si trasformasse in un libro, raccogliendo le storie più belle che abbiamo pubblicato e magari degli inediti. Non sarebbe male, prima o poi, dedicare qualche storia all’odio anziché all’amore. Tutti nella vita abbiamo odiato qualcuno, giusto? Sarebbe bello condividere anche l’altra faccia della medaglia…

Il file rouge narrativo che avete scelto è l’amore, in ogni sua forma e declinazione. Se doveste rispondere voi alla domanda di un vostro post: chi, o cosa, è l’amore?

Se sapessimo rispondere a questa domanda, probabilmente non avremmo creato LOVEs.