Tones on the Stones / Nextones: scopri il programma completo del festival piemontese

Tones on the Stones, il festival piemontese dedicato alla creazione contemporanea con particolare attenzione all’Opera, e Nextones, la sezione dedicata alle sperimentazioni elettroniche, annunciano la conferma dell’edizione 2020, che si svolgerà dal 19 al 26 luglio nella cava dismessa di Oira, una piccola frazione della Val D’Ossola. Un’edizione speciale, la XIV, che avrà come titolo Before and After e che nasce dal rifiuto della logica della cancellazione e dalla volontà di trasformare realmente la crisi in opportunità di cambiamento e sviluppo.

Ecco il programma completo, dal 19 al 26 luglio: 

19 luglio
22:00
Fellini 100
Piazza della Chiesa Baveno

Nel centesimo anniversario dalla nascita di Federico Fellini, Tones on the Stones omaggia il grande regista con una produzione che utilizza la musica, la danza e la video arte per esprimere e reinterpretare la sua poetica.
La componente visiva dello spettacolo vede la firma di Anna Frigo figura di spicco di Studio Vertov presente nei principali Enti Lirici italiani, mentre a rendere ancora più magica e poetica la produzione, la compagnia milanese di Circo Acrobatico, QuattroX4 andrà ad animare lo spazio con le loro figure di felliniana memoria.

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Roberto Olzer compositore e pianista, sovraintende il progetto musicale avendo dedicato già un album a Nino Rota. I progetti jazz Roberto Olzer, in questi ultimi anni, sono tra i più apprezzati all’estero, grazie anche ad un importante riconoscimento internazionale che ha ottenuto il precedente disco “Steppin out”, decretato come il miglior disco strumentale dell’anno 2013, per poi ancora più recentemente, essere premiato come in assoluto il miglior disco degli ultimi 10 anni, dalla rivista giapponese “critique magazine”. Classe, originalità, purezza timbrica e tocco personale sono da sempre gli ingredienti peculiari.

Si aggiunge ora la figura di Fulvio Sigurtà, uno dei musicisti “del momento”. Il loro Floatin’in con Mauro Beggio, Yuri Goloubev, è un disco incantevole, lirico e davvero straordinario. Il quartetto con la sua timbrica e poetica suonerà la perfetta colonna sonora di questo omaggio di Tones on the Stones a uno dei più grandi maestri della settima arte.

Anna Frigo Nel 2000 si laurea in Scienze della Comunicazione al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno. Presenta una tesi di laurea con la cattedra di Sociologia dei Processi Culturali, “Le multidimensioni della fotografia digitale contemporanea” e collabora approfondendo lo studio dell’utilizzo dei Nuovi Media (fotografia, video e grafica digitale). Collabora in ambito accademico con l’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo del Teatro alla Scala e con l’Università degli Studi-Bicocca di Milano come filmmaker all’interno del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale.

QuattroX4 dal 2011 promuove il circo contemporaneo a Milano, proponendone la pratica e incoraggiandone la visione, contribuendo così allo sviluppo del settore in Italia. Porta avanti numerose attività che rientrano in due progettualità: sportivo-educativa e culturale-artistica. Quattrox4 si impegna per la valorizzazione del circo contemporaneo come linguaggio artistico, collaborando con le realtà che riconoscano le potenzialità espressive, sociali e culturali delle discipline circensi. Quattrox4 collabora con Circo Sfera, network delle scuole di circo italiane, ed è socio fondatore di ACCI – Associazione Circo Contemporaneo Italia; ha ideato Censimento Circo Italia, riconosciuto dal MiBAC come primo progetto di studio approfondito delle compagnie circensi italiane.
Dal 2017-2018 la programmazione culturale di Quattrox4 si è strutturata nella rassegna teatrale FUORI ASSE – circo contemporaneo a Milano, patrocinata dal Comune di Milano e sostenuta da Fondazione Cariplo, che promuove il circo contemporaneo come un nuovo linguaggio della scena e mira ad una sua programmazione in teatro, in linea con i modelli di Francia, Belgio e Svezia.

Roberto Olzer Compositore e pianoforte
Fulvio Sigurtà Tromba e flicorno
Yuri Goloubev Contrabbasso
Mauro Beggio Batteria
Anna Frigo Visual artist
QuattroX4 Compagnia di acrobati

 

20 luglio
18:00
Riccardo Blumer
Villaggio di Ghesc Montecrestese (Associazione Canova)

“Progettare la Creatività”
La costruzione del Movimento. Esercizi di estensione meccanica del corpo umano

Riccardo Blumer racconta i percorsi intuitivi degli anni di lavoro nelle scuole che ancora oggi sembrano attualissimi e potentissimi. Oltre dieci anni di ricerca della “verità” con centinaia di studenti.

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

Riccardo Blumer studia architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1982. Dal 1983 al 1988 lavora presso lo studio dell’architetto Mario Botta. Da allora svolge la sua attività di architetto e designer collaborando con aziende quali Alias, Artemide, Desalto, Poliform, Ycami, B&B e Flou, progettando interni pubblici e privati (Teatro alla Scala, Milano) e allestimenti per esposizioni. Come architetto realizza edifici residenziali e industriali, attualmente con l’arch. Tomasina è impegnato per una cantina vinicola in Toscana, un interno in via della Spiga a Milano, un museo e un’installazione in Svizzera. È docente presso l’USI-Accademia di Architettura di Mendrisio, l’Università di S. Marino e l’ISAI di Vicenza. Si occupa di metodologia della ricerca indirizzata agli aspetti creativi con attenzione alle questioni di tipo strutturale nella minimizzazione delle parti in rapporto alle forme della bellezza. Ha elaborato gli Esercizi Fisici di Design ed Architettura.

Riccardo Blumer con Matteo Borghi e Adrian Freire Garcia ha costituito il gruppo denominato Blumer&friends con il quale opera attorno al mondo del design con prodotti, installazioni e performance imperniate all’approfondimento della conoscenza dei fenomeni della Natura e del ruolo creativo che essi impongono rispetto all’artificio. Nel 1997 vince il “Design Preis Schweiz” e nel ‘98 il “Compasso d’Oro”. Nel 2010 le sue sedie laleggera per Alias e Entronauta per Desalto sono inserite nella collezione permanente del MoMA di NY, è selezionato dall’Index per il Compasso d’Oro nel settore della ricerca.

19:30
Joseph Tagliabue
Villaggio di Ghesc Montecrestese (Associazione Canova)

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

Joseph Tagliabue è un selezionatore e produttore musicale con sede a Milano. Attualmente è una figura di spicco nella scena culturale italiana alternativa. La sua meticolosa ricerca musicale riflette uno stile eclettico caratterizzato da un atteggiamento italiano che è espressione dell’amore per la sua terra e le sue tradizioni. Traccia un percorso musicale-temporale che proviene da suoni folk mescolati con l’elettronica contemporanea, spaziando da suoni sperimentali d’avanguardia a ritmi etnici e canzoni popolari, prendendo ispirazione dall’ambiente che lo circonda e abbattendo i confini tra i generi, fondendo le sue influenze musicali e reinterpretazioni delle sue origini con una propensione al futuro. Offre performance emotive raffinate, evocative e sempre diverse, su misura per il pubblico senza mai abbandonare la propria identità musicale.

21 luglio
08:00
Radio Safari
Cava Roncino di Oira Crevoladossola

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

Radio Safari è una serie di audio documentari sugli animali e su quello che, degli animali, sentiamo. In ogni puntata andiamo in esplorazione di posti speciali e degli animali che li abitano, e ascoltiamo dei suoni che forse non immaginavamo esistessero, e scopriamo come mai l’evoluzione ha portato quella specie a sviluppare quel linguaggio. Le prime puntate sono andate in onda su radio e portali nati nella Milano in quarantena, dove il suo misterioso autore, Infinite Delta, ha portato gli ascoltatori nei meandri dell’albero della vita e negli angoli più remoti del pianeta, per scovare suoni che in realtà sono con noi da milioni di anni, e che piano piano stiamo dimenticando, e che rischiano di scomparire. Per Before and After, radio safari propone una puntata da vivere all’alba nei prati limitrofi alla cava.

09:30
Laboratorio autocostruzione
Cava Roncino di Oira Crevoladossola
Progetto riservato ai partecipanti in residenza


Il progetto di allestimento pensato per il workshop di autocostruzione dell’edizione 2020 “Before and After” del festival Tones of the Stones, vuole riflettere sul tema di ambiente domestico proponendo una messinscèna di un diverso modo di abitare in sinergia con il paesaggio.
Il distanziamento sociale ha delineato una nuova dimensione del nostro abitare, circostanziando temporaneamente la nostra vita all’interno delle mura domestiche. Attraverso il workshop di autocostruzione, si vuole riflettere su questo nuovo significato dell’abitare cercando di immergersi nella dimensione paesaggistica.

Messinscèna è il tentativo di ricreare un modello abitativo collocato all’interno del paesaggio circostante la Cava Roncino. Ogni ambiente domestico verrà disposto in modo autonomo e indipendente dalle altre parti della casa, in questo senso, solo attraversando il paesaggio, si potrà avere accesso a tutti gli spazi domestici. L’allestimento, attraverso una tecnologia costruttiva semplice, vuole esplicitare la componente effimera del progetto, teatralizzando l’intervento come gesto simbolico per una lenta ri-definizione di questo luogo.

18:30
Enrico Malatesta
Orridi di Uriezzo Crodo

ENRICO MALATESTA (I) • plays Éliane Radigue – “Occam Ocean – Occam XXVI”

Versione solista per percussioni della serie Occam della compositrice francese Éliane Radigue, una delle prime musiciste ad aver sperimentato l’ambient music come flusso introspettivo e analitico. Enrico Malatesta con due piatti e un tamburo a cornice sviluppa un continuo divenire di risonanze, suoni fantasma e sovrapposizione di armonici e texture sonore. Presentato per la prima volta al pubblico nella sala principale di Berghain a Novembre 2018, in occasione del decennale di Presto!?

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

Enrico Malatesta, percussionista e ricercatore sonoro, basato a Cesena, è attivo nel campo della musica sperimentale, intervento site-specific e performance. La sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento, la vitalità dei materiali e le morfologie delle superfici con particolare attenzione posta all’atto di percuotere. Il suo percorso di ricerca è caratterizzato da un forte interesse alla possibilità di produrre informazioni multiple attraverso azioni semplici, al movimento, alle modalità d’ascolto e alla sostenibilità della presenza del performer attraverso il suono. Ha presentato il proprio lavoro in Italia, Europa, Nord America, Giappone e Corea del Sud, partecipando a importanti festival di musica sperimentale, contemporanea e arti performative. Collabora regolarmente e in diversi progetti con Giuseppe Ielasi, Seijiro Murayama, Christian Wolfarth, Luciano Maggiore, Giovanni Lami, Attila Faravelli, Nicola Ratti, Renato Rinaldi, Alessandro Bosetti, Sebastiano Carghini, Riccardo Baruzzi. E’ fondatore di MU e FREQUENTE, organizzazioni indipendenti rivolte all’organizzazione di eventi, rassegne e workshops dedicati al suono, musica sperimentale e pratiche spaziali, attive a Milano e nel territorio romagnolo.


22 luglio
09:30
Laboratorio autocostruzione
Cava Roncino di Oira Crevoladossola
Progetto riservato ai partecipanti in residenza

18:00
Elisa Cristiana Cattaneo
Cava Roncino Oira di Crevoladossola

“Asimmetrie”
I paesaggi di estrazione sono ologrammi dei processi controversi dell’urbanizzazione planetaria. Rappresentano le sue contraddizioni e le sue cesure sociali, spaziali, economiche ed ecologiche; definiscono nuove mappe de-lo-calizzate, generando spostamenti nella relazione tra problemi locali e globali; implicano un ripensamento del rapporto tra consumo, produzione e risorse; determinano processi metabolici su larga scala (dall’estrazione alla lavorazione) fino a generare nuove geografie e nuove rappresentazioni del mondo; tracciano anche la storia dell’umanità attraverso la sua stessa evoluzione: dal primitivismo alla rivoluzione industriale alla più recente crisi ecologico-sociale, verso una nuova era non antropologica. Spostando l’asse del significato dal concetto di Territorio a quello della Terra (Glissant, Deleuze), rispondiamo alla domanda di paesaggi di estrazione, cercando una nuova idea di spazio che combina l’infinitamente piccolo (design) con l’infinitamente grande (geografie planetarie), verso un’etica diversa e necessaria del progetto e un ripensamento interpretativo degli spazi di estrazione.

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

Elisa C. Cattaneo focalizza la propria ricerca sull’Ecological Urbanism e le sue implicazioni teoriche e progettuali, per ricercare nuovi territori dell’immaginazione.
Dottore di Ricerca, nel 2010 è Visiting Scholar al M.I.T., sviluppando la ricerca sulle teorie urbane dal secondo dopoguerra fino alla contemporaneità (Loaded Void, 2013) e nel 2011-2012 alla G.S.D, Harvard University, dove sviluppa il concetto di “teoria debole” (Weakcity, 2015; On, 2012-2017), sperimentata in molteplici luoghi urbani e complessi, ed esposta in diverse Biennali di Architettura e di Paesaggio e musei di arte contemporanea. Ricerca nuove configurazioni spaziali generate dall’ecologia (Technonature, 2012; Landscape in Art and Science, 2016; Nature through the Mirror, 2015; Soundscapes, 2017).

Nel 2014 è vincitrice della Graham Foundation Grant, Chicago (Andrea Branzi. Emc2). Nel 2015 è candidata invitata per la WheelWright Prize, premio della Harvard University. É membro di giurie e curatrice di concorsi internazionali (Padiglione Montenegro, Biennale di Venezia, 2018; Sprouting Minds, Milano, 2019; Global Survey, Storefront of Art and Architecture, NY). Nel 2015 è co-curatrice della sessione Città e Paesaggio nel Padiglione Architettura in EXPO Belle Arti, programma di Regione Lombardia con Triennale di Milano. Nel 2019 è curatrice della mostra Verde Prato, presso il museo Pecci (Prato Fabbrica Natura, 2019).
E’ co-fondatrice di B.L.U.E., piattaforma di ricerca sul Landscape Urbanism e fondatrice della ricerca weakcircus.
Insegna Architettura del paesaggio al Politecnico di Torino.

19:00
Performance: Annamaria Ajmone
Cava Roncino Oira di Crevoladossola

Il segreto
ideazione Annamaria Ajmone
Musiche e sistemi di diffusione Francesco Cavaliere
Abito Jules Goldsmith

Il Segreto è un’azione coreografica con tre macchine sonore rotanti, Rose Spinner, immaginate e realizzate con Francesco Cavaliere. Il Segreto e la sua pratica, messa in scena da un danzatore o più danzatori, svela nel celare: uno dei sintomi più crudi dell’istinto umano. In un ecosistema geograficamente prossimo, aperto, terreno, indeterminato, multi tempo, si alternano sussurri, creature capovolte e rose del deserto.

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Annamaria Ajmone è danzatrice e coreografa. Al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole capace di trasformare spazi in luoghi creando parallelismi e sovrapposizioni temporali. Si avvale per le proprie produzioni di collaboratori con cui condivide il processo creativo, coinvolgendo così diverse immagini e visioni.
Come coreografa, ha presentato i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing art, musei, gallerie d’arte e spazi atipici. Come danzatrice, ha lavorato con Alias Compagnie, Ariella Vidach, Daniele Ninarello, Santasangre, Cristina Kristal Rizzo, Mithkal Alzghair, Moritz Ostruschnjak. Collabora con diversi artisti su progetti di varia natura e durata tra cui Caned Icoda, Palm wine, Muta Imago, Strasse, Jacopo Miliani, Francesco Cavaliere, Bienoise, Industria Indipendente. Per Matera capitale della Cultura Europea 2019 cura le coreografie per “Abitare l’opera, Prologo tra i Sassi / La Cavalleria Rusticana” con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Per Magliano manswear Fall winter 2020 e per Marni womanswear Fall Winter 2020/21 è consulente alla coreografia e alla dinamizzazione dello spazio. Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come “miglior interprete emergente-contemporaneo”. È tra gli organizzatori di Nobody’s Business in Italia, piattaforma di scambio di pratiche tra artisti. È attualmente artista associata a Triennale Milano Teatro.

 


23 luglio
09:30
Laboratorio autocostruzione
Cava Roncino di Oira Crevoladossola
Progetto riservato ai partecipanti in residenza

22:00
Duo Paolo Fresu e Ramberto Ciammarughi con Gianluca Foli’
Cava Roncino Oira di Crevoladossola

Paolo Fresu Tromba
Ramberto Ciammarughi Pianoforte
Gianluca Folì Illustratore

Paolo Fresu Il jazzista italiano più famoso al mondo con una strabiliante carriera alle spalle e da oltre 40 anni sulla scena jazz internazionale, si presenta in duo con Ramberto Ciammarughi, pianista e compositore tra i più eclettici e schivi della scena jazz e contemporanea non solo nazionale. Dopo il debutto entusiasmante a Time in Jazz (Berchidda) lo scorso anno, i due artisti hanno deciso di riproporre il progetto a Tones on the Stones. All’improvvisazione dei due grandi virtuosi dello strumento si aggiunge anche l’improvvisazione visiva di uno dei più grandi illustratori italiani Gianluca Folì, insieme riempiranno la cava Roncino di suoni e colori per una serata indimenticabile.

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Paolo Fresu scopre il jazz nel 1980. Nel 1990 vince il premio indetto dalla rivista ‘Musica jazz’ come miglior musicista italiano, miglior gruppo (Paolo Fresu Quintet) e miglior disco (premio per il disco ‘Live in Montpellier’), nel 1996 il premio come miglior musicista europeo attraverso una sua opera della ‘Académie du jazz’ di Parigi ed il prestigioso ‘Django d’Or’ come miglior musicista di jazz europeo, nell’anno 2000 la nomination come miglior musicista internazionale.
Solo i primi, in una lunga serie di riconoscimenti che proseguono nel presente musicale tra i quali spiccano la Laurea Honoris Causa conferitagli dall’Università La Bicocca di Milano, la Laurea Honoris Causa della Berklee School di Boston e il “Nettuno d’Oro” della Città di Bologna. Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Ha registrato oltre quattrocentocinquanta dischi di cui circa novanta a proprio nome o in leadership e altri con collaborazioni internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche) spesso lavorando con progetti ‘misti’ come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica contemporanea, Musica Leggera, Musica antica etc.
È testimonial per Amnesty International, Fondazione Francesca Rava e Asia e, nel 2016 e 2017, è stato Ambasciatore dell’Unesco giovani per l’Italia.

Ramberto Ciammarughi Pianista compositore umbro, geniale riservato dissacratore. Un talento unico nel panorama jazzistico italiano. Annovera numerose partecipazioni nei principali jazz festivals e rassegne musicali in Italia ed all’estero collaborando con Randy Brecker, Billy Cobham, Steve Grossman, John Clark, Dee Dee Bridgewater, Vinnie Colaiuta, Jimmie Owens ed altri. Dal 2004 è presente nel quartetto di Miroslav Vitous insieme a B. Mintzer, A. Nussbaum, D. Gottlieb, M. Giammarco. Ha suonato più volte all’estero: Stati Uniti, Giappone (Tokyo, Kyoto, Osaka), Svizzera, Francia, Turchia, Cecoslovacchia, Singapore, Lussemburgo, Austria, Spagna, Germania, Brasile. E’ compositore e arrangiatore di colonne sonore per spettacoli teatrali e installazioni di arte figurativa.
E’ autore delle musiche per le “Eumenidi” di V.Pirrotta- presentato alla biennale di Venezia 2004-per il quale ottiene una “nomination” ai premi olimpici del teatro italiano “ ETI ” 2005. Nel 2006 è autore delle musiche per “La sagra del signore della nave” sempre con V. Pirrotta prodotto dal teatro Argentina di Roma, con questo spettacolo vince il premio olimpico “ETI” 2006. Nel 2007 realizza con V. Pirrotta il Filottete al teatro greco di Taormina. Nel 1985 inizia la sua attività discografica che comprende diverse collaborazioni con i migliori artisti italiani. “Fantastic World” ‘85, “Biri San” ‘86, “Area 2” ‘87, “Mixaudio” ‘87, “What colour for a tale” ‘91 con Furio di Castri, “Project Jazz” ‘91 con Mia Martini e M. Giammarco, “Meditango” ‘94 con Bruno Tommaso, “L’Avventura” ‘94 con Roberto Gatto, “Ulisse” ‘96 con Umberto Fiorentino, “The Life Always” ‘97 con Luigi Ferrara, The surge and the flow con M. Rosen, sono di prossima pubblicazione due dischi, in duo con F. Zeppetella e in trio con M. Vitous e G. Cleaver. Nel 2008 pubblica “Liaisons dangereuses per pf. e quartetto di percussioni con Tetraktis. Nel 2011 “Una lauda per frate Francesco”, da un proprio testo teatrale con E. Allegri.

Gianluca Folì è uno dei più affermati illustratori italiani. Il suo lavoro di ampio respiro abbraccia molti campi dell’immagine, dalla cultura per adulti ai picture book dell’infanzia. Clienti come ENI, Apple, Les Echos, Lonely Planet, The Boston Globe, New York Time, Il Corriere della Sera, Red Bull, Feltrinelli, Mondadori, Taschen, Fendi, Alfa Romeo, Harley-Davidson, Wall Street Journal, Los Angeles Times, Kunitachi Press, GQ, Panorama, Rolling Stones apprezzano Il suo stile raffinato e ricercato. Nel 2015 il suo lavoro è stato selezionato e premiato dalla Society of Illustrators di New York con la medaglia d’oro categoria Editorials and Books, e nello stesso anno è medaglia di bronzo alla Society of Illustrators di Los Angeles. È selezionato anche per due anni consecutivi 2016/2017 nei prestigiosi Creative Quarterly, Applied Arts Annual e Communications Arts Annual.

24 luglio
15:00
Emanuele Coccia
Alpe Devero Baceno

Il rivoluzionario del pensiero green amato dai millenials, Emanuele Coccia, affronterà con la sua consueta modalità la centralità del mondo vegetale a partire da un suo testo divenuto ormai un best seller, La vita delle piante. Metafisica della mescolanza.

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

Emanuele Coccia insegna filosofia alla École des hautes études en sciences sociales a Parigi. L’attitudine green e disruptive dei suoi assunti, ha trasformato la giovanile ossessione per la Natura in una straordinaria metafora esistenziale. Senza allarmismi ci fornisce una chiave di lettura che scardina i luoghi comuni sulla centralità del mondo vegetale. “Sono le piante, in quanto individui, a rendere possibile la coabitazione tra animali e persone. E la fotosintesi è l’evidenza che ci permette di esistere”, ci spiega. “Gli alberi sono i giardinieri, i creatori del pianeta”.

22:00
Acid Castello sonorizza il Film di Ben Rivers “Slow Action”
Cava Roncino Oira di Crevoladossola

Il trio milanese acid techno folk Acid Castello, cultori delle drum machine, presentano una sonorizzazione dal vivo, attraverso macchine e sintetizzatori del film Slow Action.

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Slow Action è un film di fantascienza post-apocalittico, un ibrido tra documentario, studio etnografico e fiction. Presentato nel contesto di Live Arts Week come proiezione espansa su quattro schermi, Slow Action è un vasto panorama, un’esplorazione di ambienti straordinari che evocano un remoto futuro terrestre. Partendo della biogeografia insulare, che studia come le specie e gli ecosistemi isolati si sviluppino differenziandosi dal territorio circostante, presenta lo scenario di una natura ostile dove il livello del mare è cresciuto mostruosamente e la società umana si è evoluta in piccole comunità rette da utopie iperboliche. Slow Action è stato girato in quattro luoghi da fine del mondo: Lanzarote (l’isola vulcanica più arida del pianeta), Gunkanjima (uno scoglio poco distante dalla costa di Nagasaki occupato da una città fantasma di ex-minatori di carbone); Tuvalu (una della nazioni più piccole del pianeta) e Somerset (piccolo ecosistema delle Bermuda le cui specie non sono ancora state studiate). Sono mondi perduti, terre contenute dalle proprie costrizioni geografiche, le cui vicende evolutive costituiscono la traccia narrativa del film (composta da Mark von Schlegell). Slow Action, ispirato ai racconti Erewhon di Samuel Butler, La Nuova Atlandide di Bacone, The Green Child di Herbert Read e L’ultimo uomo di Mary Shelley, incarna lo spirito di esplorazione e di ricerca che caratterizza il lavoro di Ben Rivers.

25 luglio
09:30
Laboratorio autocostruzione
Cava Roncino di Oira Crevoladossola
Progetto riservato ai partecipanti in residenza

15:00
Associazione Canova: tecniche di costruzione in pietra
Villaggio di Ghesc Montecrestese (Associazione Canova)

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA
22:00
Nicolás Jaar
MANA a/v show
Willikens & Ivkovic
Cava Roncino di Oira Crevoladossola

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Nicolás Jaar è nato a New York dall’artista cileno-palestinese Alfredo Jaar e da madre franco-cilena Evelyne Meynard, è un produttore di suoni conosciuto nel mondo per la sua attività nei club. Negli ultimi 7 anni, ha pubblicato un gran numero di registrazioni attraverso la sua etichetta OTHER PEOPLE (inclusa la musica di Lydia Lunch, William Basinski, Patrick Higgins, Dj Slugo, Lucrecia Dalt, Pierre Bastien & Tomaga, Vtgnike e altri). Nel 2015, Nicolás ha firmato le musiche di DHEEPAN del regista Jacques Audiard (vincitore della Palma d’oro a Cannes 2015). Nel 2016 Jaar ha lanciato THE NETWORK, una rete di 111 emittenti radiofoniche realizzate in collaborazione con gli artisti Jena Myung e Maziyar Pahlevan. Nel 2017, THE NETWORK è diventato un libro, pubblicato da PRINTED MATTER a NY.

Nella primavera del 2019, Jaar è stato incaricato per un’improvvisazione di 9 ore nella chiesa di Oude Kerk ad Amsterdam, che ha suonato insieme a due organisti e una dozzina di relatori surround. Nicolás sta attualmente curando una residenza per artisti del suono in Cisgiordania che si svolge in un capanno di 130 anni a Betlemme (all’interno del dar yusuf nasri jacir per l’arte e la ricerca), tra gli artisti il compositore Sebastián Jatz Rawicz e il ricercatore e artista Rolando Hernández. Nell’autunno del 2019, ha presentato INCOMPREHENSIBLE SUN, un’installazione sonora e leggera in un poligono di tiro ex-militare lungo 200 metri a Het HEM (Zaandam) e il debutto di RETAINING THE ENERGY BUT LOSING THE IMAGE al fianco di Vincent de Belleval che consisteva in 10 grandi riflettori parabolici rotanti che catturano ed emettono un suono surround iper-focalizzato. Per la prima triennale di architettura della sharja (a cura di Adrian Lahoud nel 2019) Nicolás ha eseguito un brano per 16 relatori sepolti nel deserto vicino al Centro archeologico di Mleiha. Nicolás ha collaborato con Lydia Ourahmane (Musica per due mari), Fka Twigs (Maddalena) e Patrick Higgins con il nome AEAEA. È anche un membro attuale dell’ensemble di improvvisazione ¡miércoles! accanto alla ballerina e coreografa Stéphanie Janaina, membro fondatore del collettivo di ricerca multidisciplinare Shock Forest Group, e metà della band Darkside.

MANA a/v show
Dopo l’album di debutto di Daniele Mana 2017 per Hyperdub, “Creature”, una suite tesa ed evocativa di elettronica beatless, quasi neo-classica, in questo nuovo album troviamo che la sua musica ha catturato un virus alieno e ha iniziato ad avere allucinazioni. ‘Seven Steps Behind’ suona come una costruzione di un mondo musicale piuttosto che una semplice scrittura di canzoni. Qui i confini tra la realtà e lo strano sono collassati l’uno sull’altro, e ad ogni ascolto attraverso il suo corso zigzagante, sei ricompensato dai suoi strani colpi di scena.
‘Seven Steps Behind’ è un album elettronico che non suona sempre elettronico; gran parte del disco è stato creato per suonare come pianoforti, clavicembali, violoncelli e flauti preparati. Altre volte, gli strumenti acustici campionati e le sessioni registrate appositamente sono stati elaborati tramite software e un’attenta modifica. È questa stratificazione sofisticata di versioni contrastanti delle stesse fonti che contribuiscono a dare a questo disco il suo equilibrio inquietante. L’album gioca anche con il tuo senso del tempo nella sua sala degli specchi, per lo più senza batteria, che spazia dal minimalismo, musica da camera, dark jazz e esperimenti di sintetizzatore.

Willikens & Ivkovic
A blue crater; a one-stone crater. The whole mountain can’t be divided into parts, not even through words. The blue crater and the mountain are the core. Many people would walk for days to see it and wonder. Still the blue crater has no god and no fate. There is no hell and no heaven inside the
blue crater but a lava snake continuously biting its tail and regenerating.

That is. The blue crater has no intrinsic story but everything could be turned into a symbol. Yet those symbols are void as are parts or the desirers’ desires.

A blue crate; a one stone crater in the middle of snow or desert. No life around, a round with no
end. You would like to see it. Maybe you imagined it but are confused, symbols erupting don’t allow you to focus. You see, the mountain can’t be divided into parts. Not even through words.

Lena and Vladimir can’t be divided into parts, not even through words.



26 luglio
12:00
Gang of Ducks
Villaggio di Ghesc Montecrestese (Associazione Canova)

Evento/i con posti limitati. Prenotazione obbligatoria a partire dal 13 luglio.

PRENOTA

G.O.D fin dalla sua nascita – l’acronimo dietro al quale si cela il collettivo Gang Of Ducks – si è distinto per il suo approccio multidisciplinare e per il distacco da qualsiasi vincolo di appartenenza, sia di scena che geografico. Eppure, per quanto G.O.D. si possa definire una realtà deterritorializzata, possiamo individuare in Torino il luogo della sua genesi e in Berlino quello della sua evoluzione. Un’asse indissolubile dal quale i membri della gang traggono continui input che rielaborano nella loro ricerca artistica deviata. Una ricerca che vanta una decina di release all’attivo, alcune delle quali firmate da artisti del calibro di Ital e S Olbricht, e alla cui normale attività discografica ora si aggiunge una serie di one night.