[INTERVISTA] Tropea: “Sono le canzoni a dirci dove andare”

Tra i recenti nomi più caldi della musica italiana ci sono, senza dubbio, i Tropea. Il gruppo milanese dopo aver calcato la Penisola in lunga e in largo ritorna venerdì prossimo con un nuovo ep, “Your Wonderful Time”. L’abbiamo ascoltato in anteprima e ci siamo fatti raccontare genesi, retroscena e prospettive. A questo link vi regaliamo il biglietto per la loro data torinese all’Astoria, organizzata dalla crew di Bonsai. 

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_di Mattia Nesto

Vi abbiamo lasciati lo scorso dicembre con “Amarsi un Anthem”, rework che fonde il celebre brano “Amarsi Un Po’” di Battisti con il più recente “Love Anthem” di Venerus: come mai avete compiuto questa operazione molto particolare?

Ciao OUTsiders! Come forse saprete già dall’anno scorso eravamo soliti includere nelle nostre performances una cover del celebre brano del maestro Battisti, e come forse non saprete (ma potete immaginare) Love Anthem No.1 è stata blastata dagli speaker della nostra automobile innumerevoli volte durante il nostro tour estivo 2019. Un giorno abbiamo provato a cantare Venerus su Battisti ed è stato subito un grande vibe. Mind=Blown.

Ma non perdiamoci in ciance: il 24 gennaio esce il vostro nuovo ep, “Your Wonderful Time”  che voi stessi avete definito come caleidoscopico e che presenterete lo stesso giorno al Circolo Magnolia di Milano. Ora, visto che l’aggettivo è molto bello e anche molto interessante, ci potreste dire di più in merito a questa descrizione?

Supercalifragilistichespiralicaleidoscopico intendi? Beh se ci pensi, per descrivere il proprio “Wonderful Time” si finisce per pensare a tutti quei momenti colmi di suoni, colori, immagini costantemente mutevoli. Una gamma di ricordi e relative emozioni che noi definiamo il nostro personalissimo “meraviglioso momento”. Con l’EP abbiamo cercato di prolungare per 16 minuti quel brivido e quella corrente mutevole di sensazioni che ti scorrono dentro quando ti viene in mente un ricordo. Si passa quindi dal surf-psichedelichino di  “Collapse” alle sonorità più oscure di “Erotic Movie Soundtrack”, senza dimenticarci che anche la malinconia alla fine altro non è se non l’anima che si guarda allo specchio e cringia sodo.

 

Anche se non si giudica un libro dalla copertina e benché meno un disco, la cover ci ha abbastanza colpito: è una specie di presa in giro dei grafici o comunque dell’ossessione verso il bello sempre e comunque?

Amici avete appena detto per caso che la nostra cover è brutta? Scherzi a parte: lo sappiamo. Ma no, non è una presa in giro dei grafici (non ci permetteremmo mai lol). Funny story related: è stata generata tramite un editor tipo paint su un cell SONY XPERIA, lo stesso editor dove facciamo i nostri meme. L’art è sostanzialmente una nuvoletta eterea sulla quale compaiono i nomi dei nostri brani. Magari un giorno faremo un tutorial su youtube in cui spieghiamo come realizzarlo comodamente da casa vostra. E ricordatevi: non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che è lol. Forse. Boh.

Come se ne è discusso anche prima in questo ep ci sono le vostre, diciamo così, sonorità classiche, calde e agglutinanti come in “Collapse” ma ci sono anche tante novità, ad esempio un rinnovato dialogo con suoni più dark: come è andata la registrazione del vostro nuovo lavoro?
E soprattutto quali erano le direzioni artistiche che vi eravate dati, se lo avevate fatto, in merito?

Sono le canzoni che ci dicono dove andare, la direzione artistica è figlia del saperle ascoltare. Però avete colto un punto: in questo EP abbiamo portato la sperimentazione sonora verso territori inediti per la nostra produzione. Ad esempio abbiamo fatto dialogare quella attitudine-rilassata© con l’oscurità, con strumenti ancora non esplorati tipo pianoforte e chitarra classica. Ma come dicevamo, alla fine sono le canzoni stesse a suggerirci quindi il tutto è venuto in maniera naturale e divertente.

 

Avete scritto a proposito della nascita dei pezzi dell’ep: “Tutti hanno in comune l’approccio al processo creativo: estemporaneo, divertente, imprevedibile, collegato a stretto giro ad aneddoti più o meno assurdi”. Ce ne potreste dire almeno uno, visto che siamo proprio curiosi!

Vero è tutto è collegato. Ad esempio “Who May”, terza traccia di Your Wonderful Time, nasce su iniziativa di Claudio, da una costola di un altro brano dell’EP, July. Abbiamo seminato oscure references di “July” in “Who May”, producendola tutti e quattro insieme. Vediamo chi troverà questi oscuri riferimenti LEEERG. In generale questa nostra vibe che esprime la connessione tra la vita reale, le esperienze, la musica e le parole ci ha da sempre accompagnato e da qui sono nati alcuni aneddoti pretty epici. Come quando nel giugno del 2017 siamo andati a registrare le nostre prime canzoni in una casa di montagna molto diroccata. Lì c’è un vecchio telefono, di quelli che per telefonare ogni numero ha un buco dove mettere il dito e poi si gira il dischetto. Cooomunque, stavamo registrando la take buona di “The Man in Me” quando il telefono ha iniziato a squillare, proprio mentre Pietro cantava la frase “the man in me picks up the phone, nobody’s home”. Il bello è che nessuno aveva mai sentito quel telefono squillare e dall’altra parte non c’era nessuno a rispondere. Boh, da GODOSODO proprio. Ah, per i nerd ecco che strumentazione avevamo portato con noi:

_ Scheda Audio:Focusrite Scarlett 18i20 prestata da Lume
_ Microfoni:1 TBONE, 2 SHURE SM58, 1 SHURE SM57, 1 SHURE B52, 2 MICROFONI RODES PANORAMICI NT5 (+ 1 microfono segreto)
_ Ampeg amplificatore per basso
_ Vox amplificatore per chitarra (transistor non valvole!)
_ 7 aste + 1 asta nana
_ Cavi XLR prestati da Lume

_ HENDRICK’S GIN

Avete calcato oltre trenta palchi in giro per l’Italia durante lo scorso tour: questo nuovo vorrà superare il precedente oppure starete, per così dire, un po’ più calmi e sarete un pelino meno vagabondi?

Ma guarda Cinzia.* stiamo cucinando grammate di roba nuova per questo 2020. La scrittura, la produzione, saremo sicuramente molto concentrati nei prossimi mesi. E poi come attitudine generale non riusciamo a stare fermi. Ci piace molto ovviamente suonare live, quindi sì, saremo un-po’-ma-non-troppo vagabondi, intensificando le date con l’arrivo dell’estate.

*Meme nato quando abbiamo portato Collapse al Caffè di Rai Uno. La presentatrice, si chiamava Cinzia. Da allora ci piace pensare a lei ogni volta che ci intervistano. Ciao Cinzia, ahahaha!

 

A proposito: durante quelle famose trenta date lungo la Penisola c’è stato un brano che ha suonato maggiormente degli altri? 

Oltre al nostro brano di chiusura gran finale mega boom boom Which One (che è sempre un gran gas), ci è sembrato che il pubblico apprezzasse particolarmente la nostra cover di Curami dei CCCP. È un momento del concerto in cui si salta, si urla, si suda ed è senza dubbio uno dei momenti più energici della scaletta. C’è una foto mega stilosa di Pietro che la canta sulle transenne davanti alla folla del Mish Mash Festival, per dare un’idea della fotta che produce quel pezzo. Ma c’è anche gente che canta i nostri brani in inglese perfettamente anche se non sono ancora usciti! E leggiamo il labiale e ci spaventiamo ahahah. Ad esempio è successo con Erotic Movie Soundtrack: adesso è libera su tutte le piattaforme ma prima che uscisse era uno dei brani più cantanti ai concerti. Il nostro segreto? Non facciamo uscire i brani deh.