Crescere insieme a Bangkok

La presa di coscienza per le strade di Bangkok. Chi vive la città talmente a fondo da diventarne il re non combatte per salvarne le case e le strade, ma per salvare sé stesso. In un volume denso di colori, forme e pensieri – pubblicato da Add Editore – gli autori Sopranzetti, Fabbri e Natalucci conducono il lettore lungo la storia recente della Thailandia, in tutta la sua bellezza e le sue contraddizioni, attraverso gli occhi di un ragazzo in cerca di fortuna.


_di Anna Celentano

«Da quando i miei occhi si sono spenti, la città ha perso il suo fascino. Prima il mondo aveva uno spessore, ora mi muovo in uno spazio vuoto, sballottato da rumori che si infrangono sul cemento».

Stazione di Bangkok, 1982. Il giovane Nok arriva dalla campagna con la promessa di un lavoro e di un futuro, spaventoso ed eccitante tra le strade di una metropoli che, come un formicaio, brulica di persone, odori, magie e possibilità. Le prime lezioni di vita sono dure: non fidarti dei parenti, non farti sottomettere dal primo prepotente che passa, non farti fregare da chi vende amore agli angoli della strada. Ma Nok impara e, insieme a Bangkok, cresce.

«In un volume in cui i testi sono estremamente fluidi e a parlare sono soprattutto i paesaggi, il lettore coglierà facilmente l’atmosfera e si lascerà trascinare in una storia semplice ma potente, dove l’uomo comune diventa il re del proprio spazio, fisico ed interiore…»

Quello tra uomo e città è un parallelismo classico ma che Il re di Bangkok racconta in maniera per nulla scontata: le tavole portano il lettore in giro per la Thailandia, tra città, isole e campagna, in una riproduzione dettagliata dei luoghi – alla base di tutto c’è una ricerca ed una preparazione storico-visiva approfondita, che ha portato alla formazione di un archivio fotografico e cinematografico composto da più di 5000 voci – e tra dense dominanti di colore in eleganti bicromismi. L’evoluzione di Nok, il nostro Virgilio thailandese, è anche quella dell’intero paese, diviso tra una forte identità culturale tradizionalista e una fruttuosa quanto pericolosa apertura verso l’occidente e i nuovi colossi multinazionali.

La crescita della città, la monacazione in campagna e il lavoro da operaio sull’isola di Koh Pha-Ngan sono tappe che inducono Nok a prendere coscienza non solo di sé stesso, ma anche di tutto quello che lo circonda, e da ultimo, a vedere tutto più lucidamente, nonostante il suo destino sia quello di perdere la vista durante le proteste delle camicie rosse del 2010. In un volume in cui i testi sono estremamente fluidi e a parlare sono soprattutto i paesaggi, il lettore coglierà facilmente l’atmosfera e si lascerà trascinare in una storia semplice ma potente, dove l’uomo comune diventa il re del proprio spazio, fisico ed interiore, se solo impara a conoscerlo.