Giorgio Capellani ci dà alcuni consigli per “Crescere nell’Era Digitale”

Pubblicato da Edilibri nella sezione di saggistica, il libro firmato da Giorgio Capellani affronta una delle questioni cruciali del nostro tempo provando a mettere ordine in un dibattito molto acceso ma anche spesso affossato da luoghi comuni…

Il titolo chilometrico è già di per sé un monito per iniziare qualsivoglia tipo di discussione su una materia complessa quando non addirittura controversa. Insieme a grandi temi come l’ambientalismo e la lotta di genere, quello sulla tecnologia e nella fattispecie sull’utilizzo di Internet si ritaglia molto spazio nell’orbita del dibattito pubblico su scala mondiale. La domanda posta sin dalla copertina del volume – “Quale futuro?” – non può essere risolta nell’arco di un unico saggio. Questo perché si tratta di una questione quantomai fluida e in divenire. Una questione che travolge – quasi – tutti, ma questi “tutti” sono anche estremamente diversi tra loro, da tanti e vari punti di vista. Quello di Capellani, allora, si ripropone – volente o nolente – di essere più che altro un ottimo punto di fermo, un punto di partenza dal quale iniziare a fare ordine.

Come? Incasellando da un lato i fatti, nudi e crudi, duri e puri. Dall’altro lato facendo delle riflessioni e lanciando delle suggestioni. In tal senso è necessario sottolineare una peculiarità del libro, ovvero il suo oscillare tra una componente “sociologica” (se vogliamo più “nota” sebbene altresì fraintesa) e invece una disamina più strettamente medica.

A livello contenutistico, questo pendolo fa sì che il lettore rifletta contemporaneamente sulle conseguenze sia mentali che fisiche che l’Era Digitale impone alla nostra attenzione. Ma prima di analizzare più nel dettaglio queste implicazioni, facciamo una panoramica degli argomenti trattati, anche solo parziale. Il libro affronta capitoli come: cyberbullismo, stalking, videogames ed adescamento. Questo “poker” di per sé potrebbe meritare pagine e pagine di commento, tanta è la “carne al fuoco”.  Il libro, come anticipato, ha un taglio divulgativo in primis, ma non solo. Quando si inizia a parlare dell’importanza dell’imprinting è evidente che l’opera di Capellani si rivolga anche ad educatori (e quindi sfoci nel campo della didattica) e ai genitori stessi (come compendio ad un discorso sull’educazione a 360°).

Mai come oggi è evidente che i dispositivi tecnologici legati ad Internet e tutti i loro derivati siano (diventati) un’appendice del nostro corpo fisico: occorre imparare a non farsi sopraffare da questi mezzi, ma anzi iniziare non semplicemente ad usarli bensì a padroneggiarli. Uno spunto di riflessione amaro quanto illuminante è quello che ci ricorda che molte delle attuali critiche al modus operandi 2.0 erano rivolte a suo tempo anche alla… televisione. Questo lo sa bene Giorgio Capellani, ingegnere civile con un CV che vanta i nominativi di due colossi della tecnologia come IMBM e HP, nonché un background in bilico tra marketing e pedagogia. Se sarete abbastanza open mind da rimettere in discussione alcune certezze granitiche e “generazionali”, il suo libro potrebbe aiutarvi a trasformare delle criticità in delle opportunità. Per voi e per i vostri figli.