[INTERVISTA] Mivergogno, un punk dal cuore di panna

Naif, stralunato, noncurante delle mode e che, dopo una vita passata “in seconda fila” alla batteria si mette a cantare del proprio cuore e dei propri sentimenti: mivergogno è talmente “fuori fuoco” rispetto al mondo della musica attuale che non potevamo non innamorarcene all’istante.

_ di Mattia Nesto

 

Iniziamo con una domanda che, solo apparentemente, potrebbe risultare scontata: tu di base “nasci” come batterista giusto? E chi te l’ha fatto fare di metterti “davanti a tutti” a cantare direttamente i tuoi pezzi?

 

Spero anche di morirci come batterista, comunque, non so chi me l’ha fatto fare sinceramente, diciamo che è stato un bisogno impellente.

Quando hai maturato la decisione di appendere “le bacchette al chiodo” (o magari continuerai a suonare la batteria, chissà!).

 

No, no niente bacchette al chiodo. Non sia mai.

 

 “Stobbene” è il tuo secondo singolo, dopo “Esami”, e esattamente come il tuo nome “mivergogno” risulta dall’unione di due parole: come mai questo gusto per “l’unità”? Ti piaceva come suonava oppure c’è un altro motivo?

 

Le parole unite danno più immediatezza, più spessore al concetto che si vuole esprimere, poi si, mi suonano meglio.

 

Dal punto di vista musicale questo pezzo ricorda certamente il Calcutta più “contemporaneo ma c’è anche una forte, anzi fortissima componente quasi folk. Per caso nei tuoi ascolti “da cameretta” ci sono stati dei grandi di questo genere?

 

“In the Aeroplane over the Sea” credo sia la cosa più folk che abbia ascoltato dopo Led Zeppelin tre.

 

E a proposito cosa ascoltavi “da piccolo” e cosa ascolti, oggi, da grande?

 

Molte cose che ascoltavo da piccolo le ascolto ancora oggi, solo che non te le dico. Giuro, non so perché ma odio parlarne. Non sto bene lo so.

 

Abbiamo letto nel comunicato stampa: “Un batterista cazzuto che scrive canzoni d’ammore”. Questa frase ci ha stregato: reputi sia una buona descrizione di te come artista e, perché, come uomo?

 

Batterista cazzuto che scrive canzoni d’ammore, si, sicuramente riassume   bene cos’è Mivergogno ma anche cos’è Daniele, un tenero cazzone. Credo.

 

Se potessi far esaudire un tuo desiderio in qualche palco, italiano, europeo o mondiale non fa differenza, ti piacerebbe più esibirti?

 

Sicuramente italiano, perché altrimenti non capirebbero quello che dico, comunque, sicuramente Arena di Verona e probabilmente stadio di Latina. Scherzo.

 

Come ultima domanda, torniamo in una perfetta costruzione “ad anello”, al primo dato di fatto: ma le tue canzoni nascono prima “alla batteria” o nella tua testa?

 

Assolutamente prima nella testa, anzi, ti dirò, la batteria nelle mie canzoni è quasi un’intrusa, una ex che si ripresenta, non capisco nemmeno bene il perché mi accade questa cosa qua.