Consigli letterari di ottobre

Novità, riscoperte, rarità. La breve selezione letteraria – fatta pensando proprio al concetto di “outsiders” – privilegia le realtà maggiormente propense a stuzzicare l’interesse di un lettore onnivoro e curioso, magari desideroso di avventurarsi in qualche azzardo letterario…

_ di Alessio Moitre

 

A curiosare bene, qualcosa di particolare salta sempre fuori. Per ottobre una piccola selezione di testi, direi connotati, che hanno in comune punti di vista e storie non sempre studiate a fondo. Ed allora luoghi, anni, condizioni e nomi diventano il centro di un universo alternativo.

Costanza DiQuattro, La mia casa di Montalbano, Baldini e Castoldi

L’abbiamo veduta tutti. Affacciata sul mare, onde a tratti, Montalbano che nuota in mezzo al blu. E poi la spiaggia e più pudicamente il paesaggio. Ma la casa, la famosa casa di Salvo, quella ha una sua storia e supera le pretese letterarie, i set e gli adattamenti delle stanze. Un racconto di un luogo che è inevitabilmente condizione creaturale di una terra.

Elizabeth von Arnim, Vera, Fazi editore

Non è una scrittrice così nota, ma quante donne non lo sono state, nonostante l’invidiabile talento? E quante sono diventate celebri ma poi il tempo le ha un po’ messe a sedere? Una delle varie è la von Arnim, nome nel passato illustre con vita traviagliata. Non si chiamava nemmeno così. Il suo era uno pseudonimo, una protezione necessaria. Altri titoli già usciti per Fazi. Per chi è rimasto indietro, bisogna recuperare.

Lucetta Scaraffia, Storia della liberazione sessuale, Marsilio editore

Un libro che arriva come unica goccia in un gerbido. Il libro, della storica e giornalista torinese, ci aiuta a comprendere il cambiamento della società, partendo da uno dei lati meno noti ma soprattutto argomentabili in pubblico. In mezzo il pudore, la condotta sessuale, le inclinazioni. Un testo tacitamente rinnegabile ma da tutti condiviso. Almeno per comune condizione umana.

Heinz Schilling, 1517, Storia di un anno, Keller editore

Capitato è capitato a tutti. Prendere un anno e da lì costruirci i fatti. Date campali o annoianti conversazioni su interminabili mesate di ozio. Ma il 1517 non è stato un anno banale, magari lontano ai nostri occhi, ma deflagrante. Nell’anno della Riforma si parte per un viaggio, attraverso l’Europa, la Cina, l’America, l’Impero azteco, l’Oceania. Il mondo intero accomunato da numeri messi insieme, che però segnano il cambiamento, in parte, addirittura, definitivo.