Tra vichinghi, funghi, viaggi e troll: vi raccontiamo le ultime uscite targate Iperborea

La rassegna curata da OUTsiders webzine degli ultimi titoli pubblicati dalla casa editrice Iperborea – in aggiunta, vi regaliamo un assaggio delle pubblicazioni in serbo per la stagione autunnale.


_ di Beatrice Brentani

La casa editrice famosa per le sue scoperte letterarie in area nord-europea ci propone ogni mese pubblicazioni di alta qualità, che spaziano dai romanzi alle collane di viaggio, fino alla letteratura per l’infanzia. Abbiamo condensato, qui, le ultime uscite estive: il miglior modo per combattere l’afa di questi ultimi giorni d’estate è proprio rifugiarsi tra le pagine fresche di Iperborea.

 

THE PASSENGER – NORVEGIA

THE PASSENGER torna in campo iperboreo e ci porta in Norvegia, terra di progetti avveniristici e di una natura (quasi) inesplorata.

 

È Morten Strøksnes a parlarci delle incoerenze di un paese a cui piace colorarsi di verde ma che è casa di alcuni dei commerci più inquinanti al mondo: l’allevamento di salmone e l’estrazione del petrolio. Petrolio che ha trasformato la Norvegia da piccola provincia povera in paradiso benestante con il fondo sovrano più ricco del mondo, tutto grazie al pensiero illuminato di un…iracheno che in pochi conoscono: Farouk al-Kasim, protagonista di un articolo di Lisa Margonelli. Ma com’è possibile che nel paese col reddito pro capite più alto al mondo nasca la rabbia che arma uno dei più sanguinari terroristi d’Europa, Anders Breivik? Ne scrive Adam Shatz in un’ideale recensione a 2083, il «manifesto» inedito dell’uomo, apparsa per la prima volta sul London Review of Books. Parlando di paradossi, The Passenger racconta come un faro di modernità celebra e custodisce la propria tradizione: Ebba D. Drolshagen descrive l’attaccamento tutto norvegese al costume tradizionale, il bunad, che negli ultimi anni ha visto un potente revival; la linguista Siri Nergaard delinea invece un ritratto dei mille volti che la lingua norvegese può assumere a seconda di chi la parla, dove, con chi. Andiamo poi alla scoperta della musica norvegese e di due delle scene più peculiari: Giuliano D’Amico ci rivela il lato romantico del Black Metal, dove è oggi e cosa ne è stato dei metallari sbocciati negli anni Novanta; il musicista Pål Moddi Knutsen usa la musica sami per aprirci alla storia di un popolo vittima per secoli di assimilazione forzata. Marzio G. Mian, poi, parla di Artico, remoto eppure al centro di un grande cambiamento – climatico, geostrategico, commerciale e turistico. Insomma, la Norvegia è dimora di storie che non ti aspetti. Cesare Alemanni scrive di Rjukan, una città che si è inventata un sistema di specchi per sopravvivere ai mesi di ombra a cui la condanna la montagna che la sovrasta. Erlend Loe ci fa ridere con le storie sul rapporto non sempre amichevole tra la Svezia e il suo paese. Ultimo paradosso è quello descritto da Marta Breen, di un femminismo di stato che convive con tassi di violenza sulle donne tra i più alti d’Europa. Infine, scopriamo un piccolo angolo di…Portogallo in una remota isola norvegese, che vive con la testa al paese a cui vende tutto il suo baccalà.

 

 

Cees NOOTEBOOM, 533 IL LIBRO DEI GIORNI

«Questo giardino è un ritratto della tua anima. Attaccata dalle falene, con le radici deformi e sollevata verso la luce da un mucchio di pietre: questa è la mia anima. Dorian Gray non è niente al confronto»
533 giorni nella vita di un grande scrittore europeo, con le preoccupazioni per il suo giardino di cactus e per l’ibisco sofferente, il suo amore per Minorca, i suoi pensieri sul mondo e sul posto che noi uomini abbiamo nell’universo.
Infaticabile esploratore di culture lontane, da oltre quarant’anni Cees Nooteboom si ferma d’estate a Minorca, «isola del vento»: certi lega­mi non li scegliamo, ci sono e basta, e il legame dello scrittore olandese con la Spagna è di que­sta natura, insondabile. È nella dimora minor­china, con lo studio pieno di libri e il giardino presidiato dagli autoctoni dei regni vegetale e animale, che hanno inizio i 533 giorni di ste­sura di queste riflessioni. Non un diario, non un insieme di moti dell’animo organizzato per date, ma un «libro dei giorni», per trattenere «qualcosa del flusso di pensieri, delle letture, di quel che si vede». Cactus, palme, tartarughe, ragni hanno forse un proprio linguaggio, che però resta impenetrabile. Nooteboom si inter­roga con l’umiltà del profano su misteri botani­ci e zoologici, li intreccia alla sua passione per le lingue umane aprendo ponderosi dizionari, resta in ascolto quando scopre suoni nei rumo­ri, alza lo sguardo su Cassiopea e si fa astro­nomo e mitologo. Ogni impressione è passata al vaglio del deposito memoriale di una lunga vita di esperienze e letture, che spalanca fine­stre su vasti orizzonti: la Divina Commedia e i libri che ha generato, l’impossibile incontro tra Montaigne e la musica di Feldman, il disprezzo dell’amatissimo Borges per l’amatissimo Gom­browicz, il volo infinito dei Voyager, il ripetersi della storia come tragedia e mai come farsa. Una rapsodia meditativa che vorrebbe escludere il rumore dell’attualità, ma che nell’attualità – della Catalogna, della Spagna, di un’Europa lacerata – deve più volte tornare, perché se come dice Candide «bisogna coltivare il pro­prio giardino», il proprio giardino è nel mondo, che lo si voglia o no.

 

 

Tove JANSSON, MUMIN IN RIVIERA
Dal genio di Tove Jansson la serie di avventure spassose, tenere e irriverenti di una famiglia di troll molto speciali. Un classico che ha appassionato i bambini di ogni età, dai 7 ai 99 anni.

 

Spuntano le primule nella valle dei Mumin, ma Grugnina sogna una vera estate al mare. Le spiagge assolate del Sud, tra milionari e star del cinema che bevono champagne… Avventura e dolce vita: a quel sognatore di papà Mumin non serve altro per convincersi e, mutato il nome in «Von Mumin», l’intera famiglia approda in Riviera, ritrovandosi ad alloggiare, senza un soldo, nella suite reale del Grand Hotel. Comincia così una vacanza tra boutique di lusso, casinò, vitelloni da spiaggia e marchesi radical chic. Non c’è da stupirsi che i Von Mumin diventino i vip anticonformisti più desiderati della Riviera.

 

 

Bergsveinn BIRGISSON, IL VICHINGO NERO
Tra autobiografia, romanzo e saggio storico Il vichingo nero racconta di uno straordinario personaggio vissuto nel IX secolo d.C.: uomo di mare, cacciatore e viaggiatore, da molti considerato il re dell’Atlantico. Un libro che ha qualcosa da regalare a chiunque abbia l’avventura di leggerlo.

 

Nella Norvegia del IX secolo, alla corte reale del Rogaland, nasce Geirmund Pelle Scura, destinato a diventare il «vichingo nero», cacciatore, viaggiatore, pioniere, definito «il signore dell’Atlantico» e «il più illustre tra i primi colonizzatori d’Islanda». Figlio del re Hjör e di una donna sami della Siberia, discriminato fin da bambino per i suoi tratti mongoli, Geirmund viene inviato nell’estremo Nord, fra le tribù del mitico Bjarmaland, prima di partire all’esplorazione dei fiordi islandesi. Qui costruisce il suo impero sulla caccia al tricheco, di cui ha imparato ogni segreto dai bjarmi, e sul commercio internazionale dei prodotti derivati che sono alla base dell’economia e dell’arte navale vichinghe – l’olio ricavato dal grasso, le corde realizzate con la pelle e le preziose zanne – grazie alla manodopera di centinaia di schiavi cristiani catturati in Scozia e Irlanda. Perché esistono così poche fonti su di lui e nessuna saga ne ha tramandato le singolari imprese? Lo scrittore e filologo Bergsveinn Birgisson si mette sulle tracce sperdute di questo suo misterioso antenato per ricomporne la storia dimenticata. Una ricerca che spazia tra archeologia, antropologia, genetica, biologia, linguistica, ecologia, dove la scienza richiede il contributo della poesia e dell’immaginazione. Un viaggio nell’epico mondo di Ragnarr e Harald Bellachioma in cui l’autore scosta il velo della leggenda e sfata il mito fondativo dell’Islanda, riportando alla luce l’avventura di «imprenditori» scaltri che si insediarono in questa terra vergine per sfruttarne economicamente le risorse, prima che gli eroi delle saghe vi trovassero una nuova patria e la libertà.

 

 

LONG LITT WOON, LA VIA DEL BOSCO
Per alcuni raccogliere funghi è un rilassante passatempo autunnale. Per Long Litt Woon è una forma di guarigione, un modo per tornare alla vita.

 

Quando Long Litt Woon, antropologa malese da decenni trapiantata a Oslo per amore, perde inaspettatamente il marito Eiolf, la sua esistenza si svuota di ogni significato ed è inghiottita in una bolla di apatia. Ad aprire la prospettiva su una vita nuova e piena è la partecipazione quasi accidentale a un corso di micologia per principianti: la scoperta del mondo dei funghi comincia a risvegliare in lei tutti e cinque i sensi conducendola lentamente su due sentieri paralleli, quello concreto che si snoda tra i profumi e i colori dei boschi norvegesi – ma anche del lontano Central Park – e il faticoso percorso interiore dell’elaborazione del lutto. Nel libro si alternano così la narrazione, tanto più asciutta quanto più vera, di una vicenda intima e dolorosa e il resoconto acceso, vitale, pieno di gioia dell’esplorazione di un regno naturale complesso e misterioso e dell’eccentrica comunità umana che lo abita, il popolo dei fungaioli, con le sue regole, i suoi rituali e le sue ossessioni. Con lo sguardo rigoroso dell’antropologa diventata ormai esperta micologa, Long Litt Woon ci aiuta a destreggiarci con competenza tra spugnole, steccherini e ovoli malefici e nello stesso tempo a riflettere sulle peculiarità nazionali e sui pregiudizi culturali in cui è avvolto un argomento che si vorrebbe scientifico. Ma soprattutto ci emoziona immergendoci nella profondità umana di una donna che ha saputo trasformare una passione in ancora di salvezza.

 

 

Un assaggio, ora, delle prossime uscite:

Ulf STARK, IL BAMBINO DETECTIVE

 

Chi non ha mai giocato a fare il detective? Tutti tranne il piccolo Ulf che per farsi accettare dalla squadra di investigatori capitanata da suo fratello decide di inscenare un furto per poi riuscire a risolverlo…

 

Stureby, il sobborgo a sud di Stoccolma in cui vive il pirccolo Ulf, pare di colpo brulicare di detective: il fratello maggiore Jan e la sua combriccola di amici, lente d’ingrandimento alla mano, sono impegnati a seguire tracce e smascherare delinquenti. Un gioco irresistibile dal quale Ulf (o Uffe, come lo chiama il fratello), considerato piccolo, frignone e per di più «citrullo», è categoricamente escluso. E allora, se non lo vogliono in squadra, dovrà farsi furbo e guadagnarsi fama e approvazione mettendosi in proprio. L’idea è di inscenare il furto della sua bici nuova di zecca per poi stupire tutti con le sue intelligentissime trovate degne di Sherlock Holmes. Ci riuscirà? Dalla penna di Ulf Stark, un nuovo capitolo tenero, allegro e pieno di fantasia della vita dell’eterno fratellino che mette in campo i suoi lampi di genio per conquistarsi un posto nel mondo dei ragazzi più grandi.

 

In uscita l’11 settembre

 

 

THE PASSENGER – BERLINO

 

In occasione del trentennale della caduta del Muro, The Passenger rinnova la sua formula esplorando per la prima volta una città, Berlino.

 

Dopo essere stata per almeno due decenni la capitale indiscussa della controcultura europea, il luogo di nascita di mille mode in anticipo sui tempi e avere attirato giovani e investimenti, Berlino si riscopre mainstream. Cosa significa allora convivere con i problemi di una capitale matura, una città più affollata, cara e gentrificata di prima? Ce lo racconterà con ironia lo scrittoreflâneur David Wagner che ci porta con sé all’inaugurazione del nuovo museo del consumismo, il 69esimo centro commerciale della città. L’anima ribelle ribolle ancora nelle iniziative dei cittadini contro il caro affitti e il turismo mordi e fuggi degli ostelli, nella cacciata di alcune multinazionali, nell’ambientalismo militante, nella ricerca ossessiva di nuovi spazi di sperimentazione artistica, anche se relegati sempre più in periferia. Finita la grande stagione di scoperta e riqualifica delle rovine di Berlino Est, il valore aggiunto della nuova Berlino è la sua ricchezza multiculturale. In questo mare multietnico e colorato, tuttavia, vive anche una società parallela iperconservatrice, fedele a Erdogan e invisa al governo tedesco: è la più grande comunità turca al mondo e la scopriremo negli aneddoti di alcuni dei migliori scrittori turco-tedeschi di ultima generazione. Ci caleremo poi negli inferi della leggendaria vita notturna di Berlino, capitale del vizio fin dagli anni Venti e culla della techno, insieme a una delle sue dj più famose: Ellen Alien.
La pubblicazione di The Passenger – Berlino diventa anche l’occasione per fare un bilancio del trentesimo anniversario della caduta del Muro, in un momento storico in cui tra molti intellettuali dell’Est, da Ingo Schulze a Thomas Brussig, prende sempre più strada una rivisitazione critica degli anni Novanta e si aprono sempre più crepe sui lati oscuri della riunificazione.

 

In uscita il 18 settembre

 

Astrid LINDGREN, L’UCCELLINO ROSSO

 

Dalla penna della grande scrittrice svedese una raccolta – inedita in Italia – di quattro racconti dolci e commoventi. Un capolavoro senza tempo che colpisce il lettore dritto al cuore.

 

Pubblicati per la prima volta nel 1959 queste quattro storie sono ambientate in una Svezia di tempi lontani, in contesti rurali di grande povertà. Due bambini orfani, Anna e Mattias, sfuggono al loro destino di lavoro e sofferenza seguendo un uccellino rosso attraverso una porta nascosta, oltre la quale si trova Sunnanäng, un luogo magico dove è sempre estate, i bambini possono giocare sereni tutto il giorno e dove c’è una donna, madre di tutti i bambini, che prepara cibi deliziosi. Malin, una bambina che ha perso i genitori durante un’epidemia di tubercolosi, vive nella casa dei poveri e, convinta che se avesse un tiglio suonante e un usignolo canterino fuori dalla finestra la sua vita sarebbe finalmente bella, decide di donare la sua anima a un albero per far avverare il suo sogno. Il giovane Nils, costretto a letto da una brutta malattia, fa un sogno ispirato dal castello disegnato nella sua stanza in cui riesce a salvare il proprio re dalla condanna a morte per mano del rivale, facendolo scappare attraverso un passaggio segreto. La piccola Stina Maria, dopo che le sue pecore sono state uccise da un lupo, visita il popolo magico del «sottosuolo» con la promessa di un nuovo gregge per la sua famiglia. Nonostante questi racconti affrontino temi duri come la povertà, l’infanzia rubata, la malattia e la sofferenza, Astrid Lindgren si conferma una delle più grandi scrittrici del Novecento e con il suo inconfondibile humor sottile riesce a parlare anche di speranza, felicità, magia e libertà. Infatti i piccoli protagonisti dell’Uccellino rosso non si perdono mai d’animo e attraverso il loro coraggio, la loro forza di volontà e la loro intraprendenza riescono sempre a cambiare il loro destino.
In uscita il 9 ottobre