Masego e Kamasi Washington portano il groove oltre i confini di genere

Il Circolo Magnolia di Segrate ha accolto, martedì 16 luglio, i concerti di due maestri della musica black contemporanea, tra jazz, soul e addirittura echi trap.

L’atmosfera è febbricitante, le luci soffuse e accoglienti e il brusio vivo e, poi, immediatamente sospeso al presentarsi dei primi riflettori in movimento. Nella cornice tanto suburbana quanto bucolica del Magnolia – tra punti ristoro, brandine, oasi ludiche e luci soavi – ha avuto luogo, martedì 16, un evento che, a distanza di qualche giorno dal suo svolgimento, desta ancora stupore per il suo portentoso impatto sonoro: il Circolo Magnolia di Segrate ha, infatti, ospitato i concerti del giovane Masego e dell’“epico” Kamasi Washington.

A introdurre quello che, infatti, si è rivelato, nel corso della serata, un immersivo e totalizzante amplesso musicale, il sound incredibilmente eclettico e personale del musicista americano, intriso di soul e jazz ma arricchito di ritmi hip hop e di un’eco trap: Micah Davis, in arte Masego, ha, così, mostrato – attraverso la sua carica adrenalinica, l’esperienza maturata nel corso della sua pur recente carriera e il talento che, palese, scaturisce da tutti i suoi pori, sfociati nel suo “TrapHouseJazz” – non solo la sua encomiabile natura di intrattenitore, ma anche, e soprattutto, quella di musicista e polistrumentista capace, conscio e audace nel porsi ai limiti dello scibile per poi rivoluzionarlo, generando risultati imprevisti e appassionanti.

Proprio come il protagonista principale della serata, il sassofonista e compositore Kamasi Washington, che, con la sua eccezionale band di talenti e la tunica maestosa che lo contraddistingue, ha introdotto gli astanti in un caos primigenio di sfumature sonore in cui le forme potenziali hanno ribollito e, in seguito, generato una comunione di suoni estasiante e peculiare.

Ad animare la scaletta, pochi brani: ça va sans dire per un artista che, in piena sintonia con i grandi compagni afro futuristi come Sun Ra, Pharoah Sanders o Fela Kuti, è in grado di generare composizioni complesse, variegate e della durata di circa 10 minuti ciascuna. Una scelta che ha, dunque, concesso agli otto elementi del collettivo di recare con sé, sul palco, dosi massicce di improvvisazione armonica e, soprattutto, dinamica, passando dall’atmosfera tipica del trio jazz ai momenti corali propri di un’orchestra sinfonica.

Arricchiti, a loro volta, dalla decisione insolita di presentare due batteristi in formazione – complici di aver condotto il livello di groove alle stelle – e il padre, anch’esso sassofonista, Rickey Washington, meritevole di aver restituito una vena di tenerezza e romanticismo all’esecuzione dei pezzi selezionati.

«Siamo tutti unici e differenti, ma, quando siamo insieme, parliamo il medesimo linguaggio: quello dell’amore. E io vi amo», ha, infatti, precisato l’artista californiano, quasi a suggellare un concerto che, animato dal suo jazz futuristico e dalle varianti architettoniche intorno a esse erette, ha assunto i contorni di un’intima e appagante “messa laica”, al cui richiamo nessuno dei presenti ha potuto, e voluto, sottrarsi.

Restando adoranti e attoniti fino alla fine: fino al bis, ai saluti conclusivi e alla chiosa di una festa musicale ineguagliabile e tumultuosa, nel corso della quale Washington si è dato generosamente e meravigliosamente, condividendo parentesi di sé emotive e ignote e una passione musicale commovente e sbalorditiva.

Di seguito, i prossimi appuntamenti al Circolo Magnolia:

LUGLIO

– Domenica 28, ore 19, 25€: gli Animals as Leaders ritornano sul palco per riproporre il loro repertorio progressive metal strumentale, tra chitarre acrobatiche, approcci imprevedibili e batterie incisive;

– Lunedì 29, ore 19, 25€: dopo aver animato le venue più importanti e i festival migliori del mondo, la band indie rock dei White Lies approderà nuovamente in Italia per presentare ai fan nostrani uno show imperdibile;

– Martedì 30, ore 19, 15€: dopo un’assenza lunga dieci anni, gli Easy Star All-Stars torneranno a eseguire l’acclamato “Dub Side of The Moon”, primo disco del collettivo di artisti reggae di base a New York.

AGOSTO

– Venerdì 2, ore 22, 5€: “Void – Techno Summer Party”, un percorso sonoro tra immagini, suoni, luci e ombre condotto da Richey V, Simone Zino e Keira Meier;

– Sabato 3, ore 22, 5€: “Trashick Summer Fest – Festivalbar Edition”, un’occasione unica per farsi sovrastare da un’ondata di summer hits provenienti da tutte le epoche, tra le quali sarà decretata la vincitrice dell’estate 2019;

– Domenica 4, ore 19, 15€: il live di uno dei migliori produttori francesi della scena dub internazionale, Panda Dub;

– Giovedì 8, ore 19, 20€: a sette anni dagli ultimi concerti italiani, il grande ritorno dei maestri della vibrazione naturale dell’universo, gli Om;

– Domenica 11, ore 19, 20€: il gruppo leggendario dei Flipper con una formazione composta dagli “originali” Steve DePace e Ted Falconi e da Mike Watt al basso (Minutemen/Firehose, Stooges e Sogno del Marinaio) e David Yow alla voce (Jesus Lizard e Scratch Acid);

– Martedì 13, ore 19, 18€: direttamente da New Orleans, la band sludge metal degli Eyehategod, con cui vi sarà uno special guest non ancora svelato;

– Domenica 18, ore 19, 25€: l’unica data italiana di Ybn Nahmir, rapper americano noto per i singoli “Rubbin Off the Paint” e “Bounce Out With That”;

– Martedì 20, ore 19, 25€: l’unica data italiana dei Mayday Parade, con il loro sound passionale ed energico e un pop punk vibrante dalle sfumature rock;

– Venerdì 30, ore 19, 20€: il concerto di Franco126, sul palco per presentare il suo esordio da solista, “Stanza singola”, album maturo e intimistico.