Otello: l’eroe outsider alla ricerca dell’amore salvifico

Un’interpretazione moderna di un grande classico di Shakespeare. L’Otello di Marco Lorenzi, in scena fino al 21 luglio al Teatro Carignano all’interno della rassegna estiva Prato Inglese, è un eroe emarginato che cerca nell’amore verso Desdemona l’unica possibilità di riscatto.

_di Elisabetta Galasso

Io non sono quello che sembro. È la scritta che appare in fondo alla quinta del teatro in apertura di spettacolo. E sarà il leitmotiv che accompagnerà tutta la messinscena. Il linguaggio si fa ambiguo, pieno di crepe e capace di vendere il falso per vero e viceversa. Il fulcro di questa ambivalenza è ovviamente incarnato dal personaggio di Iago.  Uno Iago machiavellico la cui cattiveria è accentuata dal fatto che non vengono specificate le ragione delle sue malefatte. Tesse la trama della tragedia e induce gli altri personaggi a fare ciò che desidera. L’interprete Angelo Tronca sebbene risulti pienamente aderente alla descrizione del malefico e viscido Iago riesce a renderlo agli occhi dello spettatore un personaggio quasi positivo, un simpatico sbruffone che non di rado interloquisce col pubblico in sala.

Il primo atto è una riuscita operazione di metateatro. Siamo a Venezia e gli attori arrivano sul palco allestito a backstage dello spettacolo. Poi all’improvviso il sipario si alza e veniamo catapultati a Cipro, la seconda ambientazione che con una gigantesca insegna luminosa  fissa l’inizio del declino della realtà concreta con quella immaginata e di pari passo l’autodistruzione di Otello. Il personaggio di Otello è stato affidato all’attore franconfono Damien Escudier che dapprima incarna l’archetipo del principe romantico quando in francese declama l’amore per la sua Desdemona e dopo, acceccato dalla gelosia, si lascia andare a movimenti caricaturali nell’esprimere la rabbia.

Desdemona, interpretata da Camilla Nigro, è l’unica a conservare la sua identità, infatti continuerà a proteggere Otello fino alla sua morte. Desdemona incarna la donna fair bella e giusta. Non è la fragile fanciulla travolta per caso degli eventi, decide consapevolmente di sposare il Moro. Si dispiace sinceramente per Cassio e incarna l’idea tradizionale di matrimonio e fedeltà.

Otello nell’adattamento della tragedia curato dal regista Marco Lorenzi e da Lorenzo de Iacovo risulta un valente e irreprensibile soldato che gode di un’ottima reputazione, ma allo stesso tempo un escluso nella società. Fa parte di quegli eroi che non esistono più, quelli epici della guerra dove le distinzioni dei sentimenti erano nette: il bene corrispondeva al bene e il male al male. Mentre qui assistiamo alla disfatta di un uomo che cercava nell’amore la via di salvezza. E se si pensa che alla base della gelosia ci sia un semplice fazzoletto ci si accorge di quanto il simbolismo di Shakespeare sia attuale ancora oggi. L’invito che si cela dietro al volatile fazzoletto è tutt’altro che leggero: per evitare la tragedia è bene trasfromarsi in eroi-vedenti capaci di essere aperti nei confronti dei continui rimandi che la vita ci pone davanti gli occhi.

Tutte le foto sono di Laila Pozzo.