[INTERVISTA] BŌL house: tutto l’amore per il pane nel primo “you can eat all” di Torino

In pieno centro in via San Francesco da Paola 4B, BŌL house è aperto da fine maggio e si potrebbe definire un vero e proprio atto d’amore per il pane, contenitore dei nostri sentimenti trasformati in ragù, sugo alla norma, cozze alla salsa dijonnaise o fonduta di Camembert. Abbiamo incontrato Enrica e Davide Panero, i gestori di questa goduriosa “casa del pane”, per scoprire più da vicino la loro cucina. 

_di Elisabetta Galasso

 

Se Pablo Neruda fosse ancora in vita, una capatina da BŌL House la farebbe sicuramente. Qui il pane è il re della tavola e tutto il resto è solo la corte che lo circonda.  La parola d’ordine è la semplicità, ma dietro ogni cosa semplice c’è un duro lavoro e i ragazzi di BŌL house ne sono la prova. Si arriva a 27 coperti nel locale a 30 metri da via Po, in un ambiente accogliente e  rilassante che strizza l’occhio all’ecosostenibilità. Un nuovo concept gastronomico con ingredienti freschi e di stagione che punta a distinguersi nel vario panorama culinario torinese.

[…] il pane, il pane
per tutti i popoli
e con esso ciò che ha
forma e sapore di pane
divideremo:
la terra,
la bellezza,
l’amore,
tutto questo ha sapore di pane.

Ode al pane – P.Neruda

Ultimamente le bowl, colorate ciotole ricche di ingredienti hanno preso piede in città. In cosa si differenzia la vostra proposta?

La nostra Bol è uno scrigno di pane artigianale ripieno. In menù abbiamo moltissimi abbinamenti. Si va dalla pizza Bol con salsa di pomodoro e mozzarella di bufala alla BŌlpo con polpo, patate e pesto passando per la melanzana con sugo alla norma fino alla pulled pork: spalla di maiale in salsa BBQ.  La Bol viene servita su di un piatto di ceramica  a mo’ di hamburger.  Si comincia mangiando il ripieno aiutandosi con le posate e con la parte superiore e quando si vuole si mangia il contenitore.

Da dove è venuta l’ispirazione per la creazione delle Bol?

L’idea è maturata a Londra, dove abbiamo lavorato e vissuto per un po’. Lì si mangiano le breadbowls dai ripieni gustosi. Siamo stati ispirati anche  dalla clam chowder una tipica zuppa  di pesce americana servita all’interno di un panino scavato.

Quale pane utilizzate?

La ricerca del pane giusto non è stata facile perché ne serviva uno adatto a contenere il ripieno e che assorbisse tutti gli ingredienti. Ci serviamo dal panificio Massa Micon di Cafasso nelle Valli di Lanzo. Il panificio produce degli stampi che ci vengono consegnati giornalmente. Non resta che dare al pane una seconda cottura ed è pronto per essere servito. Sottolineiamo che viene usato solamente lievito madre e olio. In futuro vorremmo fare degli esperimenti con altri tipi di pane, ma aspettiamo di avere la possibilità di produrlo autonomamente.

Data la varietà del menù quale di questi scrigni di pane ci consigliate di assaggiare?

Di solito i clienti sono attratti dalle boline, la versione mini delle Bol. Serviamo 5 o 10 boline dal ripieno diverso per iniziare con una degustazione. Sono belle oltre che buone perché impreziosite da degli oli Bio in pipetta. Tutti gli oli che usiamo provengono dalla tenuta abruzzese Sant’Ilario e si può scegliere tra diverse aromatizzazioni naturali come al peperoncino, curcuma, noce, finocchio. Le mini-bol vengono servite anche come dessert  in quattro varianti: tiramisù, fragole e panna, mousse di cioccolato e nocciole e crema chantilly.

La clientela torinese come sta reagendo di fronte a questo nuovo concept?

Di sicuro ci siamo accorti che è più facile a “mangiarsi” che a “dirsi” quindi le persone si siedono con un’elevata curiosità e alla fine escono soddisfatti di aver mangiato qualcosa di nuovo. Avevamo tarato il locale su di una clientela giovane, ma stiamo assistendo con piacere all’arrivo di clientela varia dai bambini agli anziani. Abbiamo assisito al nostro primo San Giovanni e abbiamo vestito a festa le nostre bol in occasione della Fashion Week torinese, in città gli eventi non mancano e nemmeno chi ha voglia di provare il nostro pane rivisitato.

In quali termini il vostro è un locale ecosostenibile?

Nel nostro locale tutto richiama al verde, dalle sedie alle piante sulle pareti. Il pavimento è in parquet ed è lo stesso legno utilizzato per il tavolo. Le bol vengono sempre servite in piatti di ceramica e l’acqua filtrata viene portata in una bottiglia di vetro, quindi riutilizzabile.

In conclusione, progetti futuri?

Oltre al consueto servizio di pranzo, aperitivo e cena arriverà il sabato e la domenica il Bol Brunch con delle Bol dolci e salate dedicate.

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