Aire Flamenco: il vento andaluso che scuote gli animi

La neogotica e romantica Villa Draghi di Montegrotto  Terme, (Padova), il 24 luglio si trasformerà in un caloroso patio andaluso, dove toque, cante y baile si fonderanno, portandoci una zaffata di flamenco.

 _di Valentina Matilde De Carlo
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Aire. Etereo, sfuggente, graffiante: è il vento caldo dell’Andalusia che porta con sé suoni e colori di una terra lontana, che mescola sapori e culture, quella araba, quella gitana, quella cristiana, che secoli fa si fusero insieme creando qualcosa di unico: il flamenco.
Dopo aver appassionato il pubblico di Padova la scorsa estate, questa volta lo potremo ammirare nella suggestiva Villa Draghi di Montegrotto Terme.
Isolata sulle pendici del Monte Alto e circondata dal suo famoso bosco romantico sarà lei, nella serata del 24 luglio prossimo h 19.30, a fare da sfondo allo spettacolo Aire Flamenco.
Portato in scena dall’associazione padovana Duendarte, ideato dalla bailaora, insegnante e direttrice artistica dell’associazione Marta RoveratoAire è una catena di sfumature flamenche, con una mise en scène asciutta e senza fronzoli, che arriva dritta al nucleo profondo delle nostre emozioni.
Per l’occasione l’artista italiana ha voluto accanto a sé sul tablao un suo collega, nonché grande amico, il bailaor spagnolo Rubén Molina. Legato al nostro paese da molti anni, da quella prima volta in cui il regista Franco Zeffirelli lo volle per La Traviata che andò in scena all’Opera di Roma, torna regolarmente in Italia, collaborando con diverse associazioni di danza per diffondere il flamenco e la sua magia.

Che cos’è il flamenco per te? Abbiamo chiesto a Rubén durante la nostra intervista. “É un modo di vita, é il mio modo di vita.. É un’arte in continua evoluzione.” Vita di un professionista che, quando sua madre all’età di quattro anni lo iscrisse ad una scuola di flamenco di Cordova, la sua città, non ne volle sapere di fare quel ballo “da femminucce”, e che invece, qualche anno più tardi, avrebbe capito sarebbe stata la sua strada.  “All’età di 7 anni ho iniziato la mia formazione e dopo due o tre anni ho deciso che avrei fatto quello nella vita, era chiarissimo per me.” Adesso, in ogni passo del baile, viene risucchiato dall’energia del flamenco, quella che ti divora per rigenerarti, quella che ti imprigiona nei suoi ritmi per poi liberarti e che porta via, col suo vento, tutti i pensieri, lasciandoti sul palco nudo e senza maschere.

Dalla Spagna all’Europa, Rubén lavora e vive da sei anni a Parigi, dove ha fondato la sua compagnia e dove crea i suoi spettacoli per poi portarli in tournée in diversi paesi europei, lavorando molto in Germania e in Italia. “Sono andato a Parigi in vacanza, poi sono rimasto là, é stato il destino” Nei suoi spettacoli vuole far provare alla gente le emozioni del flamenco puro. 
Ma flamenco non é solo baile,  é anche cante e toque (chitarra) e in Aire la struggente magia del canto gitano ce la porta il cantaor Jose Salguero, mentre le melodie della chitarra sono affidate al chitarrista Marco Perona, aggiungendo, infine, le percussioni di Paolo Mappa, che insaporiscono i diversi ritmi.
La forza selvaggia e fiera del flamenco, quella che ci solletica i nervi impedendoci di stare seduti fermi sulla sedia e che, come una malía ci ipnotizza, Marta e Rubén ce la regalano dall’inizio alla fine, in ogni sguardo, in ogni gesto, in ogni più piccolo movimento, mentre il canto viscerale di Jose sta scavando un solco profondo dentro di noi, spargendo, di strofa in strofa, semi di sofferenza, gioia, amore, disamore, passione, tradimento, di tutti quegli opposti di cui il flamenco si nutre. Semi che crescono e ci avvolgono come una manta e come il manton, (il tipico scialle spagnolo dalle lunghe frange, usato come strumento nel baile), che i due ballerini si contendono in un appassionato frammento a due, in cui dialogano senza parlare, dove sono i loro corpi che spandono sensazioni ed emozioni, dove si rincorrono in un tempo senza tempo.
Sinuosa lei, con i suoi movimenti avvolgenti e sensuali ci porta l’incantamento del ballo femminile, serioso e balioso lui, ci travolge con la potenza maschile degli zapateados (le parti sonore di piedi).
Cosa succede quando sei sul palco, chiediamo ancora a Rubén. “É un viaggio e ogni volta ho delle sensazioni diverse, c’è sempre un’energia nuova, legata anche al pubblico che é presente. É l’emozione, il movimento, il tuo corpo.”
E con questo viaggio Rubén e Marta ci conquistano, vivendo con ogni lembo di pelle quella fame vorace e insaziabile che é il flamenco. E noi non siamo mai sazi abbastanza di quella vita che danza di fronte a noi, in tutte le sue sfumature. Tracce di esistenza rimasticate e restituite in una mano che disegna nell’aria, in un movimento sinuoso, secco, dolce o spietato, in un diluvio di tacchi che scuotono la terra, lasciandoci lì, incantati da questa vita così restituita.
Eso es! Così! Tanto. Semplicemente tutto.
AIRE FLAMENCO
Mercoledì 24 luglio ingresso nella  Villa  dalle h 18.30, inizio spettacolo h 19.30.
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