Chamois Festival 2019: nella Valle del Cervino arrivano Tamikrest, Jimi Tenor e molti altri

Chamois, a 1815 di altitudine nella Valle del Cervino, è l’unico Comune d’Italia in cui le auto non possono circolare raggiungibile solo a piedi, in bici o tramite funivia. Allo stesso modo anche CHAMOISic Festival, giunto nel 2019 alla sua X Edizione, ha le sue caratteristiche di unicità.

La maggior parte dei festival mira ad un pubblico: compone il palinsesto con personaggi mediatici o rappresentanti generazionali per coinvolgere culture sociali diffuse.

I concerti di CHAMOISic, invece, non vanno incontro ad alcun pubblico specifico ma è il pubblico stesso ad andare incontro al festival, sperimentando su di sé il valore della resilienzaraggiungendo i concerti in quota.

In 10 anni di festival innestato da zero in una location nuova a ospitare un evento culturale, abbiamo capito che il pubblico è molto ricettivo, curioso e vivo, specie quando il bilanciamento di un programma è ottimizzato con una certa cura per la ricerca ma anche per il pubblico, cioè il primo fruitore ma anche motore di un processo culturale.

Proprio per questo il nostro motto di partenza è stato il famoso aforisma di Oscar Wilde: “l’arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico”. E il nostro pubblico non deve sforzarsi molto. Perché lo è.

 

 

CHAMOISIC X - ALTRA MUSICA IN ALTA QUOTA - IX EDIZIONE - LUGLIO/AGOSTO 2018

 

Il tema della X Edizione è il dialogo che si è instaurato in questi anni, l’interazione tra gli artisti, il pubblico, gli abitanti, i turisti, i Comuni coinvolti, le istituzioni ed i sostenitori.

Il gran finale a Chamois sarà un racconto al tempo presente… guardando al futuro! Allo stesso modo, gli eventi immersivi che lo precedono cercheranno di stabilire forme di dialogo e condivisione tramite proposte specifiche come passeggiate musicali, sonorizzazioni e concerti.

Dopo la tradizionale rassegna di eventi nelle splendide cornici offerte dai Comuni partecipanti diffusi in quasi tutta la Valle d’Aosta ed oltreil gran finale del festival si terrà a Chamois da venerdì 19 a domenica 21 luglio.

19.20.21 LUGLIO: IL GRAN FINALE IN ALTA QUOTA

Come da tradizione i concerti a Chamois si svolgeranno all’aperto dal tardo pomeriggio con il fondale della Valle e alla sera nelle locande del paese.

Si parte venerdì 19 luglio e il primo ad esibirsi sarà un artista valdostano: SUB_MODU, al secolo Romeo Sandri, autore di una musica elettronica di matrice afro-americana, tra ritmi ipnotici e richiami jazz. A seguire MELOS FILARMONICA che aprirà con la Holberg Suite (1884), capolavoro neoclassicista del compositore norvegese Grieg per poi approdare al novecento tra jazz e mondo contemporaneo con la voce di Maria Laura Baccarini che sarà ospite insieme alle composizioni del contrabbassista Federico Marchesano e alla tromba di Giorgio LI Calzi.

Sabato 20 luglio si parte con i PRANK! , un trio che suona jazz con l’energia del rock composto da Enrico Degani alla chitarra, Federico Marchesano al contrabbasso e Dario Bruna alla batteria. A seguire, in esclusiva italiana, i TAMIKREST, gruppo originario del Mali di etnia Tuareg, tra i principali rappresentanti del desert blues, corrente musicale nata dopo la rivolta Tuareg di fine anni ‘90. I Tamikrest saranno introdotti da un incontro, realizzato in collaborazione con RivoliMusica, con il giornalista John Vignola di Radio 1 e da Domenico Quirico, reporter per il quotidiano La Stampa, inviato nelle zone di guerra in Africa.

Domenica 21 luglio la band del finlandese JIMI TENOR cambierà il registro musicale a Chamois.  Potremmo azzardare che un altro grande artista finlandese, Kaurismaki sta al cinema proprio come Jimi Tenor sta alla musica, elaborando in modo estremamente personale i vari punti di contatto tra differenti linguaggi, in questo caso il rock, il jazz e la matrice africana, in bilico tra afro-beat e cocktail music. Il concerto sarà preceduto dall’esibizione in solo di MARIA LAURA BACCARINI, cantante, attrice e improvvisatrice, da anni di base a Parigi dove è voce dell’Orchestre National du Jazz.

Gli artisti che si esibiranno alla sera nelle locande di Chamois sono i già citati PRANK! venerdì 19 e l’eclettica WORLD JAM del flautista TOTI CANZONERI sabato 20 luglio con Gabriele Tommaso alla chitarra, Simone Bellavia al basso e Ruben Bellavia alla batteria.

Domenica 21 invece, per il chill-out finale, preparatevi a un viaggio musicale curato in compagnia di ALESSANDRO GAMBO e dei suoi giradischi.

Ci piace concludere con le parole di un grande studioso della montagna e delle Alpi, ENRICO CAMANNI, che presenterà a Etroubles, in compagnia della musica di Gigi Biolcati e Martin Mayes – già presenti con il giornalista e scrittore Gian Luca Favetto a La Magdeleine – “La nuova vita delle Alpi“. Sono parole poco rassicuranti, apparentemente distanti dal clima gioioso di un festival, ma molto realistiche, perché non è possibile fingere di ignorare il ruolo che ha la nostra montagna in relazione alla nostra vita.

Oggi più che mai l’allarme scende dalle Alpi. Quasi tutti i fenomeni naturali che interessano le valli e le pianure – frane, squilibri idrogeologici, alluvioni, siccità – hanno origine sulle montagne che informano le terre basse sul loro destino. Lo storico dell’Ottocento Jules Michelet sosteneva che «il destino che verrà, la sorte dell’Europa, i tempi di pace e i bruschi cataclismi che rovesciano gli imperi e travolgono le dinastie si leggono sulla fronte del Monte Bianco». Aveva ragione. Sciogliendosi i ghiacciai ci scongiurano di frenare, ripensare, correggere il modello di sviluppo, perché sono a rischio le riserve d’acqua e vacillano le certezze dell’umanità. E vacilla soprattutto la bellezza.
Dopo le libere comunità medievali e le chiusure degli stati nazionali sono stati gli artisti romantici ad aprire le tendine delle carrozze per accorgersi di quanto fosse dolce il disordine alpino e quanta gioia scaturisse dal paesaggio indocile. Le Alpi rompevano le regole dell’armonia classica; erano il grido trasgressivo della geologia contro la natura conformista delle pianure. E se fosse ancora il senso della montagna? Se rimanesse quello il messaggio? Sono cambiati i tempi, i linguaggi e le generazioni, abbiamo riempito molti vuoti e dissipato troppa bellezza, ma ci restano quelle creste profilate come domande nel cielo. Ostinatamente provocanti, disobbedienti anche al nostro disincanto
Enrico Camanni

Di seguito il programma completo del festival, dal 7 al 21 luglio.