Mito, magia e amore in bilico tra due mondi in “Lotus – Le anime di Aoroa” di Roberta Dieci

Uscita per la collana Reverdito, la nuova fatica letteraria di Roberta Dieci, in bilico tra romanzo sentimentale ed epica classica, è solo l’inizio di una saga fantasy…

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Roberta Dieci può già vantare un titolo di buon successo come “I sogni non fanno rumore” ma ora prova decisamente ad alzare il tiro.  Questo “Lotus” infatti si configura come il primo volume di una saga: si intitola “Le anime di Aoroa” è mette in luce quella che è la poetica della Dieci. Si tratta infatti di un romanzo pregno di riferimenti alla cultura ed alla mitologia di stampo Classico, che rimandano alla formazione dell’autrice.  Anche la copertina suggerisce un’aura, un filtro “mitico-epico” da applicare alla narrazione, con gli astri ad introdurci ai destini che andremo a spiare tra le pagine del volume. Un altro rimando alla mondo antico, se vogliamo più un vezzo quest’ultimo, è legato al nome dei capitoli, che seguono l’andamento dell’alfabeto greco, dall’alpha all’omega.

In questo scenario si stagliano le vicende di due innamorati, appartenenti a due mondi diversi: Romeo e Giuletta? Quasi: Bianca e Marco. I due protagonisti sono due studenti in linea di massima “normali”: le loro vite verranno stravolte da fatti straordinari. Essi infatti si ritroveranno catapultati nel mondo di Airoa, che dà il titolo al romanzo.

Ecco allora la colonna portante del libro: una narrazione che oscilla tra due mondi, paralleli. Ognuno con le sue regole e le sue storie che si intersecano. Pensate ad esempio che inizialmente, nella vita “reale”, la chimica tra Marco e Bianca è solo u miraggio: i due quasi non sopportano. Tuttavia ben presto qualcosa li unirà e metterà a nudo in maniera imprevista, oltre che molto intensa. “Galeotto fu” – come si suol dire – un concorso intitolato “Mens sana in corpore sano”, al quale entrambi i ragazzi decidono di partecipare. Il passaggio dall’alienazione per l’impegno dedicato al contest al magico mondo degli Aoroa assume inizialmente i contorni del sogni lucido. Poi diventa qualcosa di più, qualcosa di reale. Anche perché i due si “confermano” a vicenda la sensazione di veridicità delle proprie visioni e sensazioni.

Ma non si tratta solo di un percorsi di scoperta: c’è anche una battaglia da combattere, che trasfigurata diventa in qualche modo l’assist per trasformare la vicenda anche in un romanzo di formazione. A tratti – e con le dovute differenze – viene in mente il film Avatar, invertendo il coefficiente fantascientifico con quello strettamente fantasy. Alla fine, entrambi i protagonisti lotteranno per qualcosa: sia a livello personale, sia per il bene comune. A quel punto, sarà più difficile o più facile scegliere da che parte e “in che mondo” stare? Al lettore la risposta.