Il primo Asti Pride è un successo: l’onda arcobaleno arriva finalmente anche in provincia

Una festa colorata, civile, rispettosa e accolta da migliaia di astigiani pronti a sostenere e rivendicare uguali diritti per tutti i cittadini. 8.000 persone sono scese in strada insieme ai rappresentanti della comunità LGBT+ per il primo Gay Pride del capoluogo di provincia piemontese, per urlare a gran voce che ad Asti tutti sono benvenuti.

_ di Elena Fassio

Sabato 6 luglio il primo Asti Pride ha acceso il centro storico della città del vino con i colori dell’arcobaleno. A 50 anni dai moti di Stonewall finalmente anche le cittadine piemontesi – prima di Asti anche Novara, Vercelli e Alessandria – si aprono all’onda arcobaleno, cogliendone l’importanza come battaglia di civiltà di tutti e per tutti.

Un corteo divertente, con musica e animazione dove le famiglie arcobaleno, le coppie omosessuali, le famiglie tradizionali, i single, i giovani e i meno giovani hanno camminato insieme per chiedere un mondo più inclusivo, diritti uguali per tutti e dire basta a ogni tipo di violenza di matrice omofobica. Un corteo coscienzioso e numeroso – aspettavano 4000 persone e se ne sono presentate 8000 – che ha placato i comprensibili timori da “prima volta” degli organizzatori.

Tanti purtroppo anche coloro che, anziché unirsi al corteo, sono scesi in strada solo a guardarlo, incuriositi da quello che ancora da troppi è considerato un carnevale. Se infatti nelle grandi città la cosa è ormai assodata, nell’hinterland padano è ancora necessario ribadire che il Gay Pride è una vera e propria manifestazione di civiltà. Ne è la prova la dichiarazione dell’assessore alla cultura Gianfranco Imerito, contrario alla concessione del patrocinio del comune: “Un corteo violento e in contrasto col senso del pudore e della decenza. Ognuno a casa propria può fare cosa vuole, ma non so che diritti debbano ancora chiedere allo Stato”.

Presente invece il sindaco Maurizio Rasero, che con gli organizzatori (Love is Love, Arcigay e Cgil) ha ricordato Miguel, 19 anni, transessuale ecuadoregno attivista della comunità LGBT+ e vittima di aggressione sessuale nei giardini Alganon di Asti nel 2017, suicidatosi pochi mesi dopo la violenza.

Il Pride astigiano si è concluso con l’invito del sindaco a replicare l’anno prossimo e con una romantica sorpresa: dal palco la giovane organizzatrice Martina, 23 anni, ha chiesto alla sua compagna Marta di sposarla.