“Medea per strada”: la tragedia di Euripide ambientata ai giorni nostri

Dopo oltre 200 repliche e aver riscosso consensi unanimi in tutta Italia – e non solo – lo spettacolo itinerante della Compagnia dei Borgia è approdato anche al Festival delle colline torinesi, al Teatro Astra di Torino, dove è stato in scena dal 4 al 22 giugno 2019.

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_di Francesca Cavallo

Scritto nel 2016 da Fabrizio Sini e diretto da Gianpiero Borgia, Medea per strada rielabora in chiave peculiarmente contemporanea la nota tragedia di Euripide portandola sulla strada e nella fattispecie nel giro della prostituzione. Frutto di un intenso lavoro di ricerca condotto con numerose associazioni in tutta Italia, con la raccolta delle testimonianze di tante vittime di tratta giunte nel nostro Paese, lo spettacolo porta il teatro civile verso una nuova dimensione, verso nuove strade – letteralmente.

Con Medea per strada il teatro esce dai confortevoli confini dell’edificio teatrale – il Teatro Astra di Torino – per salire a bordo di un furgone che conduce il pubblico lungo alcune delle più note strade cittadine della prostituzione, tracciando un simbolico parallelo con la storia della protagonista, che si ritrova inconsapevolmente catapultata dalla precaria ma tutto sommato tranquilla vita nella natìa Romania a una nuova vita come prostituta in Italia. 

Lo spettacolo della Compagnia dei Borgia è un’esperienza intima per pochi spettatori – appena 7 per volta – così come estremamente intima è la storia portata in scena dalla strepitosa attrice Elena Cotugno, una Medea dei giorni nostri alle prese con un Giasone che fa rima con pappone, un uomo italiano dal bell’aspetto che la inizia al mestiere più antico del mondo, dandole anche due figli che non vorrà mai riconoscere. 

Qui la prossemica spesso non viene rispettata e la rassicurante distanza tra palco e platea scompare rendendo lo spettatore parte integrante della rappresentazione stessa. Medea ci regala la sua confessione nuda e cruda, con un sorriso a tratti amaro e a tratti ingenuo, e piano piano si spoglia anche degli abiti che qualcuno ha deciso di cucirle addosso. A tu per tu con la protagonista, il pubblico è costretto più volte a guardare in faccia quella realtà che molto spesso vive sotto i nostri occhi ormai assuefatti all’orrore.

In Medea per strada è normale sentirsi a disagio, sentirsi osservati e interpellati, avere voglia di distogliere lo sguardo per guardare fuori dal finestrino. Paradossalmente, in quel gesto – quello del guardare fuori – che normalmente indicherebbe una fuga dalla realtà, sta tutto il potere di questo spettacolo: Elena-Medea vuole renderci partecipi in prima persona della sua vita, della sua tragedia, della sua sofferenza, spingendoci a uscire dalla nostra comfort zone e a guardare oltre i nostri confini.