La Scalinata Grande di Monesteroli: 1100 scalini verso un piccolo angolo di Paradiso

A metà strada tra Riomaggiore e Portovenere, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, sorge Monesteroli, un piccolo agglomerato di cantine e casette di pietra a picco sulla scogliera. La sua posizione inaccessibile via terra – se non attraverso un sentiero nel bosco e una lunga scalinata – e l’aria antica che vi si respira lo rendono un piccolo angolo di paradiso incontaminato tra il blu del mare e il verde della macchia mediterranea.

_ di Elena Fassio

Per arrivare a Monesteroli si può partire dal caratteristico e arroccato borgo di Campiglia, seguendo il sentiero n° 535, o percorrere la strada carrabile fino alla chiesa di Sant’Antonio e poi scendere attraverso la mulattiera nel bosco. Scegliendo la seconda opzione, incontrerete in uno slargo il Menhir del Diavolo, pietra sacra eretta da antiche popolazioni liguri.

Nello stesso luogo si trovano anche i resti della posa, dove i contadini che tornavano dalle vigne sul sentiero di Tramonti si liberavano del carico portato in spalla e prendevano fiato.

All’incrocio dei due sentieri il paesaggio si apre a picco sul mare: inizia la Scalinata Grande, più di 1100 scalini di arenaria costruiti secoli fa dai contadini delle Cinque Terre e oggi considerata “monumento alla fatica dell’uomo”.

A metà discesa ecco apparire il piccolo borgo di Monesteroli, aggrappato ad uno sperone di roccia a strapiombo sul mare. Qui anticamente si vinificavano le uve raccolte dalle vigne circostanti, trasportando i cesti d’uva per circa 450 metri di dislivello.

La scalinata termina nella piccola baia sottostante, raggiungibile solo a piedi o in barca e che conserva quindi la sua pace e acqua cristallina. Riprendere fiato e mangiare un pezzo di focaccia ligure in questa piccola meraviglia vi ricaricherà le batterie, anche perché poi la strada è da rifare tutta al contrario.