Digital Bluesman: la contaminazione degli Electronic Blues Foundation

Contaminazione è la parola che più identifica e descrive gli Electronic Blues Foundation. Solo osservando la loro formazione, che vede la collaborazione tra elementi di realtà musicali tra loro diametralmente opposte, come la chitarra blues di Luca Gallo, la voce gospel di Laura Desideri e il duo di producers Entropia, possiamo già comprendere il melting pot sonoro che caratterizza Digital Bluesman, il nuovo disco del quartetto.

Questo è un viaggio allucinogeno che parte davvero dalle radici e dai primi vagiti della musica africana, passando attraverso le dodici battute del blues, non disdegnando la potenza del rock, fino ad addentrarsi nei più oscuri meandri dell’elettronica contemporanea. Non siamo comunque di fronte ad un semplice accostamento di elementi eterogenei, ad un raffazzonato tentativo di rendere musicabili partiture tra loro completamente slegate, ma ad una vera e propria fusione, grazie alla quale ogni singolo elemento si integra con il resto in maniera ponderata e precisa, servendosi molto spesso dell’utilizzo dell’effettistica per rendere il tutto saldo e omogeneo.

Questo porta ad avere, fin dall’iniziale The Clever Hounds, calore e sfumature di un pezzo blues arricchiti da chorus, echi e distorsioni; melodie soul, cantante ottimamente dalla voce della Desideri, riprese in maniera moderna e trattate in fase di mixing e postproduzione, il tutto coordinato dal lavoro essenziale di Amptek e Dr. Lops (Entropia) fondamentali nel trascinare la tradizione nella modernità.

Tutti i pezzi dell’album rimbalzano tra questi due poli, così non sarà difficile sentire il suono di un’armonica a bocca accanto a glitch e suoni sintetizzati, come avviene in Mountain Road; batterie elettroniche e fraseggi alla Muddy Waters come invece si ascolta in Oh, it Hurts!  o in Liberation Blues. Tra i pezzi da segnalare c’è sicuramente The Ohio Bridge, la quale presenta un impianto maggiormente più classico e la partecipazione della cantante toscana dei Betta Blues Society Elisabetta Maulo.

In generale il disco degli Electronic Blues Foundation si dimostra originale, coeso e con il giusto grado di sperimentazione che dovrebbe guidare ogni musicista nel proprio lavoro. Ben fatto!

Andrea Ravasi

https://soundcloud.com/electronicbluesfoundation/sets/digital-bluesman/s-8Hw0o

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