Matteo Gracis racconta la storia incredibile (e paradossale) della canapa

Pubblicato su Chinaski Edizioni per la collana “Fuoricollana”, il libro di Matteo Gracis traccia una (contro)storia di una sostanza molto più che “stupefacente”…

Quella che racconta Matteo Gracis è una storia “incredibile” quanto necessaria. In bilico tra il saggio giornalistico e il memoir personale, questo volume mette completamente sotto una nuova luce uno dei “nemici pubblici #1” dei governi e dell’opinione pubblica di mezzo mondo. Infatti, la canapa è una sostanza dai molteplici utilizzi e dalle molteplici qualità, che non può essere relegata (soltanto) alla dimensione dello “sballo”, per di più in maniera iperbolica e/o semplicistica. In tal senso, l’autore porta avanti una battaglia personale che va decisamente oltre il libro, o meglio parte da lontano. Infatti, Gracis gestisce da anni la rivista Dolce Vita, che – tra le altre cose – si è sempre impegnata a fare contro-informazione sull’argomento, restituendo dignità alla canapa. Il libro, dunque, non può che partire da qui, inserendosi nel solco già tracciato dal magazine.

Una differenza sostanziale tra libro e rivista, però, consiste nella parte “autobiografica”, o quanto meno nei rimandi strettamente personali che l’autore inserisce all’interno della sua disamina, che in quanto esperienze di vita vissuta rientrano comunque perfettamente nell’economia di un saggio dall’appeal giornalistico. Una considerazione paradossale da cui potrebbe essere interessante da cui partire: in passato è successo che ad essere “fuorilegge” fosse NON coltivare canapa. Esatto: perché in tempi di scarsità di alcune materie prima la canapa si rivelò un sostituto di quantità e qualità. La canapa, infatti, può essere utilizzata con disinvoltura nel settore alimentare, in quello tessile così come in campo medico.

Due casi, emblematici ed eclatanti, su tutti: 1) la canapa è stata utilizzate in grande abbondanza per il cordame delle caravelle di Cristoforo Colombo; 2) sempre la cara vecchia canapa ha avuto un ruolo importante nella Storia – in un certo senso – dell’editoria, dal momento che è stata usata per la prima pubblicazione in assoluto: niente meno che la Bibbia di Gutenberg!

Da segnalare, oltretutto, due “endorsement” d’eccezione: Mr. Beppe Grillo e il forse-meno-noto al pubblico italiano George Jung, ovvero il “narcos” protagonista del film “Blow”, che per l’occasione ha realizzato la post-fazione del volume. Un volume che invitiamo a leggere al di là di quello che rappresenta in sé (pur sacrosanto) ma come un esercizio di critica continua verso quella che un tempo poteva definirsi la “versione imposta” ed oggi è un pantano di fake news e simili.