[INTERVISTA] Le Disadattate: uno spettacolo Drag diverso dal solito?

Sempre in giro per i locali torinesi con il loro show di matrice LGBT, Le Disadattate si considerano un po’ delle outsiders nell’universo canonicamente Drag Queen, pur mantenendone il look. Ci facciamo raccontare qualcosa in più sulla genesi, le peculiarità ed il futuro del progetto direttamente dalla sua ideatrice Ofelia Martes. 

Come vi siete conosciute e come è nato il “gruppo-progetto”?

Il progetto Le Disadattate, nasce da un’idea di Ofelia Martes, spinta dalla voglia di sdoganare una forma di spettacolo che in Italia è poco conosciuta alla massa, spesso associata all’ambiente puramente LGBT (dal quale nasce) e comunque molto fraintesa nella sua esposizione: un uomo travestito da donna lascia sempre un po’ interdetti, pur tenendo conto del fatto che si fa un notevole uso del trasformismo nel teatro, dove normalissimi attori rivestono ruoli femminili, esasperandone l’atteggiamento e l’abbigliamento. Sostanzialmente alcuni di noi, esercitando già questo “hobby” e frequentando ambienti ed eventi dove era possibile esprimerlo, si conoscevano già… altri si sono uniti in un percorso di formazione ed informazione su ciò che si sarebbe dovuto affrontare per riuscire a creare uno spettacolo che si inserisse in questo filone. 

Vi ricordate la primissima volta che vi siete esibite? Cosa è cambiato da allora nei vostri spettacoli?

Ci sono state 2 prime volte, diciamo. Un’uscita pomeridiana, per farci conoscere e vedere cosa avrebbero provato le persone per le strade di Torino, nel vederci, così vicine a loro e non nei soliti locali notturni, con un atteggiamento semplice, spontaneo ed estremamente sociale… fu un successo! La seconda qualche tempo dopo fu in occasione di Halloween, periodo in cui forse era più facile inserire in una normalissima pizzeria per tutti uno spettacolo “strano”. Ci fu il pienone, sicuramente mosso dalla curiosità, ma che si trasformò, nell’arco della serata in una grande festa collettiva. Da quella prima volta non è cambiato molto, a livello di spettacolo, si migliora, si impara, si diventa indubbiamente più spigliati… ma noi siamo così caratterialmente e rimarremo tali ed ogni volta e un’emozione, tante persone, diversi locali, è quasi sempre una sfida a far divertire sempre di più i nostri AMICI. Sì amici, siamo andati oltre all’espressione pubblico, noi non disponiamo quasi mai di un vero palco, stiamo tra e con la gente.

Come è strutturato il gruppo? E quali sono le dinamiche interne ad esse? Improvvisate molto o provate tutto minuziosamente?

– Nel gruppo, oltre alla parte manageriale e una vaga direzione artistica, gestite da Ofelia, tutti sono liberi di fare tutto, proporre brani, gag, struttura serata, ecc… tutti possono confrontarsi e dire la loro, sostanzialmente e una vera compagnia. Improvvisiamo quasi tutto a livello di gag a parte un semplice ordine di uscita brani, i classici brani in playback ironizzati, che comunque ognuno prova singolarmente. Per il resto e stato deciso di far sì che uscisse la spontaneità dei vari personaggi e solo non confezionando battute prestabilite si sarebbe riusciti. È ancora così adesso…

Qual è il posto/contesto più strano in cui vi siete esibite? 

Non c’è mai stato nessun posto davvero strano, anzi, siamo sempre andati alla ricerca di posti più che normali, per quanto riguarda il contesto idem al massimo un po’ di freddezza da parte di chi non accettava i nostri personaggi, ma quello può succedere tutt’ora.

Spiegateci il perché del nome che avete scelto. Vi ritenete delle “outsiders nelle outsiders”?

Il nome è stato scelto da Ofelia proprio per il fatto di sentirsi diversa e non completamente a suo agio, come personaggio, nell’ambiente Drag Queen, né meglio né peggio, solo diversa. Chiaramente fatta la proposta il nome e stato accettato anche dagli altri membri in quanto rispecchiava anche un po’ loro…. Dopo, ci si e resi conto che con i canoni, gli standard che la società impone il mondo e pieno di “disadattate” e quindi, a livello sociale avevamo creato un avvicinamento tra noi e tante persone come noi. Per quanto riguarda il fatto di essere outsiders, sì, senza ombra di dubbio, ma soprattutto per l’atteggiamento, siamo ormai molto distanti dal mondo standard Drag Queen, anche se ne abbiamo l’aspetto… ma era quello a cui abbiamo sempre ambito.

Quali saranno i vostri prossimi impegni live?

Non lo saprete mai… ma non lo sappiamo neanche noi! È molto difficile trovare ingaggi con larghissimo anticipo, c’è sempre molta titubanza nell’inserirci in un locale. Questa titubanza, nel nostro caso, non è legata a ciò che spingono con forza i social, omofobia, etc… un caso su 100 è mosso da quello. Nella maggior parte delle occasioni, forse un po’ la crisi, un po’ mille altri timori, si ha paura di proporre qualcosa di “strano” ai propri clienti…  quando poi chi e coraggioso, scopre che era tutto il contrario e apprezzando ci richiama. 

Sentitevi libere di aggiungere qualcosa o di rivolgere un appello al vostro/nostro pubblico.

Grazie a tutti coloro che hanno creduto in noi, offrendoci l’opportunità di esprimerci e soprattutto coloro che ci amano e ci seguono…  sappiate che nel nostro caso, questo non e un ringraziamento banale, noi facciamo il doppio della fatica ad inserirci rispetto ad altri che praticano forme di spettacolo conosciute, ottenere una serata e sempre un terno al lotto, anche se si possa pensare che una cosa cosi leggera non ha di base spessore o fatica alle spalle… l’appello consiste in: non mollate mai!!! Seguiteci, partecipate alle nostre serate, noi esistiamo grazie a voi ed esistiamo per voi. Un po’ di pubblicità progresso! Baci a tutti da Ofelia Martes, Madama Brunella, Emma NaJoia, La Colombina e LaTorbida Morena. 

A cura di Lorenzo Giannetti