[INTERVISTA] Il mondo di N.A.N.O. è diviso in due

Abbiamo raggiunto N.A.N.O, progetto solista di Emanuele Lapiana, cantautore che ha collaborato in passato con artisti del calibro di Federico Fiumani, Tre Allegri Morti, Pacifico e Lucio Dalla, per farci raccontare dal vivo il suo nuovo album “Bionda e disperata” che si segnala per la sua natura “manichea” che non poteva non riempirci di curiosità.

_ di Mattia Nesto

 

Leggendo il comunicato stampa ci ha subito colpito questa frase: “Bionda e Disperata” è un lavoro che si presenta senza la pretesa di essere applaudito”. Quindi possiamo dire che, almeno oggi, fai musica che ti piace senza preoccuparti di mode, stili e mood che vanno per la maggiore, giusto?

È sempre stato così, ma non perché non mi piaccia essere applaudito; il fatto è che per me la musica è un linguaggio naturale che prescinde dal momento. Come tutte le lingue cambia, ci sono termini più o meno di moda, le generazioni aggiornano il linguaggio per poi recuperarlo in parte e trasformarlo… Diciamo che non cerco di suonare giovane o alla moda, non mi interessa. Mi esprimo musicalmente cercando di essere coerente e originale, godendomi il fatto che qualcuno trovi piacere nell’ascoltarmi. Ma ripeto, non cerco il “non applauso”. Se più persone si avvicinassero alla mia musica ne sarei felice.

Com’è nata l’idea di mettersi in proprio e di creare N.A.N.O.?

Da sempre amo sperimentare linguaggi e sonorità nuove. Mi interessava mettere in piedi una cosa che potesse funzionare in modalità diverse, facendo entrare ed uscire musicisti ed artisti che avessero voglia di contaminarsi con me. Così in questi anni sono entrati ed usciti in N.A.N.O. molti artisti diversi, lasciando contributi bellissimi. Una certezza che ho acquisito in questi anni è che lavorare insieme è più bello e proficuo. Certo più difficile da gestire, ma molto più divertente. Suonare in quasi tutte le lingue si dice giocare. Ecco, mi interessa molto il gioco, piuttosto che un modo stantio di vivere la composizione.

Sei sulle scene, almeno nella tua veste di “singolo”, grosso modo dal 2008: quanto è cambiato il mondo della musica italiana in undici anni?

Sono trascorse intere ere geologiche negli ultimi 10 anni. Il web ha cambiato tutto e la distinzione tra il mainstream ed i generi alternativi si è fatta molto più sfumata. I musicisti, gli strumenti, la produzione sono cambiati ed il pubblico è cambiato a propria volta; il ruolo della musica nella società non è più lo stesso. In questo periodo è un po’ relegata a soprammobile, oggettino luccicante da mostrare agli amici, più che propulsore sociale di cambiamento. La musica è tendenzialmente più accondiscendente e meno sfidante. Un po’ come i politici che fanno facili promesse pensando al breve periodo.  È proprio in questi momenti che diventa importante fare le cose in un modo diverso.

Il tuo album, fin dal titolo, si declina come una sorta di discorso binario: da un lato pezzi “Bionda”, ovvero più leggeri e disimpegnati e, dall’altro, canzoni “Disperata”, più cupe, sì insomma più dark. È proprio così?

Banalmente sì, è proprio così. Il titolo riesce a cogliere proprio questi aspetti, mi interessava rappresentare questo lavoro così.

Quali sono i tuoi miti o comunque gli ascolti che dall’adolescenza ad oggi non ti hanno ancora abbandonato?

Onestamente negli ultimi anni mi sto concentrando su ascolti molto diversi dai miei tempi adolescenziali. Le colonne sonore sono diventate una vera ossessione.  In ogni caso, miti adolescenziali: I Cure ed i Sonic Youth su tutti. Ma gli U2 e i R.E.M. degli anni 80, i NIN nei 90, Air negli anni zero, Gorillaz ed M83 per gli anni ’10, con grande amore per i National e per tutto quello che tocca quella Grazia in terra di Damon Albarn. In Italia tantissimi: Battisti, Dalla, Baglioni, Battiato, Capossela, i Diaframma e i Baustelle. E indiscutibilmente la trinità degli anni 80/90: CCCP, CSI e Litfiba.

E invece quali dei “nuovi artisti italiani” ti piace ascoltare maggiormente?

Cosmo e Colapesce su tutti, secondo me talentoni a livello dei classici proprio. Ma anche i lavori vari di Davide Panizza che è proprio una spanna sopra.

E sul versante estero invece?

Jain, Tame Impala, King Krule, Sampha.

Hai un desiderio che si potrà esaudire: con chi ti piacerebbe dividere un palco o fare un duetto? Vale tutto!

Non ho dubbi. Emma Marrone. Forza, passione e zarritudo passami il termine, ma anche grazia e bellezza incontaminate. Mi piacerebbe molto scrivere un brano per/con lei. Mi interessa e mi intriga la sua vocalità. Per me è unica. E splendente.