[INTERVISTA] Tra disinformazione e allergie, ripartiamo dal cibo sano

Intervista con la dietista Serena Manzocco. Sono tante le professioni sanitarie che sentiamo nominare, alcune più spesso altre meno, ma delle quali sappiamo poco o niente. Cosa curano? Quanto ci si può fidare? Per rispondere a queste domande nelle prossime settimane intervisteremo alcuni giovani professionisti della sanità, laureati da poco, per scoprire più da vicino usi e caratteristiche della loro specialità.  


_di Elena Fassio

Questa settimana incontriamo la dietista Serena Manzocco, classe 1994, laureatasi nel novembre 2017 all’Università di Torino e attualmente iscritta all’ultimo anno del corso di laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione a Firenze e alla scuola di nutrizione ed integrazione nello sport (Sanis) a Torino.

Iniziamo ad orientarci: cos’è la dietistica?

Il decreto del 1994 definisce la dietista “operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari”.

Nella pratica ci occupiamo di tutto ciò che riguarda la sana e corretta alimentazione. Studiamo piani alimentari per persone sane che vogliono perdere o ottenere peso, per soggetti con patologie, sportivi o soggetti con allergie, intolleranze o carenze alimentari; stiliamo menù per gruppi come mense e comunità, più in generale per la cosiddetta ristorazione collettiva. Ci occupiamo di educazione alimentare a qualsiasi livello.

Ma ci rivolgiamo anche solo a chi vuole mangiare meglio, stando bene con sé stesso e facendo stare bene il pianeta. D’altronde, come diceva Feuerbach, “l’uomo è ciò che mangia”.

Come sei diventata dietista? Hai già finito il tuo percorso?

Dietista, contrariamente a quanto pensano in molti, non ci si improvvisa. Bisogna conseguire una laurea triennale specifica appunto in Dietistica, alla quale possono seguire, in base al percorso che si sceglie di intraprendere, una laurea specialistica, un master, o un dottorato se si vuole fare ricerca all’Università.

Io attualmente sono all’ultimo anno del corso magistrale in Scienze dell’Alimentazione e al contempo sto seguendo un corso specifico per nutrizione ed integrazione nello sport, a Torino.

Nel nostro campo, come nella maggior parte delle professioni, non si finisce mai di imparare e il mantenersi costantemente in aggiornamento permette di dare il massimo sul campo.

Come si svolge una seduta?

Normalmente inizio con un colloquio conoscitivo gratuito, diciamo un incontro senza impegno, che dà la possibilità di schiarirsi le idee sul metodo, i servizi, l’approccio che ho deciso di seguire. Segue poi una prima visita, sicuramente la più lunga: è fondamentale per l’inquadramento fisiopatologico della persona e del suo stile di vita, per individuare il corretto approccio dietetico.

Questa visita comprende una valutazione nutrizionale, una diagnosi e un intervento, con conseguente rilascio di un piano alimentare. Inoltre, essendo fortemente convinta che la sana alimentazione si possa raggiungere solo con la conoscenza del cibo e del proprio corpo, nelle mie visite considero l’educazione alimentare parte integrante e fondamentale per poter fornire al paziente gli strumenti per effettuare scelte sane e consapevoli e per permettergli un approccio sereno al cibo.

Seguono poi incontri mensili o bimestrali, per monitorare i progressi e rivalutare il piano, utili anche e soprattutto a mantenere la motivazione e trovare soluzioni pratiche alle difficoltà che sicuramente si saranno venute a creare.

C’è quindi la differenza con la Dietologia?

Sì, il dietologo è un medico specializzato in Scienza dell’alimentazione: quindi per diventare dietologi bisogna prima prendere la laurea magistrale in medicina (6 anni) per poi proseguire con la specialistica in scienze dell’alimentazione (4 anni). Si tratta quindi di un medico, dotato di responsabilità cliniche che permettono di fare diagnosi di patologie e prescrivere farmaci e diete.

Il dietista è invece un operatore sanitario. La sua laurea fa parte delle professioni sanitarie triennali: non può quindi fare diagnosi di malattia e prescrivere farmaci, e per elaborare una dieta grammata necessita della prescrizione del medico.

Esiste una terza figura professionale nel campo della nutrizione: il biologo nutrizionista deve aver conseguito la laurea triennale in biologia e la laurea magistrale in scienze dell’alimentazione (aperta anche hai dietisti che vogliono approfondire il loro percorso di studi). Il biologo nutrizionista può valutare i fabbisogni nutritivi ed energetici delle persone ed elaborare schemi dietetici senza prescrivere farmaci e, come i dietisti, lavorare nell’ambito dell’educazione alimentare e della ristorazione collettiva.

Per quali problemi è quindi utile rivolgersi a un dietista e a che età?

Sarebbe utile partire fin da piccolissimi con l’educazione alimentare e non interromperla mai, ma qualunque età è buona per cominciare. Nel caso di patologie specifiche parliamo di sovrappeso o obesità, dislipidemie (anomalia significativa dei lipidi nel sangue), ipertensione, malattie gastrointestinali, malattie renali, malattie endocrine (patologie che colpiscono le ghiandole endocrine come ipofisi e pancreas), disfagia (difficoltà nella deglutizione). In più avere una consulenza nutrizionale è utile nel caso di allergie, intolleranze, carenze nutrizionali, o per chi segue un regime dietetico particolare come vegani e vegetariani.

Come è vista questa professione sanitaria in Italia e quanto bisogno ne hanno gli italiani?

L’Andid (Associazione Nazionale Dietisti) è membro dal 2006 del Conaps (Coordinamento Nazionale delle Professioni Sanitarie), quindi legislativamente parlando abbiamo un codice deontologico ed etico nazionale, linee guida riguardo politiche e strategie organizzative, e un’asticella molto alta sul livello di formazione universitaria e post-universitaria. D’altronde l’obiettivo di tutelare la salute nutrizionale di tutta la popolazione e di ridurre le disuguaglianze di salute non è uno scherzo.

Inoltre, con il decreto del 13 marzo 2018 è stato istituito l’albo dei dietisti, confluiti con i tecnici di radiologia e gli assistenti sanitari nell’Ordine delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Per un dietista può lavorare sia nella sanità pubblica che nel privato, con la libera professione o in aziende di ristorazione collettiva.

Tuttavia oggi la disinformazione e il marketing che circondano il mondo dell’alimentazione sono sempre più incalzanti e portano a false credenze con conseguenti grandi problematiche sulla salute e non solo. Questo palcoscenico vede l’alternarsi di correnti di pensiero innovative, a volte molto contrastanti tra loro, di cui si fanno portavoce professionisti di varia e a volte sconosciuta formazione.

È molto difficile riuscire a districarsi in questo mare di informazioni e riuscire a distinguere quali tra queste abbia forte supporto scientifico alle spalle e quale invece non abbia alcun riscontro. In ogni caso è sempre da evitare il fai da te ed è bene rivolgersi ad un professionista del settore in grado di accompagnare passo a passo la persona monitorando la situazione costantemente e individuando il percorso migliore.

Per informazioni e appuntamenti chiamare 339/6566768 o scrivere a serena.manzocco@gmail.com