Abbiamo seguito la finale di League of Legends al Teatro Ciak di Milano

2.000 persone hanno seguito la “battaglia”: gli esports stanno diventando “qualcosa di grande” anche in Italia. 

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_di Mattia Nesto

Immaginate per un attimo di sostituire a Cristiano Ronaldo Simpy, al secolo Sergi Ruiz e di cambiare il vostro poster in cameretta di Lionel Messi con la gigantografia di Lauri Tarkus, aka Endz: come, scusate, non ci state seguendo, tranquilli ma  è solo questione di tempo prima che questi, e altri nomi, diventino polari e conosciuti anche a livello mainstream. Già perché abbiamo voluto iniziare questo nostro pezzo citando Simpy e Endz, ovvero i due giocatori più conosciuti dei, rispettivamente, Samsung Morning Stars e dei Campus Party Sparks, ovvero i due tema che si sono affrontati, senza esclusione di colpi, al Teatro Ciak di Milano per le Pg Nationals 2019 di League of Legends. L’occasione di seguire l’atto conclusivo di un torneo che ha tenuti incollati, o direttamente nei vari palazzetti o come utenti collegati sul canale dedicato di Twitch, centinaia di migliaia di appassionati in tutta Italia, era particolarmente ghiotta anche e soprattutto perché, ormai, il discorso relativo agli esport è più caldo che mai.

Se infatti i tempi non sono ancora maturi per una loro presenza nelle prossime Olimpiadi di Tokyo 2022, presto o tardi, ne siamo certi, faranno capolino nella manifestazione a Cinque Cerchi, forse proprio con una categoria a sé stante.

Anche i Simpson hanno già affrontato il tema degli Esports

Eppure per quanto abbiamo visto ieri a Milano, con quasi 2.000 persone che ha seguito la “battaglia” tra i due tema, il seguito di LOL nel nostro Paese non è mai stato così forte. Infatti al di là del tifo e del supporto per i propri beniamini, quello che ci ha impressionato è stato tutto il dibattito, contraddistinto da un livello di preparazione praticamente eccelso, che si è generato non soltanto tra gli esperti e gli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto tra i “semplici” appassionati e curiosi.

E alla fine non sono mancate neppure le emozioni, al contrario della nostra Serie A. Già perché le PG Nationals Vigorsol Beats 2019 Spring Split hanno regalato un confronto veramente elettrizzante, con una partenza a razzo (e un po’ folle) dei Samsung Morning Stars che li ha portati, nelle prime due sfide, su un apparentemente definitivo 2-0 e che pareva aver decretato la vittoria anzitempo della coppa. Niente di più sbagliato perché i “favoriti” dei Campus Party Sparks hanno, a questo punto, tirato fuori gli artigli e grazie ad una gestione ragionatissima e francamente ineccepibile delle risorse e delle tattiche di battaglia, di vincere in rimonta. Saranno quindi loro a portare il “tricolore” nel torneo continentale, questo per dire come, ormai, anche in Europa “la febbre” per gli esports e, segnatamente, per LOL stia davvero ormai tracimando.

Tracimando come è tracimato l’affetto e l’interesse del pubblico, che ha registrato dei numeri folli sul canale Twitch e che ci ha davvero regalato un pomeriggio pieno di emozioni. Non soltanto infatti il commento tecnico è stato all’altezza ma anche il livello di adrenalina e, giustappunto, di sorprese è stato altamente superiore a qualsiasi partita dello scorso turno di Serie A che, come ormai da anni a questa parte, già a fine febbraio ha di fatto decretato i principali verdetti. E invece qui no, in League of Legends non bisogna mai dare nulla per scontato, neppure il fato che ci mette lo zampino sotto-forma di simil-black-out che ha costretto le squadre, sul 2-1 per i Samsung, ad una lunga pausa. Da questa pausa è emerso, in tutta la sua totalità, l’esperienza e la bravura di Cristofaro “Cristo” Di Maggio, il coach degli Sparks che ha saputo non soltanto motivare a dovere i suoi ma anche adattare alla perfezione il gioco a quello degli avversari.

Dopo questo “intervallo” è stato quasi un crescente rossiniano di giocate memorabili, di kill epiche e di tattiche incredibili che hanno portato in visibilio il pubblico presente in casa e a casa: niente da dire anche davanti ad un computer lo (e)sport è fattore di “lacrime, sudore e sangue”. E poi certo anche un pizzico di magia, anzi di mana no?

Immagine di copertina presa da: eurogamer.it