Futura 1993 X OUTsiders | Franco 126: cronache da una stanza singola

È uscito il 29 gennaio l’album “Stanza singola”, primo lavoro da solista di Franco126 (Federico Bertolini, classe 1992), preceduto da “Frigobar”, “Ieri L’altro” e “Stanza singola” (ft. Tommaso Paradiso). Il 1 marzo è iniziato il tour, e ieri sera è stata la volta di Bologna, per la quale è stato scelto come location il centro sociale TPO. Futura1993 ci racconta il live dell’artista romano direttamente dalla prima fila.

_di Chiara Grauso

Il concerto è sold out e già alle 20:45 una folla di ragazzi aspetta fuori dal locale, anche se l’inizio è previsto per le 22.45. All’ingresso ci viene consegnato un gadget della la serata, si tratta di un gratta e vinci, il “Totofranco”, con almeno tre simboli uguali puoi vincere qualcosa: una maglietta, il cd o una birra.  È ancora presto e proviamo ad infilarci davanti, da cui abbiamo un’ottima visuale del palco: emerge subito una scenografia insolita: due lampadari, una poltrona, tavolini, e un fantastico frigobar, sul quale campeggia la scritta “Totocalcio”; alle spalle del palco l’insegna imponente: STANZA SINGOLA. Insomma, l’ambiente ricorda molto quello della copertina dell’album, una scelta apprezzata.

In programma non è prevista nessuna apertura, ma l’attesa dell’inizio passa velocemente, grazie a una playlist che fa cantare e ballare il pubblico, che alterna le ultime hit, ad esempio “Pesto” di Calcutta, a grandi classici della musica italiana, come “Non succederà più” di Claudia Mori. I ragazzi ballano e cantano, e tra un pezzo e l’altro chiamano Franco, sono impazienti. Ed ecco che sulle note di “Minuetto” di Mia Martini finalmente arriva la band: il concerto inizia, con una quindicina di minuti di ritardo, ma l’artista ci terrà a scusarsi più volte per questo.

Apre la serata “Fa Lo Stesso”: Franco entra, perfettamente a suo agio: occhiali da sole, felpa e jeans. La scaletta è studiata bene, dopo “San Siro” e “Brioschi” arriva una piccola pausa-birra. L’artista parla con il pubblico e scherza, mentre sfodera il suo piccolo frigobar; distribuisce da bere alla band mentre cade a pennello il prossimo pezzo: “Noccioline”. Siamo al momento dedicato a “Polaroid”, album precedente, realizzato in collaborazione con Carl Brave. Il pubblico si scatena sulle note di “Solo guai” e “Sempre in due”; in scaletta arriva anche “Senza di me”, singolo realizzato con Gemitaiz e Venerus.

Foto di Giorgia Salerno

Dopo aver scaldato bene il pubblico si addentra verso il cuore del concerto, con un momento intimo. Il cantante fa accendere tutte le torce dei telefoni e di fronte a questo mare di “stelle” canta “Parole Crociate”: l’atmosfera è romantica e malinconica allo stesso tempo; il testo del brano in questo modo emerge bene. Subito l’atmosfera ritorna leggera, con l’inserimento in scaletta di “Oi oi”, seguita da “Interrail”. Ormai ci stiamo dirigendo verso la fine della serata, e Franco chiede la partecipazione del pubblico per un pezzo che teme molto, non rivela il titolo ma i ragazzi capiscono subito che si tratta di “Stanza singola” e così sulle prime note si alzano tutti i telefoni, le voci dei fan quasi sovrastano quella di Franco. La canzone dà la possibilità all’artista di intelare una serie di ringraziamenti, e in particolare saluta e ricorda la sua Love Gang, a cui dedica il prossimo pezzo in scaletta: parliamo di “Ieri l’altro”. Siamo di fronte al secondo momento più intimo dopo “Parole crociate”. Cantato subito dopo le parole d’affetto rivolte ai vecchi amici, il testo emerge in modo intimo e toccante. L’artista coglie l’occasione anche per presentare e ringraziare la sua etichetta (Bomba dischi) e la band: abbiamo di fronte basso, due chitarre, batteria e una menzione speciale per Ceri (già collaboratore di diversi artisti, tra cui ricordiamo Frah Quintale, Salmo e Coez), il quale ha prodotto interamente l’album e al momento segue l’artista in tour e sul palco. Viene presentato come “una delle persone migliori d’Italia”, l’affetto che l’artista prova verso il suo produttore è sincero e più volte nel corso della serata viene ricordato. In particolare, la scaletta si chiude con Frigobar”, pezzo che ha inaugurato la loro collaborazione.

L’artista e la band lasciano il palco, ma il pubblico lo chiama e pretende il bis, insomma è troppo presto per chiudere davvero la serata; così eccoli che ritornano, si gioca con il pubblico, che chiede insistentemente “Pellaria”, di cui la band fa solo il ritornello, poi si ripetono “Brioschi” e “Solo guai” + Sempre in due”.  È stato un bel concerto, usciamo con il sorriso, Franco è spontaneo e mi sembra di aver appena passato una serata in compagnia di tanti amici. Il pubblico gli vuole bene, si percepisce l’affetto, e dirigendoci verso l’uscita noto che sono tutti soddisfatti, qualcuno anche piacevolmente sorpreso. Il primo tour da solista si presenta bene, con una scaletta equilibrata e con una band in sintonia. L’artista è sicuramente cresciuto molto, attraverso questo progetto il suo stile sta avendo modo di emergere e mutare rispetto ai precedenti lavori, indirizzandosi di più verso la strada cantautoriale.

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