Tutti gli “ismi” di Armando Testa: prorogata fino al 17 marzo la mostra sul geniale pubblicitario torinese

Dal MART di Rovereto alle sale di palazzo Chiablese, Gianfranco Maraniello (direttore del museo trentino) e Gemma De Angelis testa danno vita ad una grande mostra antologica sul lavoro di uno dei più grandi pubblicitari italiani, Armando Testa.

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_di Giorgio Bena

Nonostante la mostra sia stata progettata ed allestita al MART l’estate passata il suo trasferimento a Torino rappresenta un doveroso nonché apprezzato omaggio alla sua città d’origine che l’artista, pittore, grafico e disegnatore oltre che pubblicitario, ha sempre riconosciuto come una delle sue principali fonti d’ispirazione, come ricorda con affetto il figlio Marco durante la conferenza stampa di presentazione:

“Mio papà girava il mondo, coglieva stimoli ovunque. […] Era un “visualizzatore globale”, come diceva Gillo Dorfles, ma con un “cuore torinese”, come dico io. E non è solo una questione di nascita, ma di legame profondo con questa città: la sua agenzia l’ha fondata e voluta qui e ancora oggi qui l’agenzia ha il suo cuore. Mi piace pensare che in tutti gli “ismi di Armando Testa” il futurismo, il surrealismo, l’astrattismo al quale artisticamente è stato avvicinato, mio papà avesse anche un altro ismo: il torinismo, un legame unico con la sua città».

Oltre 120 opere tra sculture, manifesti, video, pubblicità, spot televisivi, bozzetti, quadri e installazioni dalla collezione De Angelis Testa (oltre ad alcuni video provenienti dalla collezione dell’Agenzia Armando Testa) raccontano l’estro e la genialità del creatore di numerose campagne pubblicitarie divenute icone nazionalpopolari come il logo del vermut Punt e Mes, l’ippopotamo Pippo protagonista delle réclame della Lines o ancora i suoi caroselli, tra i quali spiccano le avventure di Carmencita e Caballero per il caffè Paulista di Lavazza.

Un percorso espositivo eclettico come l’artista che racconta, attraverso il quale emergono tutti i tratti distintivi di una menta creativa lucida, libera e curiosa, capace di creare un comunicazione immediata ed efficace mantenendo una indiscussa dignità artistica e restando in contatto con le istanze artistiche avanguardistiche, rielaborandole e trasformandole in un lessico pubblicitario al tempo stesso raffinato ed estremamente intellegibile, impreziosito da una sana autoironia che l’ha tenuto negli anni ancorato al linguaggio popolare che, con il suo lavoro, ha contribuito a plasmare.

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