[INTERVISTA] Good Moaning: suonare come su una spiaggia a dicembre

I Good Moaning sono uno di quei gruppi in grado di creare atmosfera con nulla. Gli basta qualche semplice accordo, un paio di strumenti e la magia, ancora una volta, si compie. Ecco perché noi di OUTsiders Webzine li abbiamo voluti raggiungere: per farci dire quale sia la ricetta di questa “complicata semplicità”.

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_di Mattia Nesto


Leggendo sul web la vostra “biografia/descrizione” dite che la vostra musica è “come una spiaggia a dicembre”: ci potete spiegare meglio questa frase?

Ci piaceva il contrasto: un luogo che solitamente ispira calore, ripreso però in una cornice completamente diversa. Le spiagge d’inverno sono vuote, quasi abbandonate, come se ci si trovasse in una dimensione fantasma. In più i primi pezzi li abbiamo scritti ed arrangiati  in inverno, a casa di Davide (batterista/tastierista) che si trova proprio di fronte al mare, quindi abbiamo vissuto un po’ quella dimensione in prima persona.

Folk-noise, abbastanza psichedelico, nel 2019: è ancora possibile fare musica senza l’autotune?

Come dicevamo prima, volevamo un disco che suonasse sospeso ed atmosferico, senza sacrificare momenti dalla dinamica più pesante. L’autotune è uno strumento che in questi anni è diventato importante, ed ha acquisito un tipo di linguaggio tutto suo, così come le chitarre acustiche o il mellotron. La risposta è sicuramente sì, ma in quanto strumento può anche essere utilizzato in modi interessanti ed innovativi, senza denigrarlo a priori. Magari un giorno potremmo usarlo anche noi, chissà.

In questi anni gli ascolti più importanti per il vostro modo di intendere la musica?

Ascoltiamo tantissima roba, ed è davvero difficile fare una cernita precisa: ci piace da ascoltare da Oneohtrix Point Never a Syd Barrett, insieme a The Caretaker, Steven Wilson o Hiatus Kaiyote.

E invece, partendo dal presupposto che siete un quartetto, i vostri quattro ascolti del cuore di quando eravate ragazzi?

Dovendo guardare ai dischi che ci hanno accompagnato nell’infanzia e nell’adolescenza, sicuramente i Pink Floyd per Davide e Lorenzo (rispettivamente Meddle e Wish you were here). Electric Ladyland di Jimi Hendrix per Edoardo, così come anche Wow dei Verdena. Per Marco invece Black Holes and reveletions dei Muse insieme ai Verdena di Solo un grande Sasso.

Dove potremo ascoltarvi live? 

Abbiamo un po’ di date fissate tra Bari e Taranto, ma il banner è sempre in costante aggiornamento, potete trovare tutte le info sulla nostra pagina Facebook o Instagram.