[INTERVISTA] L’electro dei Lekka

Un gruppo elettronico e guizzante, ideale per chi ama i volumi forti. Quando abbiamo ascoltato per la prima volta i Lekka ci siamo trovati, letteralmente, cappottati dalla sedie. Li abbiamo intervistati per farci raccontare nascita, sviluppi e prospettive del progetto. 

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_di Mattia Nesto

“In un mondo dominato dal superfluo, occorre riscoprire i nostri bisogni primordiali, per tornare a dare importanza a ciò che davvero la merita”: con questa dichiarazione si “apre” il vostro album. Una vera e propria dichiarazione d’intenti…
 
No vabè dai, non siamo così seri ahah! Volevamo mettere l’accento sul modo di vivere della gente nella società odierna. Viviamo in un’epoca edonistica, bombardati da pubblicità di prodotti che compriamo anche se non ci servono. In questo overload di informazioni, una via d’uscita potrebbe essere il tornare ad occuparsi solo di ciò che davvero ci serve: i nostri bisogni primordiali. Primal Drives, infatti, è il titolo del nostro nuovo album.
 
Siete attivi da ormai (quasi) quattro anni ma come sono nati i Lekka?
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Ci conosciamo da tanti anni in realtà e abbiamo suonato insieme in altri progetti musicali precedenti. Io (Luca, voce, chitarra e basso) e Fabio (batteria) suonavamo insieme da ragazzini in una band crossover, mentre con Matteo (voce, synth e tastiere) suonavo in un complesso funky. Dopo essere stati al Sonar Festival a Barcellona (estate 2014) io e Teo abbiamo deciso di mettere in piedi i Lekka, producendo “Nervous”, il nostro primo singolo. L’anno successivo abbiamo coinvolto Fabio per mettere in piedi il live show.
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E, a proposito, del nome NON potete non parlarci…
 
La domanda da un milione di dollari heheh…ci sono diverse interpretazioni del nostro nome e ci siamo promessi di darne una differente ad ogni intervista! Quindi ti diciamo che Lekka è un nome che deriva dall’unione dei cognomi dei due fondatori della band: Luca Piana + Matteo Maltecca = Lekka.
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Siete partiti dall’autoproduzione per approdare all’ep dell’anno scorso: quali sono state le principali novità/modifiche che avete notato nel panorama italiano (e non)?
 
In realtà siamo ancora autoprodotti…comunque nel panorama musicale italiano ci sembra che qualcosa sia cambiato negli ultimi anni. Sono nate realtà molto valide anche nel campo della musica elettronica, sebbene si tratti perlopiù di dj e producers. Ad ogni modo, forse qualcosa inizia a muoversi anche qui. Speriamo bene!
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Per rimanere sul tema “panorama”: qual è il vostro panorama musicale d’appartenenza?
 
Eh, questa è una domanda complicata, perché è complicato spiegare i nostri gusti musicali! Non abbiamo un vero e proprio “genere” che sentiamo come nostro, ascoltiamo veramente un po’ di tutto. Con i Lekka suoniamo musica electro, ma ascoltiamo anche Nirvana, David Bowie, Nine Inch Nails, Stevie Wonder, Iggy Pop, Depeche Mode, Faith No More…e perché no, anche i Beatles! Alla fine, sono sempre i brani a fare la differenza.
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E invece gli ultimi ascolti importanti recenti?
 
Io e Fabio in questo periodo siamo in fissa con l’ultimo album dei De Staat, “Bubble Gum”. Sono olandesi e fuori di testa, il disco è veramente una mina!
 
Come è nato “Run run run”, il vostro primo singolo dell’album?
 
Il brano è nato da un’idea di Matteo, poi, come succede il più delle volte, lo abbiamo sviluppato insieme. Volevamo esprimere il concetto di fuga dall’ordinarietà che caratterizza la vita di un po’ tutti noi. Poi da cosa nasce cosa e così è nata la collaborazione con Cesare Bignotti (un amico di Teo), che ha realizzato insieme ad Alessandro Arcidiacono il video di Run Run Run.
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Quando potremo vedervi esibire live?
 
Stiamo preparando il nuovo live show, che avrà la sua Prima alla presentazione del nostro disco. Non possiamo però ancora dirvi dove e quando: seguiteci e saprete
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