Run Hide Tell: le strategia di sopravvivenza di Francesco Cotti

Con uno stile iper-specialistico ma anche adrenalinico, Francesco Cotti ci porta dentro le dinamiche operative delle forze dell’ordine nel corso di un’operazione speciale legata ad un attentato terroristico. Una storia di sopravvivenza ma soprattutto di drammatica attualità. 

Già dall’esordio intitolato Strategie Alternative, Francesco Cotti è riuscito a ritagliarsi una personale nicchia di cultori dei suoi romanzi in bilico tra manuale operativo di matrice militare e  avvincente fiction catastrofista.  Il primo romanzo firmato Cotti, infatti, è diventato a suo modo un piccolo cult tra le fila delle forze dell’ordine, per la dovizia di particolari coi quali l’autore descrive operazioni militari di vario genere, in virtù del suo background da “insider” della faccenda: Cotti è stato per diversi anni consulente tecnico per un’azienda che si occupa servizi e beni per Enti Governativi, tra cui i Reparti di Forze Speciali di Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri.

È comprensibile, allora, che anche in questa nuova fatica editoriale dal titolo “Run Hide Tell”, l’autore si ritrovi nuovamente a dover bilanciare una prosa spesso molto tecnica, quasi cronachistica, ed una maggiore libertà narrativa nei momenti di fiction. In questo caso, già il titolo appare più “pop”, oltre che programmatico: “Run Hide Tell”, ovvero “Corri, osserva e comunica agli altri” è una sorta di mantra quando ci si trova in situazioni di pericolo, assedio, attacco.

Esattamente come quella che prende il sopravvento nelle pagine di questo nuovo romanzo edito da Amazon EU. Come da copione, si inizia in uno scenario tranquillo e apparentemente ovattato: siamo in un villaggio vacanze italiano, ovvero il classico non-luogo nel quale il tempo sembra fermarsi tra la colazione a bordo piscina ed il trenino in discoteca. È ovviamente la quiete prima della tempesta.

Un attacco terroristico di matrice religiosa colpisce il villaggio sonnacchioso: Cotti ci catapulta in medias res negli eventi, come un telegiornale in presa diretta.  È interessante il parallelo tra la reazione delle forze dell’ordine ad un attacco terroristico e quella del nostro organismo ad una infezione/virus.

Cotti descrive minuziosamente le modalità di azione dei reparti speciali coinvolti, così come le reazioni dei civili coinvolti. Non mancano le riflessioni sul fanatismo religioso alla base dell’attacco in questione, sebbene l’autore sia più concentrato sulle dinamiche che sulle cause, sul come e non su perché. Giustamente, lui stesso inquadra i suoi romanzi in un genere che definisce “techno-thriller“, in bilico tra suspense e cronaca, analisi militare e film action.

Non manca nemmeno il protagonista carismatico: Alfonso Cantore, forse un alter-ego dell’autore, sicuramente un baluardo di speranza che prende per mano il lettore in questa odissea, che ci fa riflettere – anche – su quanto l’uomo-medio si troverebbe clamorosamente impreparato di fronte all’orrore.