“Al di là delle cose scontate”: il viaggio di Emanuele Mazzocco

L’esordio auto-pubblicato del giovane autore di Isernia, classe ’89 è un viaggio contemporaneamente fisico ed interiore. Una storia d’amore e un romanzo di formazione. 

In questo battesimo editoriale, Emanuele Mazzocco si rivela una penna frizzante e laboriosa. L’autore campano affresca una narrazione ricca di luoghi fisici e paesaggi interiori, mettendo forse fin troppa carne sul fuoco, con l’esuberanza dell’esordiente sì, ma anche con le giuste dosi di sincerità e urgenza creativa. Samuele, protagonista di Al di là della cose scontate (e non sappiamo con esattezza quanto anche alter-ego dell’autore) è un ragazzo apparentemente come tanti, uno di noi, verrebbe da dire. Tra le pagine del romanzo, capita appunto che il il narratore si rivolga a noi come pubblico, facendoci sentire parte integrante di una vicenda che è in larga misura quella di un generazione.

Samuele infatti è un “giovane uomo” che si ritrova impantanato in quel periodo di sabbie mobili che è il post-Laurea: quel momento di transizione tra l’uscita dal mondo accademico e l’entrata nel mondo del lavoro. Spesso questo frangente si trasforma in uno iato che appare infinito, destabilizzando tutte le fragili certezze accumulate lungo il percorso di studi.

Occorre navigare a vista, si dice, no? Ed è quello che fa Samuele: ovattato e insieme ingabbiato nel suo paesino degli Appennini, il ragazzo decide di fare un viaggio che gli cambierà la vita. Sfruttando l’assist dell’amico Mario, il nostro Samuele staccherà il biglietto per l’esotica Buenos Aires. Ed è proprio nel volo intercontinentale verso la libertà che conoscerà Ana, con la quale condivide una passione per il Boss – Bruce Springsteen – che sfocerà in una passione amorosa a 360 gradi.

Da queste premesse si sviluppa una vicenda che abbraccia diverse tematiche, molte delle quali di stringente attualità: il lavoro giovanile (che scarseggia), le crisi di identità generazionali (che serpeggiano), il rapporto uomo/natura (sia sulle montagne nostrane che nella selvaggia Argentina), l’apparente oblio di una routine alienante (quando la narrazione si sposta in Belgio).

Il comun denominatore è quel sentirsi qualcosa di “incollato addosso” che tormenta il nostro protagonista per buona parte di queste pagine: qualcosa di difficile da individuare, catalogare e spiegare. Quella sensazione di vivere in apnea nel quale è immersa tutta la generazione millennials e non solo. Un senso di smarrimento che anche romanzi come “Al di là delle cose scontate” possono aiutarci a decifrare.