La Favorita: i giochi di potere alla corte di Lanthimos

Dopo The Lobster e The Killing of a Sacred Deer – Il Sacrificio del Cervo Sacro, Yorgos Lanthimos, regista, sceneggiatore e produttore greco, torna a spiazzare il suo pubblico con una pellicola in costume ambientata nell’Inghilterra del XVIII secolo, affrontando – in maniera davvero personale – la questione femminista di ieri, oggi e domani. 


_di Silvia Pompi

Dopo il concorso al Festival di Venezia 2018, il Gran Premio della Giuria e la Coppa Volpi per migliore interpretazione femminile ad Olivia Colman, The Favourite, ha fatto finalmente capolino nelle sale italiane sancendo il talento artistico di un regista visionario e fuori dagli schemi odierni. The Favourite è candidato a 10 premi Oscar 2019, tra cui quello come miglior film e per migliori attrici protagoniste e ribadisce la visione artistica del regista ateniese.

Yorgos Lanthimos dirige una pellicola in costume facendo confluire la narrazione attraverso un montaggio silenzioso: solennità, maestosità, eleganza della luce, dei dialoghi e delle riprese, inserendo inoltre in modo impeccabile, una comicità unica che disorienta lo spettatore, cinica come al solito e a tratti grottesca. La Favorita è una pellicola erotica in costume che vede al centro di sontuose riprese in grandangolo, i volti di Emma Stone, Rachel Weisze ed Olivia Colman.

 

Siamo nell’Inghilterra del XVIII secolo, il paese britannico deve trattare l’entrata in guerra contro la Francia. Solo la regina Anna può decidere le sorti del paese. Tutto sarebbe perfetto ma la regina non riesce a prendere decisioni all’altezza della sua carica, se non aiutata dalla consigliera e segreta amante Lady Sarah Churcill (Rachel Weisz). In una comune giornata di sole bussa alla porta della dimora reale una giovane donna dall’aspetto trasandato e puzzolente: Abigail Masham, (Emma Stone). Abigail è una vecchia dama caduta in disgrazia, apparentemente inoffensiva. Il suo obiettivo sarà ristabilire la sua vecchia fortuna presso il palazzo della regina, guadagnandosi la fiducia sia dell’intima amica Sarah che di Anna stessa.

Il prezzo da pagare è però alto e soprattutto costringe Abigail a vivere in una immoralità latente, peggiore rispetto alla posizione ricoperta da Lady Sarah Churcill The Favourite, partendo da questo presupposto, delinea attraverso un racconto che ricorda una fiaba, una parabola quasi, la condizione femminile. La povera Abigail Masham è apparentemente vittima di un mondo patriarcale che non consente alle donne la libertà di espressione né tanto meno di comandare o prendere decisioni legislative importanti, come nel caso dell’infantile regina Anna e della sua dama ed amica intima Lady Sarah Churcill.

La regina Anna non riesce a sfuggire ai piani orditi dal potere maschile, che desidererebbe l’ennesima guerra. Anna è una regina incapace di governare complessata dalla sua natura: ha troppo potere e troppo tempo libero, è una donna estremamente umorale ed i suoi umori si sovrappongono con i suoi doveri portandola spesso a sbagliare in politica e nella vita di persone innocenti. Anna è anche compromessa da piaceri sessualmente deplorevoli per l’epoca e vedova di molti bambini, de facto ha perso qualsiasi contatto con la realtà di corte che la circonda. La rielaborazione del lutto ad esempio viene simbolicamente sostituita da tre gabbiette dorate al cui interno si ritrovano solo tanti conigli: uno dei tanti dettagli deliziosamente stranianti nella poetica  di Lanthimos.

La regina è inoltre affetta da una brutta malattia che la tiene spesso seduta o a letto. A curarla con amore incondizionato è Sarah, sua dama e compagna segreta d’amore che però la costringe ai suoi doveri politici decidendo spesso al suo posto per il futuro della patria. Quando Abigail scopre il legame intimo tra le due donne e cosa significherebbe per lei perdere la posizione di dama ufficiale della signorina Churchill, qualcosa dentro il suo animo diviene sempre più evidente…

Cosa si è disposti a fare pur di raggiungere determinati scopi? Cosa significa a volte sacrificarsi e cosa può differenziare veramente una donna moderna rispetto ad una donna dell’epoca? Forse nulla. Yorgos Lanthimos dirige un affresco antico crudele sulle molteplici figure femminili. Quelle di Lanthimos sono donne apparentemente forti ed innocue, belle, affascinanti, in grado – quando richiesto – di tramare piani per scavalcare il potere maschile.

La Favorita mostra dietro immagini eleganti e silenziose la crudeltà dell’epoca con tutte le sue fragilità. Yorgos si allontana dal presente de Il Sacrificio del Cervo Sacro o da un futuro stravagante come quello raccontato in The Lobster, perché a volte guardare qualcosa in lontananza aiuta a schiarirsi le idee.

La diva Olivia Colman affiancata dal duo femminile attoriale all’altezza del suo spessore artistico, è praticamente un quadro vivente. Incarna un femminismo atipico e sorprendente che forse fatica ad emergere nelle pellicole di questi ultimi anni. L’argomento è sulla bocca di tutti ma Lanthimos decide forse di parlarne in maniera davvero personale, senza troppe decorazioni o abbellimenti narrativi: in La Favorita emerge la femminilità in tutte le sue sfaccettature, deformando anche l’aspetto delle protagoniste. La donna conosce l’inganno, è preda, è vittima di ingiustizie ma si rende anche l’artefice di azioni indegne per eccellenza, nei confronti di altre donne o uomini.

Il regista greco dimostra una padronanza assoluta della materia: una fluidità nelle riprese impeccabili ed un montaggio alternato di luce ed ombra, come l’animo delle sue protagoniste. Infine, una ripresa di un dettaglio particolare sembra ricondurre lo spettatore allo scioglimento narrativo: quando Abigail annoiata dalla routine delle ricchezze ed i piaceri vani, punterà con il suo tacco ottocentesco, un piccolo coniglio della regina, quasi per schiacciarlo. Forse in quel dettaglio e nella ripresa successiva, si nasconde la morale di questa pellicola.

“Si può cadere sopraffatti anche dai più deboli…”