[INTERVISTA] Mostre e merende reali: Simona Berto ci racconta il progetto Viaggi a corte

Il fascino di Torino tra i fasti delle residenze sabaude e i musei storici. Tutto quello che c’è da scoprire dietro le visite guidate di Viaggi a Corte e i suoi svariati itinerari tra arte, storia e golosità.

_di Elisabetta Galasso

Organizzare una visita guidata con professionalità, impegno e tanta passione non è sempre facile. Così dopo aver partecipato ad un goloso tour tra i caffè storici di Torino, abbiamo intervistato Simona Berto, la mente e il corpo del progetto Viaggi a Corte. Nato per far conoscere la vita delle corti italiane e le sue tradizioni prima, per far scoprire le bellezze di Torino e del Piemonte, poi.

Il consiglio è quello di buttarsi a capofitto nelle mani esperte e accoglienti di Simona. Il 15 di dicembre proseguono le letture tratte dal Canto di Natale di Dickens al Circolo dei Lettori, per assaporare l’atmosfera natalizia. Per chi invece, voglia rimanere incantato davanti all’arte, non deve perdersi le due mostre più importanti del momento: Van Dyck alla Galleria Sabauda e i Macchiaioli alla GAM. 

Come è nato il progetto Viaggi a Corte?

Prima di tutto nasco come operatore turistico, ho preso diverse abilitazioni nel corso degli anni: guida, accompagnatrice e direttore tecnico di agenzia di viaggi. Lavoro nel turismo dal 2004.

Viaggi a Corte nasce pian piano. Dopo aver lavorato per molti anni a Superga, Stupinigi e alla Reggia di Venaria, sentivo il bisogno di creare un progetto tutto mio. Vista la mia grande passione per le corti, l’idea era proprio quella di proporre dei viaggi, cioè di realizzare delle visite nelle più importanti residenze italiane che ci hanno lasciato in eredità tesori inestimabili.

Gli itinerari non percorrono solamente il Piemonte e Torino, la città dove sono nata e alla quale sono inevitabilmente affezionata, ma toccano tutta l’Italia, da Milano a Ferrara fino a Napoli.

Mi è sembrato di capire che essendo una libera professionista, gestisci questa attività autonomamente.

Sì gestisco tutto io. Dall’aspetto amministrativo, allo studio degli argomenti da trattare nel corso delle visite. Dalla creazione di pagine social per promuovere il progetto, alla ricerca degli enti a cui proporre le mie idee. Non a caso, oggi sono qui al Circolo dei Lettori per proporre delle letture tratte dal Canto di Natale di Charles Dickens, in vista delle feste natalizie. (In questo caso mi affido a dei collaboratori che si occupano della lettura in sé).

Il tuo progetto non si ferma solamente alla visita guidata nelle residenze. Quali sono gli eventi che proponi a Torino?

Gli eventi che propongo a Torino sono i più disparati. Si parte dalle visite guidate nelle residenze sabaude, letture, visite nei maggiori poli museali piemontesi. Aggiungo però, quando è possibile, dei momenti culinari. Organizzo, ad esempio, un percorso di visita nei caffè di Torino, luoghi di importanza storica sia per quanto riguarda la cultura gastronomica, sia perché questi luoghi hanno accolto i più eminenti personaggi della nostra storia. Basti pensare a Cavour che sorseggiando il bicerin ha scritto la storia dell’Italia risorgimentale.

Quale rapporto hai con gli enti culturali della città?

Dipende molto da contesto a contesto. Alcuni enti culturali sono molto disponibili, altri meno. Entrare in diversi locali di capienza ridotta, con un gruppo numeroso per una visita guidata, a volte non è facile. Il modo di porsi in queste situazioni è importante, basta un po’ di gentilezza e di savoir faire per far sì che anche le porte più diffidenti si aprano e mi accolgano con un sorriso.

Gli ostacoli che inevitabilmente incontro durante il percorso, non mi pesano, con la voglia di fare, l’impegno costante e la passione si arriva dappertutto, soprattutto quando si ha l’opportunità, come è successo a me, di scegliere un lavoro che si ama profondamente.

Qual è il target di persone che partecipano agli eventi?

Il target è molto vario in base alle attività. Si va dagli abbonati ai musei, alle famiglie, agli appassionati di cultura a tutto tondo. Forse manca la fascia di età dai 20 ai 30 anni. Probabilmente si ha l’idea della visita guidata come di una passeggiata lunga e noiosa. Al contrario, cerco di non far mai durare troppo la visita e di renderla coinvolgente. Finora il progetto va a gonfie vele, c’è molta partecipazione e le persone ritornano, provando di volta in volta, le diverse esperienze che propongo. Il mio scopo è quello di far passare ai miei gruppi un momento di svago, strizzando sempre l’occhio all’approfondimento culturale.

Hai un aneddoto curioso da raccontare?

Quando spiego del pasto pubblico della regina o della famosa cerimonia di vestizione del re, puntale come un orologio svizzero, arriva il momento in cui comincio a sentire mormorii dietro di me, come a voler dire “Ma davvero il re aveva bisogno di un folto numero di persone accanto a sé che gli cambiassero l’abito?”. A volte è difficile cambiare prospettiva ed entrare nell’ottica che ciò che succedeva quattro secoli fa nelle corti d’Italia, ora, sarebbe totalmente inusuale e ridicolo.

Per concludere, quali sono gli eventi futuri che dobbiamo assolutamente segnare in agenda?

Il programma per i prossimi mesi è fitto di eventi. Sicuramente, sono da non perdere, due mostre importanti e molto diverse fra loro: Van Dyck alla Galleria Sabauda e i Macchiaioli alla Galleria d’Arte Moderna.

Il 15 di dicembre continuano le letture tratte dal Canto di Natale di Charles Dickens al Circolo dei Lettori.

Il 21 di dicembre inizierà a Palazzo Madama la mostra dal titolo: L’influenza francese delle Madame Reali a Torino. La mostra ripercorre cronologicamente le biografie di Cristina di Francia e di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours. Due donne che a cavallo tra il 1600 e il 1700 hanno reso Torino una capitale internazionale.

Infine proseguiranno per i mesi di gennaio e febbraio, le visite alle residenze sabaude e ai musei storici, seguiti da delle golose merende.