[INTERVISTA] Il punk felino di IO e la TIGRE

Ad un mese dalla pubblicazione del loro nuovo disco GRRR POWER, a dieci di distanza dall’ultimo,  abbiamo raggiunto Barbara, metà delle IO e la TIGRE, una band che è ormai da anni un bell’esempio di come in Italia si possa fare musica, e anche musica di qualità, senza dover pedissequamente seguire le mode.


_di Mattia Nesto

Con un punk-rock da un lato tradizionale dall’altro assolutamente particolare, le IO e le TIGRE sono sempre più consapevoli di quello che sono: fottutissimi animali da palcoscenico.  Una chiacchierata graffiante in attesa di rivederli dal vivo qui:

08 dic – Milano – Ohibò
21 dic – Pordenone – Capitol Club
28 dic – Carpi (MO) – ATP Live Club
04 gen – Ferrara – Blackstar

Leggendo il comunicato del vostro nuovo disco  siamo rimasti subito interessanti dalla definizione “album-manifesto”: ce la potete spiegare?

L’album si chiama GRRR Power ed è il nostro album manifesto perché rappresenta la forza, la forza che permette di entrare nella tana della tigre e affrontare tutte le tue paure. Quando affronti la tua paura, lì ne trovi la cura. Questo titolo è legato al nostro nome, IO e la TIGRE perché io e Aurora siamo rimaste separate per dieci lunghi anni, a causa di incomprensioni varie, dopo l’esperienza musicale iniziale. Dopo un decennio di gelo il ritrovarsi ci ha messo a dura prova dato che l’una incarna un po’, essendo totalmente differenti, le paure dell’altra. E quindi questo è un disco manifesto perché dato che abbiamo dovuto affrontare le nostre paure per riuscire a mettere insieme i cocci per ricostruire la nostra amicizia attraverso la musica non ci poteva essere titolo migliore. Disco-manifesto non solo dal lato “girl” ma è una forza che abbiamo tutti dentro, è un qualcosa di inclusivo che prescinde dal genere biologico, una forza che nasce e trae energia dal confronto con gli altri. Contro la paura di non sentirsi adatto, non conforme ai cliché che la società impone. È una forza per essere il più autentici possibili e farci accettare per ciò che, davvero, si è nutrendosi di solidarietà e giustappunto di confronto.

Facciamo indietro anzi allarghiamo un attimo l’orizzonte con un pizzico di provocazione: quando siete uscite, diciamo così, andavano molto di moda i “power-duo” mentre adesso, a meno di ricerche più approfondite, non pare essere la formula musicale più alla moda. Che cosa ne pensate di quest’idea e, in qualche misura, vi sentite inadatte nel mondo musicale contemporaneo?

Ma sai per me e Aurora fare musica significa coltivare un’amicizia quindi non abbiamo avuto grandi paure in questo senso. Poi considera che il lavoro che ha fatto Andrea Comandini, il nostro produttore, che ha intuito prima di tutti, prima anche di noi stesse cosa covava sotto la brace e che ha compreso la nostra evoluzione, sia come musiciste che come esseri umane. Quando ci siamo convinte e ci siamo ritrovate in saletta a suonare dopo dieci anni fin da subito era come se quel tempo non fosse passato, l’alchimia e l’intesa era la stessa. La formula duo insomma è un processo molto naturale ecco anche se grazie all’apporto di Andrea ci siamo molto aperte. L’apertura verso gli altri è stata la chiave di volta per questo disco, un passo molto importante anche per noi stesse a livello di persone. In questo album abbiamo affrontato, come detto prima, il tema delle paura: non potevamo farlo se ci fossimo chiuse a riccio su noi stesse. La diversità rappresenta un grandissimo arricchimento culturale no?

Questo discorso ha anche un sotto-testo politico evidente ma, oltre a questo, voi sul palco, in realtà, in queste nuovo tour non siete proprio “da sole”….

E certo siamo ben accompagnate da Simona Sansovini e Lorenzo Gasperoni. Ecco per me e Aurora è stata la prima volta che ci siamo ritrovati a suonare con altri. Debbo dire che la formula ci piace e piace, quindi siamo molto ma molto soddisfatte.  

Al di là di questa boutade, appare evidente come voi non siate “sole” in quest’avventura, ma siate veramente affiancate e spalleggiate, con un bel senso di squadra, da altri membri del roster Garrincha, come ad esempio I Botanici o Cimini: com’è nata questa modalità, molto specifica, di vivere la nuova uscita anche sotto forma di fanzine?

Con Botanici e Cimini ci siamo divertiti un sacco in quella meravigliosa serata che è stata l’ultimo Indie Pride, suonando tutti assieme, in puro stile GRRR POWER. In questo senso ci sposa bene il discorso relativo alla fanzine, una fanzine che, in netta controtendenza con il mondo digitale di oggi, è stata stampata su carta, come quelle degli anni Ottanta e ha visto il contributo di tante amiche e amici che si sono appunto interrogati sul senso di GRRR POWER per loro, offrendo una carrellata di grandi personaggi, di natura e origini diverse. Un’esperienza collettiva figa, veramente molto figa. In questa fanzine, oltre al nostro manifesto, ci sono i contributi di Cristina Donà, Chiara Longo di Rockit, Muriel e Silvia Calderoni.Poi la fanzine è anche un omaggio ai gloriosi tempi sia del punk-rot ma anche quelli del movimento rrriot. Ad esempio, a proposito delle pagine dedicate al  medico e attivista congolese Denis Mukwege Silvia scrive “Il GRRR POWER è sfoggiare peli e pellicce di qualsiasi colore con fierezza”, non si poteva dirlo meglio.

Ma a proposito che concerto sarà il prossimo concerto milanese che terrete sabato 8 dicembre al Circolo Ohibò?

Sarà certamente un concerto molto tigroso perché il momento del live è quello più giusto per esprimere appieno il GRRR POWER! Quindi ansiose dello scambio di emozioni tra noi e il pubblico e siete tutti invitati! IO e la TIGRE è la carezza e lo schiaffo, il mettere assieme il lato più dolce e delicato, dal punto di vista degli ascolti, da me rappresentato e quello più deciso e aggressivo di Aurora, ovvero il lato punk hardcore. Questo è il nostro pop-tigroso!

Qualche tempo fa avete dichiarato: “Una forza che non ha bisogno di farsi bella per sentirsi importante”: questo può essere definibile lo slogan, o meglio, la filosofia che sta dietro le IO e la TIGRE.

È vero, è una frase che ci rappresenta perché come ci dicevamo prima il GRRR POWER nasce dalla diversità, da un qualcosa che vuole seguire i cliché. Questo sicuramente non è semplice, perché ancora al giorno d’oggi la società non è così aperta, ma per essere davvero noi stessi non dobbiamo essere, passami il termine, belli ma autentici. Questo comporta fatica ma se ce la si fa ecco scattare il GRRR POWER!

L’ultima domanda per noi era obbligatoria: i gatti che punteggiano il vostro profilo Instagram https://www.instagram.com/p/BqHW5PglQgW/ fanno ormai parte della band?

Ma guarda che loro li abbiamo scelti dopo un accurato e lunghissimo casting felino: avevano i gatti più belli e non potevano non entrare in band. Solo dopo abbiamo scoperto quanto fossero bravi sul palco!