Pet Beverage: un drink insieme al tuo gatto?

“Torni a casa solo dopo una giornata di lavoro e hai voglia di un calice di vino e coccolare il tuo gatto? Fatti un bicchiere con lui!”. Il dio Bacco pensa proprio a tutti: dopo la birra per cani, dagli Stati Uniti arriva il vino per gatti? Non proprio…

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_di Michela Gallo

Se ossi e crocchette sono divenuti banale consolazione, per rinsaldare il legame cane/gatto e padrone è ora necessario, come nelle migliori amicizie, una buona bevuta in compagnia. MosCATo, Pinot Meaw e CharDOGnay sono alcune delle etichette ideate dall’azienda americana Apollo Peak, la quale tra ironia e business ha creato una sezione di pet beverage volta al commercio di vino per cani e gatti.

La recente notizia parla di un vero e proprio successo tra i gattofili dovuto, oltre che all’originalità del prodotto, allo slogan pubblicitario che attraverso l’incipit “Torni a casa solo…” punta sulla solitudine dei papabili acquirenti.

Il set di “vini” proposto (bianchi, rossi e frizzanti) viene spedito direttamente al proprietario dell’animale, il quale paga ogni bottiglietta da circa 225 ml, 10 dollari. Per il contenuto in vendita, l’azienda ha poi ideato specifici calici/ciotole da degustazione in modo da poter sorseggiare il nettare divino in tutta serietà.

Certamente, nel concreto, il felino non berrà alcolici in quanto i “vini” non sono vini veri, bensì succhi di frutta con erbe aromatiche messi in bottiglie che ricordano quelle degli alcolici.

La multinazionale del beverage sfrutta in particolare le proprietà dell’erba gatta, pianta aromatica della stessa famiglia della menta con struttura chimica simile a quella dell’LSD. A detta dei produttori, gli unici effetti collaterali previsti sono un bisogno irresistibile di fare le fusa e di strusciarsi su qualsiasi cosa. Nulla di strano dunque per gli amici a quattro zampe e nessun post sbornia previsto!

Nonostante le “analcoliche precauzioni” però, c’è chi in questa trovata commerciale non ci vede nulla di buono, scorgendo nel vino felino l’epilogo delle sempre più assurde e “sprecone” spese a favore di cani e gatti o una fittizia soluzione alla sempre meno latente solitudine sociale.  Spreco o non spreco, tampone alla solitudine o no, l’aperitivo gatto-proprietario sta prendendo sempre più piede (o zampa che sia…).