Fiera Cavalli Verona 2018 festeggia i suoi 120 anni

Un’edizione da 120 candeline, 160mila presenze da più di 60 paesi, 12 padiglioni, 750 aziende espositrici da 25 nazioni, 35 associazioni allevatoriali e 200 eventi tra sport e spettacolo in calendario. Una grande festa di quattro giorni in cui gli appassionati del mondo equestre hanno potuto imparare, confrontarsi, osservare ed emozionarsi.

 

                                                                                      _di Valentina De Carlo e Oscar Chinaglia

 

In un tripudio della biodiversità, superando confini geografici, di razza e di genealogia, ogni esemplare é stato protagonista con la sua unicità, i suoi specifici tratti morfologici e caratteriali, per un giro del mondo a cavallo in quattro giorni. Per i suoi 120 anni la manifestazione equestre più rinomata d’Italia ci ha regalato conoscenze, novità, tradizioni e soprattutto emozioni, in 12 padiglioni tutti da scoprire facendosi trasportare dalla curiosità e seguendo ammaliati queste grandi e sorprendenti creature. Tante le competizioni che si sono riunite in fiera, dal salto a ostacoli con la Longines FEI Jumping World Cup, al Reining, dall’Alta Scuola Spagnola, alla gara di Talenti e Cavalli, nell’incontro tra equitazione e arte scenica, tante le coppe e le medaglie assegnate in questi prestigiosi concorsi firmati Fiera Cavalli Verona, premiazione dell’eccellenza.

Oltre alle classiche competizioni, si è realizzata per la prima volta una competizione non competitiva, una sfida dove l’obiettivo non é mai stato quello di primeggiare, né di vincere, ma è stata proposta come mero pretesto per una grande lezione collettiva, una lezione di addestramento e di educazione del cavallo, partendo proprio dai suoi primi passi accanto all’uomo. Ideata dal team di Addestramento Etologico di Marco Pagliai, la prima Horse Training Verona ha avuto come protagonisti 9 puledri, età media 2 anni, e 3 addestratori scelti tra i professionisti del settore, diversissimi tra loro e nei loro metodi educativi.

L’ideatore Marco Pagliai, esperto nel recupero di cavalli “difficili”, Francesco Vedani, noto anche nel mondo della rete grazie ai suoi interessanti video molto apprezzati dagli addetti ai lavori e la coppia Chiara Angelini e Fausto Sturaro, amazzone di talento lei, appassionato di monta californiana lui, avevano tutti l’obbiettivo di iniziare una prima fase di desensibilizzazione delle puledre, sottoposte allo stress del pubblico, di luci, suoni e rumori, per insegnare loro le prime “manovre” portando in sella un umano. Questi 4 giorni di addestramento hanno incuriosito ed affascinato esperti e non, e li hanno fatti affezionare alle puledre, in particolare alle 3 scelte per il percorso della prova finale: Zarina, Vicki e Zigulì. Tre giovani esemplari della razza haflinger hanno dimostrato cosa significa trovare nell’umano il proprio punto di riferimento, fidarsi di lui e superare le prime inevitabili paure, come un bambino che per imparare a camminare tiene stretta la mano dell’adulto. Ciascuna con i propri tempi e il proprio carattere, hanno richiesto diversi approcci e hanno posto diverse problematiche, diventando l’occasione, per gli appassionati di questo lavoro, di riflettere e di confrontarsi sull’addestramento dei cavalli, e permettendo di trasmettere a tutti un grande messaggio di rispetto per l’animale, nella speranza di far svanire nel tempo quell’equitazione fatta di metodi coercitivi e di imposizione, che vede il cavallo come una macchina che deve adeguarsi all’ambiente, trascurando che al posto di bottoni e di formule ci sono una testa ed un cuore. Nessun vincitore quindi, se non le tre puledre ed il forte e nitido messaggio dei loro addestratori.

Fiera Cavalli Verona 2018 é stata anche, come di consueto, una festa, fatta di spettacoli che esaltano la bellezza di questi destrieri nella sinergia tra potenza ed eleganza, tra forza e destrezza, meravigliando per i risultati che si possono ottenere, ed é stata anche una celebrazione delle tradizioni culturali vicine e lontane, come quella dei butteri maremmani che, con i loro possenti cavalli morelli e le loro mazzarelle, rievocavano il lavoro contadino di un tempo,  o quella dei maniscalchi che hanno fatto il loro ritorno a Fiera Cavalli con una nuova area al coperto dedicata a dimostrazioni pratiche e a lezioni teoriche sulla morfologia del piede del cavallo e che in queste prime giornate di freddo, ci hanno scaldato con le loro fornaci, i loro ferri roventi e le loro martellate, nella creazione di queste speciali calzature. Un’altra rievocazione di tempi passati é stata vissuta con i diversi tipi di attacchi che si sono visti girare nell’area esterna della fiera e nella, ormai classica, sfilata nel centro cittadino. Singoli, pariglie, troiche, tiri a quattro, con cavalli e passeggeri “vestiti” a festa per un’affascinante riscoperta dei mezzi di trasporto di tempi lontani.

Cavalli, ma anche asini, muli e zebralli (incrocio tra cavallo e zebra) sono loro che ci hanno ancora una volta emozionato, facendo risuonare in noi l’antica eco del legame che unisce l’uomo alla natura, di quel rapporto fatto di paura e poi fiducia, ostacoli e poi conquiste, di quel percorso in cui si cammina vicini e in cui questi quadrupedi grandi e sensibili sanno leggerci e capirci inspiegabilmente, a dimostrazione del fatto che a volte   le parole non servono, ma basta solo un’unica grande passione.

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