Alla scoperta della casa editrice Zandegù: per una comunicazione moderna, creativa e curiosa

Zandegù è una casa editrice di ebook che organizza corsi di scrittura creativa, illustrazione e comunicazione. Il loro motto? “Se non sei curioso, lascia perdere”. Dal 2012 Marianna Martino e Marco Alfieri lavorano nella “Zandecasa” di via Exilles 18 bis, con tanta passione e quell'”orgoglio zuzzerellone” che ritroviamo sulle pagine della loro piattaforma online. 

Le aule Sandra e Raimondo ospitano corsisti di sera e nei weekend, ma poi ci sono anche i corsi online tenuti da docenti e scrittori ormai rodati e varie attività extra, dalle Zandebirre al Walkie Talkie, con un occhio di riguardo per la comunicazione. Abbiamo fatto una chiacchierata con Marianna per capire meglio qual è il mondo che ruota attorno a Zandegù.

 

 

Zandegù compie 6 anni. Voi organizzate corsi di scrittura e illustrazione e pubblicate ebook, ma vi occupate anche di comunicazione. Quanto è cambiata la comunicazione online della vostra attività in questi 6 anni?

La comunicazione di Zandegù è cambiata radicalmente. Se penso che il primo anno abbiamo fatto pubblicità su un quotidiano cartaceo e in radio e ora, per farci conoscere, usiamo esclusivamente social e newsletter, si capisce quanto la comunicazione in generale sia cambiata e, di conseguenza, anche la nostra. I social, in particolare Instagram, sono al centro: è così che promuoviamo i nostri corsi e ebook ed è così che creiamo connessione con i nostri clienti. Se all’inizio scattavamo foto spontanee senza un vero ragionamento, oggi non ci muoviamo senza aver fatto riunioni e calendari dove programmiamo ogni cosa.

Da oltre un anno, inoltre, abbiamo deciso di puntare sui video: abbiamo iniziato con le stories, per poi approdare alle dirette (che facciamo ogni lunedì pomeriggio) e da ottobre creeremo dei contenuti per la IGTv proprio sui temi della comunicazione.

Festeggiate questo giovedì con le Zandebirre. Ci spiegate il lavoro che c’è dietro a un evento di questo tipo?

Le Zandebirre sono nate 4 anni fa con l’idea di stare insieme e conoscere dal vivo chi ci segue solo online. Si stacca dal lavoro e si beve una birra insieme, in modo informale. Quest’anno, l’11 ottobre dalle 19, sono l’occasione per festeggiare un grandissimo traguardo: 6 anni nel mondo della cultura sono per gente molto motivata (o molto pazza!)! Le Zandebirre all’inizio erano organizzate in giro per Torino, oggi sono sempre nella nostra sede in via Exilles 18 bis e sono sponsorizzate da Heineken che ci dota gentilmente di birrette da tenere in fresco e stappare in compagnia.

Birrette a parte, organizzate anche delle passeggiate in giro per Torino (i Walkie Talkie). Qual è il rapporto con i quartieri che avete esplorato e con quello in cui Zandegù ha casa?

Lo confesso: io ho un rapporto di amore e odio con Torino. Però negli anni ho conosciuto un sacco di gente che si sbatte per migliorala, per creare cultura e valore. Mi piaceva l’idea di far conoscere queste realtà proprio a chi ci abita e, come spesso capita, non fa il turista nella propria città e non le conosce. I Walkie Talkie sono delle passeggiate alla scoperta delle realtà creative di un quartiere. Ormai le facciamo da 4 anni e sono sempre un evento sfiancante ma che ci dà anche tantissimo. Forse la tappa alla quale siamo più affezionati è quella a San Donato, un quartiere bellissimo, pieno di vita e di storia. Proprio di recente siamo andati a trovare Maurizio Blatto nel suo negozio di dischi BackDoor: farsi raccontare la vita di quartiere dalla sua voce super ironica è sempre un momento bellissimo.

Abbiamo però un grande amore anche per il nostro quartiere, quello della sede, cioè Parella. È periferico e sicuramente non è il centro della movida, ma qua ci sono un sacco di attività interessanti, pasticcerie ottime e un clima da piccolo paese che ci piace da matti. Su tutti, il nostro luogo del cuore in Parella è il caffè Pino: una chicca semi-sconosciuta, un bar dove bere senza ombra di dubbio il miglior caffè di Torino.

A proposito dei corsi, quali sono le novità della stagione 2018/2019?

Zandegù è prima di tutto una scuola e quest’anno abbiamo nettamente rinnovato l’offerta. Le costanti restano però due: docenti professionisti e atmosfera rilassata! I nostri corsi serali sono diventati ancora più sostanziosi e professionali: c’è Raccontare una storia con gli scrittori Marco Lazzarotto e Giusi Marchetta perfetto per chi ha un romanzo nel cassetto e vuole fargli vedere la luce. Poi c’è Happy content marketing, con l’esperto di marketing Massimo Potì, pensato per chi vuole usare i social per lavoro in modo professionale e mirato.

Quest’anno abbiamo anche lanciato 9 corsi di disegno e illustrazione: il prossimo è con Fernando Cobelo a fine ottobre e si chiama Disegnare un’emozione. Lo abbiamo pensato anche per chi non sa nemmeno tenere in mano una matita: ci sarà da divertirsi! 

Perché il nome Zandegù?

Zandegù è il cognome di un ciclista veneto: quando mia madre era incinta e non sapevano se fossi maschio o femmina, i miei genitori chiamavano il pancione così. Non so perché: forse pedalavo nella pancia, o era semplicemente un nome senza connotazione di genere! L’ho raccontato a una cena e a tutti i nostri amici è sembrato il nome perfetto.

E tra sei anni, dove sarete?

Tra sei anni? Secondo me saremo completamente diversi da ora, ma ancora forti, creativi e zuzzurelloni. Il progetto originale di Zandegù si è talmente trasformato e il lavoro in proprio è diventato talmente dinamico (per non dire delirante, a volte!), che fare pronostici è impossibile tranne che per una cosa: bisogna essere sempre pronti ad adattarsi e cambiare, per non soccombere. E penso che ce la faremo!

 

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