Dalla Pop Art alla Natura Morta: le mostre di settembre a Torino

Cosa non perdersi della programmazione artistica al rientro dalle vacanze, tra musei e gallerie, mostre appena inaugurate o in scadenza. L’elenco è in continuo aggiornamento. 

Riparte la nuova stagione espositiva nel sistema museale e galleristico della città, mentre le mostre estive volgono al termine. Si prospetta un settembre dunque diviso a metà, confidando che nei prossimi mesi il panorama artistico prenderà uno slancio più deciso.

Al Museo Ettore Fico, a partire dal 21 settembre al 10 febbraio 2019, verrà presentata 100%Italia. 

Mostra dedicata agli ultimi cento anni di arte italiana, occasione per evidenziare il ruolo preminente dell’arte italiana che ha saputo segnare profondamente la creatività europea e mondiale. In un momento in cui il valore identitario di una nazione deve essere ripreso, riconfermato e ribadito, non per prevaricare, ma per aiutare la comprensione della storia, 100%Italia vuole fare il punto e riproporre evidenti valori che per un tempo troppo lungo molti critici hanno sottovalutato. Gli artisti considerati come capisaldi della cultura internazionale verranno esposti, ognuno con una o più opere rappresentative del proprio percorso e del periodo storico di appartenenza. Mostra organizzata sugli assi Torino-Biella-Vercelli, offrirà un percorso tematico in ogni sede, affrontando i diversi movimenti che hanno scandito l’ultimo secolo.

Stesso giorno di inaugurazione per CAMERA che presente CAMERA POP. La fotografia della Pop Art di Warhol, Schifano e co.

La mostra ripercorre la storia della trasformazione del documento fotografico in opera d’arte, giunta al culmine negli anni ’60. Fino al 13 gennaio 2019 saranno visibile oltre 150 opere che illustrano la varietà del fenomeno mondiale della Pop Art (clicca qui per visitare il sito di CAMERA)

Tra i protagonisti presenti in mostra si possono citare gli americani Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jim Dine, Ken Heyman, Ed Ruscha, Joe Goode, Ray Johnson, Rosalyn Drexler; gli inglesi Richard Hamilton, Peter Blake, Allen Jones, Joe Tilson, David Hockney, Gerald Laing, Derek Boshier; i tedeschi Sigmar Polke, Wolf Vostell; gli italiani Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Gianni Bertini, Claudio Cintoli, Sebastiano Vassalli e tanti altri.

Restando in ambito fotografico, sono le ultime settimane per assistere a Suggestioni d’Italia – dal Neorealismo al Duemila. Lo sguardo di 14 fotografi preso la GAM, esposta fino al 23 settembre.

Le oltre 100 fotografie raccontano l’Italia attraverso lo sguardo di 14 grandi fotografi, esplorando sia l’architettura che la dimensione umana e sociale dalle Alpi alla Sicilia.

La Reggia di Venaria presenta come sempre un eterogeneo palinsesto espositivo, questo mese in bilico tra motori, mitologia e fotografia.

Nella Citroniera delle Scuerie Juvarriane, la mostra Easy Rider, inaugurata lo scorso luglio e visibile fino al 24 febbraio 2019, racconta la motocicletta, tra stile, velocità, prestazioni e di come ha alimentato diversi miti (dal viaggio alla conquista della libertà) e la cultura (letteratura, cinema, arti visive, fotografia, moda, design, costume e società).

Nelle Sale delle Arti a partire dal 13 settembre fino al 10 marzo 2019, Ercole e il suo mito, le cui opere testimoniano l’enorme fortuna a livello iconografico e narrativo degli episodi della vita di Ercole e insieme il forte fascino della sua immagine nei secoli. La mostra coincide con i lavori di restauro della “Fontana d’Ercole”, fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, dominata dalla Statua dell’Hercole Colosso, la cui riproposizione al pubblico rappresenta una delle fasi conclusive del grande restauro della Venaria.

Nelle Sale dei Paggi, dal 27 settembre al 24 febbraio, la prima retrospettiva di Elliott Erwitt che comprende sia le fotografie in bianco e nero che a colori, per una raccolta di oltre 170 immagini. Il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, la profonda umanità, l’ironia e talvolta la comicità del grande fotografo americano: tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, considerato il “fotografo della commedia umana”.

Fino al 21 ottobre, presso il MAO – Museo di Arte Orientale, Goemon.

Un’immerisone nel personaggio immaginario di Goemon XIII, creato dal mangaka giapponese Monkey Punch (pseudonimo di Kazuhiko Kato) ispirandosi al leggendario bandito vissuto nella seconda metà del Cinquecento che rubava per dare ai poveri  e che ispirò personaggio manga Goemon XIII della serie Arsenio Lupin III.

Sempre al MAO una raffinata serie di scatti dedicati ai nomadi delle regioni dei Monti Zagros in Iran. 

Sviluppati seguendo le rotte dell’Asia centrale, lungo le praterie mongole, fino alla Cina e alla Siberia. Le immagini raccontano storie di famiglie e di tribù, di sforzi collettivi e singole esperienze, feste, momenti di lavoro e di riposo, donne che tessono e cucinano, pascolano le mandrie e cullano i bambini, uomini che cacciano con l’aquila, che si scambiano segni di amicizia, o si occupano con tutta la famiglia degli animali e dei lavori più pesanti. Nomadi dell’Asia sarà esposta dall’8 settembre fino al 14 ottobre.

Presso la BURNING GIRAFFE ART GALLERY, a partire da giovedì 20 settembre, la mostra Nightscapes. Officium, dell’artista e fotografo Ugo Ricciardi.

A un anno e mezzo di distanza dalla sua precedente mostra nello spazio espositivo torinese, Ricciardi ritorna proponendo una nuova serie dei suoi suggestivi paesaggi notturni, in cui il silenzio dei luoghi è interrotto dalla solitaria presenza aliena di disegni di luce che interagiscono con lo spazio naturale, accentuandone la bellezza. Il delicato lirismo invernale delle vallate piemontesi e l’austera arcaicità degli ulivi millenari della Puglia, che componevano la precedente mostra, ora lasciano il posto alle rovine delle architetture religiose magnogreche e celtiche, rispettivamente di Sicilia e Irlanda, catturandone e rinvigorendone l’ancestrale potenza spirituale e mistica.

Una rassegna nata dallo scambio tra la scena artistica e culturale italiana e quella norvegese presentando le nuove tendenze dell’arte contemporanea scandinava presso la galleria Opere Scelte di Torino, che ospita la quinta edizione del progetto. Cold Current – Torino presenta i lavori degli artisti Kay Arne Kirkebø, Lasse Årikstad, Gabriel Johann Kvendseth e Cato Løland, selezionati dalla galleria Opere Scelte fra i meritevoli artisti norvegesi proposti. La mostra sarà visibile fino a sabato 13 ottobre 2018.

In scadenza alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo COMING SOON, mostra che conclude la dodicesima edizione della Residenza per Giovani Curatori Stranieri.

I nove artisti in mostra ricercano le risposte di alcune domande fondamentali che ci interessano direttamente nella società che stiamo vivendo: la percezione del tempo può cambiare in base alla posizione geografica, che uno sia in città, in periferia, oppure su un’isola? In assenza di lavoro salariato, come si può identificare il cosiddetto «lavoro riproduttivo»?  Esposizione visibile fino al 30 settembre.

Alla Fondazione Merz invece ultimi giorni per vedere Mario Merz – Sitin che, nel cinquantenario dei movimenti di contestazione del ’68, fornisce – attraverso una decina di opere realizzate da Merz tra il 1966 e il 1973 – uno spunto di riflessione intorno ad un periodo ricco di fermenti creativi, che ha innescato nuovi processi di trasformazione e che ha rinnovato la visione del futuro.

Martedì 11 settembre alle ore 19:00 viene aperto al pubblico RETROAZIONE – installazione e performance, un progetto multimediale/installazione immersiva dove immagine e suono dialogano con il pubblico in maniera visionaria e coinvolgente.

L’installazione si basa sull’idea di condivisione propria dell’era digitale, i cui strumenti consentono nuove forme e modalità di spartizione di idee, prospettive e contenuti. Un raccoglitore e insieme una vetrina dei materiali ricevuti dal pubblico (filmati in formato verticale standard utilizzato per le dirette Facebook e Instagram), raccolti via internet su un portale appositamente realizzato, che vengono visivamente trasformati da un processo di elaborazione secondo un algoritmo basato sulle leggi che regolano il comportamento dei fluidi in moto in grado di generare una miscelazione dei contenuti. A livello sonoro, invece, l’elaborazione avviene tramite un sistema di tracciamento della quantità del movimento presente nei filmati e guidata da una partitura composta dagli autori.

In occasione dell’opening del 11 settembre in Piazzale Chiribiri alle spalle della fondazione si terrà una performance live dove gli autori della partitura sonora dialogheranno con gli interventi di alcuni artisti coinvolti per l’occasione: MASBEDO (Nicolò Massazza, Milano 1973, Iacopo Bedogni, Sarzana 1970), Daniele Puppi (Pordenone 1970), Alessandro Sciaraffa (Torino 1976). RETROAZIONE resterà in esposizione presso la Fondazione Merz fino al 16 settembre, mantenendo parte del suo animo performativo, data la continua evoluzione generata dai video condivisi dagli spettatori, che renderanno ciascuna esperienza di fruizione unica e irripetibile.

La Merz riparte poi il 29 ottobre con il progetto vincitore della 2° edizione del Mario Merz Prize,  Shkrepëtima di Petrit Halilaj. 

Il suo lavoro si interroga su come si costituisca la memoria collettiva di una comunità e mira ad agire come una scintilla. In lingua albanese il termine Shkrepëtima significa infatti “lampo” e, per estensione, indica un pensiero improvviso e intenso che funziona come attivatore di coscienze, ma richiama anche l’eredità storica dell’omonima rivista culturale multietnica pubblicata a Runik tra gli anni Settanta e Ottanta. La mostra proseguirà fino al 3 febbraio 2019.

Al Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea prosegue fino al 4 novembre la rassegna su Giorgio de Chirico, iniziatore della pittura metafisica, le cui immagini enigmatiche, attraverso una pittura caratterizzata da ombre nette e colori piatti, rimandano alla sospensione del tempo, all’immobilità, alla fragilità della coscienza, all’inesprimibile e allo smarrimento che sono grammatica dei sogni, cifra stilistica originale che è esito della profonda cultura filosofica, letteraria e figurativa dell’artista.

Contemporaneamente, a partire dal 18 settembre e fino al 6 gennaio, Nalini Malani: La rivolta dei morti. Retrospettiva 1969 – 2018. Parte II, mostra che copre quasi cinquant’anni di carriera artistica articolata in due parti, ciascuna delle quali comprende una differente selezione di opere. Dopo la prima parte, allestita al Centre Pompidou nell’autunno del 2017, la seconda parte della retrospettiva esordisce al Castello di Rivoli.

Bestiario Amoroso e Natura Morta ai Musei Reali

In scadenza ai Musei Reali due mostre: il 23 settembre i Frammenti di un Bestiario Amoroso di Marilaide Ghigliano, fotoreporter particolarmente attenta ai sentimenti, qui incentrati sull’importanza degli animali nella vita dell’uomo e sul legame affettivo che ne scaturisce, tema particolarmente attuale ma documentato nelle arti figurative sin dai tempi più antichi. L’esposizione presenta quarantasei fotografie scattate dal 1974 al 2010 in diversi paesi dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, immagini che hanno per protagonisti, assieme alle persone, cani, gatti, asini, oche, colombe, cavalli, mucche. I soggetti, dai quali la fotografa sembra ogni volta sorpresa e conquistata, sono catturati dal teleobbiettivo con discrezione, senza messa in posa.

Il 30 settembre si conclude invece Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya, una mostra di pittura rara e preziosa, dedicata al genere della natura morta, che nasce dalla collaborazione con Bozar – Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e che si avvale della partnership con Intesa Sanpaolo. Intorno alle prove di grandi artisti come Sánchez Cotán, Juan de Zurbarán, Meléndez e Goya, la mostra traccia il percorso di sviluppo di questo genere su due secoli di produzione. Dalla silente concentrazione delle tele del Seicento, con l’indagine accurata e preziosa degli oggetti della vita quotidiana e della natura, attraverso le trionfanti composizioni barocche, ricche di decorazioni floreali e intrise di significati simbolici, si arriva all’età delle accademie e alla consacrazione del genere all’interno dei canoni artistici.

OGR e PAV

Si conclude il 30 settembre alle OGR – Officine Grandi Riparazioni Forgive me, distant wars, for bringing flowers home, un percorso espositivo che cerca di dare una chiave di lettura alla pratica artistica di Ramin, Rokni ed Hesam,concentrandosi sulle loro metodologie di lavoro e sul processo di realizzazione e di comunicazione delle opere. Dall’intreccio dei loro dialoghi con quelli di altri artisti, amici e collaboratori – tra cui il direttore di scena Joan Baixas, l’ingegnere robotico John Cole, l’artista di comunità Niyaz Azadikhah, e lo scrittore e produttore Mandana Mohit – è emerso un linguaggio personale che ha permesso ai tre artisti di presentare, all’interno del proprio processo creativo, diversi livelli di contenuto e struttura.

Dal 13 settembre al 20 ottobre presso il Binario 2 “Dancing is what we make of falling”, una mostra in cui video di artisti di provenienze e generazioni diverse si sommano, in un racconto a più voci, e con più registri. Sei appuntamenti serali scandiscono la mostra, presentando ogni settimana un nuovo lavoro grazie agli interventi di ricercatori, artisti e collaboratori. Ogni evento vuole essere un’occasione di incontro e riflessione condivisa coi partecipanti, trasformando lo spazio di mostra in uno luogo di ritrovo e dibattito critico. La mostra è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link seguente:  www.ogrtorino.it/events/dancing-is-what-we-make-of-falling

Presso il PAV – Parco d’Arte Vivente inaugura il 14 settembre alle 18:00 Teatrum Botanicum, terza edizione del festival dedicato ad artisti e curatori emergenti la cui indagine si colloca nello spazio interstiziale tra pratiche e riflessioni artistiche ed ecologiche proprie del centro d’arte contemporanea. Nel corso delle due giornate del festival, si giocherà a stare in un territorio liminale tra la dimensione espositiva e quella performativa, a creare fratture tra l’attraversamento dello spazio tipico di una mostra e la calendarizzazione di interventi time-based, tra rimandi e slittamenti dinamici di tempi e luoghi, tra un intervento e l’altro. Le proposte degli artisti invitati verranno messe in costante relazione, ora tramite piccole stratificazioni, ora tramite meccanismi che ricordano quello della staffetta. Fino al 16 settembre.

Presso il Mucho Mas di c.so Brescia la personale di Achille Filipponi, artista torinese classe 1981, “Anche queste fidate cose ti saranno in eterno ignote”, in apertura il 19 settembre alle 18:30. ‘Anche queste fidate cose ti saranno in eterno ignote’ di Achille Filipponi è un’indagine sul solco invalicabile tra il fotografico e il reale. Le immagini marcano una distanza, parlano di una restituzione impossibile che la fotografia tenta di completare ogni volta rispetto all’accaduto, senza poter riuscire. Ciò che vediamo è frutto di un atto fotografico ridotto ai suoi minimi termini, un ‘grande altro’ autonomo che in questo caso, come nel verso di Ernst Meister, non riconcilia ma allontana.

Al Quartz Studio la prima personale di Riccardo Previdi (Milano, 1974) a Torino, The Bubble Boy (Needs a Hug). Il titolo della mostra è dedicato a David Vetter, nato con una grave immunodeficienza genetica che gli impediva di avere contatti con ciò che lo circondava, costringendolo a vivere in una bolla di plastica per essere protetto da eventuali contagi e diventando così una celebrità: fotografi, serie televisive e registi tradussero in immagini la vicenda di David, emblema di un mondo che va sempre più affidandosi alla tecnologia come scudo difensivo e protettivo.

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Da Comodo 64 il 20 settembre inaugura il Bestiario di Andrea Villa, dove l’artista rielabora fotografie raccolte da diversi account Instagram per creare una serie infinita di animali e immagini iconiche e surreali. Andrea Villa, l’artista che non c’è, affigge i suoi manifesti per le strade di Torino e di Milano. Utilizza riferimenti a grandi opere d’arte del passato e del presente per creare campagne pubblicitarie che non vendono prodotti, bensì idee.

In c.so Bramante 40, MurArte organizza NOTTURNA, una Graffiti e Street-art Convention la cui curatela è stata affidata ad un’iscritta al progetto: Stefania Gallina, illustratrice presso Mapu lab – Creative Lab, e componente dell’associazione culturale Il cerchio e le gocce. Il tema dell’intervento è “la Notte”, sul quale gli artisti si cimenteranno con opere di figurativo, nei giorni del 14, 15 e 16 Settembre 2018, dalle 10:30 alle 19:00. C’è ancora la possibilità di parteciparvi scrivendo a info@monkeysevolution.org.

Dal 12 al 28 settembre presso il Circolo del Design sarà esposto in mostra il progetto ModArte, ideato e promosso da Confartigianato Torino con il sostegno della Camera di commercio di Torino. Il progetto è rivolto alla valorizzazione delle imprese del territorio che operano nel settore della moda, con la finalità di rappresentare i valori più alti dello stile locale, sviluppare e accrescere la cultura della sartoria nelle sue molteplici e affascinanti sfaccettature. 12 sono le sartorie che hanno partecipato all’iniziativa, creando per l’occasione un abito frutto di una rivisitazione in chiave moderna di figurini risalenti agli anni 40-50 selezionati dall’archivio storico del Fondazione e Museo del Tessile di Chieri.

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Sabato 15 settembre alle ore 18 presso Palazzo Falletti di Barolo inaugura la mostra “Trac(c)e”, ultima tappa della terza edizione del progetto Metropolitan Art, realizzato da Stalker Teatro con la collaborazione del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, promosso dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, che ha avuto precedenti fasi di svolgimento nei workshop (novembre 2017 – maggio 2018) e nei sei percorsi turistico-culturali del mese di giugno 2018. Fra le installazioni/performance, alcune creazioni realizzate con i partecipanti ai workshop, opere visive che partono da pannelli pittorici e da multipli di oggetti quotidiani, ed un nuovo ciclo di quadri a olio aperti alla fruizione attiva. La mostra è arricchita da diversi contributi fotografici che hanno documentato le attività della terza edizione del progetto, al Castello di Rivoli, alla GAM, alla Reggia di Venaria e alle Officine CAOS. La mostra sarà aperta al pubblico a ingresso libero da martedì 18 settembre a domenica 7 ottobre con i seguenti orari: dal martedì al venerdì, dalle h 10 alle 12,30 e dalle h 15 alle 17,30; sabato e domenica dalle h 15 alle 18,30.

Ricco programma per sabato 15 settembre al MAU, in Borgo Campidoglio, per la ripresa stagionale. Alle 19.30 ritorna con un nuovo spettacolo “The Naked Thereminist” (Il Thereminista Nudo), il progetto che ibrida Arte, Rock, Theremin e Fumetto al servizio della divulgazione scientifica, ponendo di volta in volta l’attenzione su un grande scienziato del passato. Questa volta, insieme a Sara Palmieri, ballerina e belly dancer professionista, ci porterà in un viaggio in Arabia, dedicato al grande innovatore e inventore Al-Jazari, a cavallo delle note del Theremin, il primo strumento elettronico mai costruito, e i veli e le movenze esotiche della danza del ventre. Dalle 18.00 presso la Casa di Fabio Roncarolo in via Rivara 37 avverrà la presentazione ufficiale dell’ultima opera prodotta dal Museo d’Arte Urbana, realizzata da Corn 79. In via Rocciamelone 7 Casad’art&Cresciani presenta il progetto PANDORA BOX (ossia l’uso della vetrina come dispositivo per promuovere studi, ricerche e ipotesi sull’arte visiva).

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Il soffio del silenzio sulla terra di Silvia Leveroni Calvi, a cura di Paola Stroppiana, inaugura il 13 settembre 2018 alla galleria Febo e Dafne. La galleria presenta per la seconda volta l’artista dopo il successo della sua mostra di debutto a Torino nel 2016. L’amore per la natura è una costante del percorso artistico della Leveroni Calvi che, prima di dedicarsi completamente alla sua produzione artistica, si era laureata a Torino in scienze agrarie. Una poetica che riversa, oltre che nei soggetti, anche nelle scelte delle tecniche artistiche: pigmenti naturali, gessi, oli, lino e tele naturali. Come in un procedimento alchemico, l’artista traduce le tecniche dell’affresco trasponendole su tele di lino o tavole di legno.

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La stagione espositiva della galleria Raffaella De Chirico inizia il 20 settembre alle 18:30 con una collettiva dedicata al rilievo e alla materia in tal senso declinata, che proseguirà fino al 27 ottobreQuindici artisti con ricerche e percorsi differenti in dialogo tra loro, eterogenei seppur legati dalla sperimentazione per i materiali che diventano aggettanti, oltrepassando e superando la superficie. I protagonisti saranno César, Claudio Cintoli, Claudio Costa, Mattia Ferretti, Raffaella Formenti, Lorenzo Guerrini, Maurice Henry, Jiří Kolář, Maurice Lemaitre, Edgardo Mannucci, Louise Nevelson, Pino Pascali, Ralph Rumney, Cristina Swan, Wolf Vostell.

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