[INTERVISTA] Luciano Morciano: In Da (Jazz) Club

La recente analisi di mercato condotta dalla crew di “Io sono la musica che ascolto” e presentata nell’orbita di TOdays Festival ha palesato come il jazz sia uno dei generi più suonati a Torino. Tra gli altri, merito anche e soprattutto del Jazz Club di Piazza Valdo Fusi. 

Abbiamo intervistato Luciano Morciano, dj resident in quest’oasi jazz in pieno centro, per capire che direzione prenderanno le sue selezioni settimanali e come sarà il 2019 targato Jazz Club.

 

Ricomincia la stagione del Jazz Club: cosa dobbiamo aspettarci dal 2019? 
Il Jazz Club riapre le porte alla città con la sua formula vincente: la miglior musica live della tradizione afroamericana con la scena jazz torinese schierata in prima fila e grandi ospiti internazionali che, al momento, non posso svelare. È già partito, invece, l’appuntamento mensile curato dal Marco Betti Trio: “A Night With The Jazz Giants”. Inoltre, parallelalmente ai concerti, le jam session e i djset, sarà presente un rinnovato cocktail bar.
Sarai uno dei pochi resident dj in città: come cambia il tuo modo di lavorare/selezionare quanto “hai la chiavi di casa”?
Essere resident in un club noto in città, che già offre cinque serate a settimana di musica live di alto livello, è una sfida continua che viaggia su due binari:  da un lato abbiamo un marchio di fabbrica chiaro e preciso, il sound del sabato sera, che spazia  dalla soulful house, all’hip hop delle origini, passando per l’acid jazz anni ’90 e il ritorno del nuovo funk, dall’altro c’è un lavoro di ricerca constante atto a stupire un pubblico che vuole scoprire, oggi, quali sono le nuove direzioni intraprese dalla black music in generale: Andersoon Paak, Childish Gambino e Kamasi Washington sono solo gli esempi più noti di una tradizione americana che, rispettosa del passato, ha sempre il coraggio di guardare avanti.
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Quali progetti porti avanti parallelamente e/o, magari, confluiscono in qualche modo anche al Jazz Club?
Sono entrato nell’ambiente grazie alle attività dell’associazione Afrobeatorino, dalla quale è nata la nota Jam Session In Da Funk, la domenica di jam tutta funk che, ogni volta al Jazz Club, registra il tutto esaurito. Su questo versante, una volta al mese, continuerò le aperture e le chiusure di quest’evento, al quale sono profondamente legato.
Parallelamente continuo il mio lavoro di ricerca sulla scena elettronica africana attuale: all’Africa spesso associamo la musica di balli tradizionali e dei riti tribali ma il continente nero dialoga benissimo con il tempo che cambia. Non solo Fela Kuti e Mulatu Astatke (che hanno riportato in Africa il jazz) ma progetti come Afriquoi e Mbongwana Star, per esempio, sono la dimostrazione che si può parlare di una scena africana contemporanea. Infine, con la collaborazione di alcuni musicisti del blues torinese, stiamo lavorando alla realizzazione delle prime one-night electro blues in città.
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Parentesi “local”: come vivi Piazzale Valdo Fusi? Tra Baladin e Jazz Club c’è un bel potenziale, no? Recentemente la piazza è stata anche la casa-madre della Torino Fashion Week…
Piazza Valdo Fusi è un cortocircuito all’interno della Torino storica, dei tram e degli aperitivi sotto i portici. Una depressione urbana che eleva quel frammento di città alla dimensione di paese. Si scende per entrare nel Jazz Club della città, si scende per prendere una birra da Baladin, si scende per rimanere incantati dal loop visivo degli skater sulle rampe. La Torino Fashion Week, l’Open Baladin e il festival Maze dimostrano, anche grazie alla composizione di questa piazza, come è possibile portare avanti progetti di tendenza e di cultura senza cadere, per forza, nel tritacarne del maxi evento, dell’hype a tutti i costi.
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Chiudiamo col classico giochino: dacci 3 canzoni per entrare nel mood dei tuoi dj set al Jazz Club.
Il nuovo sabato sera si chiamerà Morciano In Da Club. Ecco il tris, per capire, fin da subito, quale sarà il mood della serata:
 

Ziggy Phunk – Fabulous Boogie

GABIN – Boomerang
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Anita O’Day – Sing, Sing, Sing (RSL Remix)

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