Brian Jonestown Massacre: portare lo spirito in un’altra dimensione

Grazie a DNA Concerti, la storica band americana fa tappa in Italia (al Santeria di Milano e al Bronson di Ravenna) per presentare al pubblico non uno, bensì due nuovi lavori.  


_di Filippo Santin

Pochi gruppi, nel panorama odierno, possono vantare l’aura di culto che circonda i Brian Jonestown Massacre, con le loro canzoni capaci di portare lo spirito in un’altra dimensione, e quelle leggende metropolitane che ne raccontano a sprazzi la biografia turbolenta. Nati nel 1990 a San Francisco, città storicamente culla della cultura alternativa, nell’arco di quasi trent’anni sono passati attraverso una quantità infinita di influenze: dal rock psichedelico allo shoegaze, dal folk all’elettronica e così via, mantenendo sempre una profonda credibilità. Il merito è soprattutto di Anton Newcombe, leader della band, che incarna – o almeno incarnava, per quanto riguarda gli eccessi – la tipica figura del genio sregolato.

Per averne un’idea basta vederlo in azione in “Dig!”, bel documentario del 2004 – anche se lui stesso si è distanziato dalla figura che qui traspare – il quale ne segue le gesta dalla fine degli anni Novanta, e mostra un personaggio carismatico, lontano dalle dinamiche dello show business, sempre pronto a captare qualsiasi fonte di ispirazione per la sua musica, ma anche fragile e volubile, tant’è che buona parte della fama raggiunta ai tempi dalla band riguardava risse sul palco, festini a base di droga e alcol, e tutto ciò che ne deriva. Questo però non ha mai fermato del tutto la band, e in particolare Newcombe, dal produrre musica. Anzi, i dischi pubblicati sono un’infinità – diciotto, senza contare EP o progetti paralleli – tre addirittura soltanto nel 1996.

Oggi invece, nel 2018, lasciato alle spalle un passato fin troppo edonista e autodistruttivo da rockstar dell’underground, la band si appresta a farci conoscere due nuovi album: il primo, “Something Else”, che possiamo già ascoltare da giugno, ed un secondo invece pronto per settembre. Sempre in questo mese i BJM porteranno i loro ultimi lavori in tour, toccando il suolo italiano per il live del 27 settembre al Santeria di Milano e per quello del 28 al Bronson di Ravenna, grazie all’organizzazione di DNA concerti.  Come in dei raduni “spirituali”, potrete così trascendere voi stessi, grazie a canzoni eteree tipo “Anemone” o “Pish”, capaci di farvi levitare e volare nel cielo alla stregua di novelli “Drugo” Lebowski. Ma soprattutto, avrete l’occasione di vedere da vicino cosa significa oggigiorno fare musica per passione, in maniera pura.

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Foto di copertina by Marcos Manrique

 

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