MITO Settembre Musica 2018: una danza di note tra Torino e Milano

125 concerti originali nelle due città, ispirati alla danza. Un tema che permette di ripercorrere la storia della grande musica e di svelare l’intima relazione tra due diverse arti. 

Torino – Milano, dal 3 al 19 settembre 2018. È d e d i c a t a a l l a danza l ‘ e d i z i o n e 2018 d e l Festival MITO SettembreMusica, che per il dodicesimo anno unisce Milano e Torino nel segno della grande musica.

Danza che da sempre feconda l’arte dei suoni, anche quella dove il movimento non si vede, perché nascosto tra le pieghe più intime del pensiero musicale. Ecco quindi che la rassegna – in programma dal 3 al 19 settembre – diventa un’occasione per svelare le diverse espressioni della relazione tra le due arti, dalle danze rinascimentali e barocche alle loro reinvenzioni da parte dei compositori di oggi, dalle manifestazioni più concrete di tipologie di danze note a tutti – come il tango o il valzer – alle sublimazioni dell’arte coreutica in forma puramente concertistica.

Grandi direttori come Myung-whun Chung, Gianandrea Noseda, Marin Alsop, Vasily Petrenko, Vladimir Fedoseyev e Stanislav Kochanovsky. 

Tra i solisti Martha Argerich, Julia Fischer, Enrico Dindo, Ilya Gringolts, Xavier De Maistre, Chloë Hanslip ed Evelyn Glennie. 

Tra le formazioni ospiti la Royal Philharmonic Orchestra, protagonista dei concerti inaugurali, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica della Scala e quella del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra Verdi di Milano e il Kronos Quartet.

Una prima esecuzione assoluta, 6 prime italiane e 30 trascrizioni anch’esse mai ascoltate prima in Italia.

Uno spettacolo di danza nuovo, realizzato con Torinodanza, MILANoLTRE e Aterballetto. 

Confermati i concerti gratuiti, gli appuntamenti dedicati ai più piccoli e le introduzioni all’ascolto. 

Senza tralasciare le tematiche di fondo di MITO hanno portato la musica in ogni angolo di Milano e Torino mostrando come questa forma d’arte e civiltà possa indicare nuove soluzioni di convivenza, di fruizione del territorio, di dialogo.

Martha Argerich

La medesima vocazione civile e culturale torna a concretizzarsi nell’ormai
consueto spirito interdisciplinare, associandosi quest’anno alla danza (ma
anche al ballo, al ritmo corporeo, al moto armonicamente organizzato dei
corpi), per un connubio che, ne siamo certi, “muoverà” decine di migliaia di
cittadini e turisti verso le diverse sedi dei tanti appuntamenti in programma.
MITO 2018 sarà quindi una grande e caleidoscopica Suite in cui le forme di
danza del passato e del presente torneranno a essere metafora sociale,
fonte d’ispirazione, motivo di confronto, di scoperta (tanto dei celebri luoghi
di spettacolo quanto di più inconsueti spazi urbani), d’incontro e crescita
collettiva intorno ai valori della diversità».

In calendario 125 concerti – 63 a Torino e 62 a Milano – tutti con
programmi appositamente ideati e proposti da alcuni dei più importanti
musicisti del panorama internazionale, alternati alle forze musicali torinesi e
milanesi di maggior prestigio. Particolarmente apprezzate negli anni scorsi,
sono confermate le introduzioni all’ascolto – quest’anno affidate a Gaia
Varon e Luigi Marzola a Milano, e a Stefano Catucci e Carlo Pavese a
Torino – per offrire al pubblico il piacere di una comprensione più profonda
delle musiche proposte.

I prezzi dei biglietti per i concerti a pagamento
sono gli stessi sia a Torino sia a Milano, e rimangono particolarmente
contenuti. I concerti pomeridiani sono proposti gratuitamente o a 5 euro;
stesso costo per i biglietti degli spettacoli per bambini e per tutti i ragazzi
sotto i quattordici anni. I biglietti per i concerti serali vanno da 10 a 30 euro,
mentre quelli per i concerti diffusi nel territorio metropolitano costano 3
euro.

«La danza ha da sempre rappresentato una fonte di ispirazione per i
compositori – spiega il direttore artistico Nicola Campogrande – perché
nelle sue forme, nelle sue strutture, si trova esplicitato in forma fisica ciò
che il pensiero musicale disegna nel tempo. Dal medioevo a oggi, non c’è
stata epoca che si sia privata del piacere di comporre, eseguire e ascoltare
musica in vario modo ispirata alla danza; e il fatto che questa si appoggi
volentieri su moduli regolari, ripetuti, è stato uno stimolo formidabile per la
creazione musicale, che si trattasse di assecondarli (dal Duecento a
Čajkovskij) o di tradirli (come fece Stravinskij). Per questo, i musicisti
invitati a MITO hanno accolto con entusiasmo il mio invito a costruire
programmi originali, declinando il tema della danza in modo fantasioso, tra
capolavori e chicche da riscoprire».

«Quest’anno sono 16 giorni di musica in ognuna delle due città – osserva
la Presidente Anna Gastel – 125 concerti pensati per un pubblico che, pur
non rinunciando alla qualità dell’esecuzione, potrà gioire di una vera festa
della musica “popolare”, ossia davvero accessibile a tutti. A partire dal
prezzo dei biglietti fino alla conoscenza e fruibilità di luoghi “altri” e diversi
nei quali si suonerà: non solo conservatori o teatri e non solo zone centrali
di Milano o Torino, ma in ogni punto della città. Concerti al pomeriggio, alla
sera, ad ore diverse, durante i weekend soprattutto per gli spettacoli
dedicati ai bambini».

Il direttore artistico Nicola Campogrande

La serata d’apertura del festival, lunedì 3 settembre al Teatro Regio di
Torino e martedì 4 al Teatro alla Scala di Milano, è affidata alla Royal
Philharmonic Orchestra guidata dalla direttrice d’orchestra americana
Marin Alsop, con la partecipazione di una star del violinismo internazionale
come Julia Fischer. Il concerto, intitolato BALLETTI RUSSI, introduce il
tema del festival proponendo le pagine di compositori russi di tre
generazioni differenti: da Čajkovskij, che ha in mente i suoi balletti quando
scrive il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35, a
Stravinskij, che destina alla danza il suo primo capolavoro, L’oiseau de feu,
fino a Victoria Borisova-Ollas, che ha orchestrato Träumerei di Schumann
sfruttando la tavolozza timbrica del presente. Il brano, presentato in prima
esecuzione italiana, rispetta la tradizione di MITO di offrire una pagina
inedita nella serata inaugurale.

Il programma del Festival percorre anche quest’anno un arco temporale
molto ampio: dalla musica del Due e Trecento a Bach e Zelenka, da
Boccherini a Beethoven e Brahms, fino al Novecento di Gershwin e
Bernstein, per arrivare ad oggi, con brani di 140 compositori viventi, tra
i quali John Adams, Ola Gjeilo, Ivo Antognini, Javier Busto, Michael
Daugherty, Jaakko Mäntijärvi, Steve Reich e Omar Suleyman. Molte poi le
prime esecuzioni italiane, come quelle dei brani di Victoria Borisova-Ollas,
Osvaldo Golijov, Guillaume Connesson, Diego Collatti, Christian Mason ed
Ellington Gomes. All’ampiezza cronologica corrisponde un’altrettanto
grande varietà geografica e stilistica: basti pensare agli arrangiamenti in
stile folk-barocco di musiche tradizionali irlandesi, svedesi e finlandesi; al
flamenco e alle nacchere di una leggenda vivente come Lucero Tena; al
tango secondo Piazzolla, Gardel o Stravinskij; al valzer di Johann Strauss,
ripensato da Richard Strauss e da Ravel; fino alla musica gitana.

Per declinare in modo ancora più efficace il tema dell’edizione 2018, e
ampliando la tradizionale e feconda collaborazione con Torinodanza,
MITO, stringe quest’anno per la prima volta un’alleanza artistica e
produttiva con il festival MILANoLTRE. In cartellone si trova così uno
spettacolo di danza del tutto nuovo, realizzato grazie alla collaborazione di
Aterballetto.

Su commissione dei 3 festival nasce quindi Domus Aurea: il
compositore Giorgio Colombo Taccani ha realizzato una trascrizione
originale di alcune Suites di Bach che verrà eseguita dal vivo dall’ensemble
Sentieri selvaggi; e su questa Diego Tortelli ha sviluppato la coreografia.
Completa il programma della serata Sarabande di Jiří Kylián, anch’essa su
musiche di Bach, questa volta rielaborate elettronicamente.
Ricchissime di spunti e legami con la danza sono anche le pagine di
Beethoven e di Stravinskij affidate all’archetto del violinista Ilya Gringolts;
fu addirittura definita “l’apoteosi della danza” la Settima Sinfonia di
Beethoven interpretata da Myung-whun Chung e dalla Filarmonica della
Scala; attinge direttamente al folclore iberico e ai ritmi jazzistici il Concerto
in sol di Ravel proposto dalla pianista cinese Zee Zee, rivelazione della
scorsa edizione di MITO, con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali; dal jazz si
passa al rock reinventato per quartetto d’archi con il Kronos Quartet; e la
danza si fa gesto con la percussionista Evelyn Glennie che disegna con il
movimento la musica che non riesce a percepire con le orecchie.

Tra i solisti ospiti di MITO spicca la presenza di due grandi signore del
pianoforte: Martha Argerich, che propone il Concerto di Schumann del
quale è interprete di assoluto riferimento, ed Elisso Virsaladze, che con
l’Orchestra del Regio di Torino e Vasily Petrenko propone il concerto di
Čajkovskij, brano icona del romanticismo e precursore delle tanti capolavori
coreutici che hanno reso celebre il suo autore.

MITO propone anche rare pagine del repertorio sacro come la “Missa
Galeazescha” di Loyset Compère, a Milano con Odhecaton, o ancora la
ricostruzione di un vero e proprio Vespro di inizio Settecento affidata
all’Academia Montis Regalis diretta da Alessandro De Marchi. La
“Messa del Granduca” di Tarquinio Merula, diretta da Giovanni Acciai, e la
Missa Omnium Sanctorum di Jan Zelenka, proposta nell’edizione critica
appena pubblicata, saranno al centro delle due celebrazioni liturgiche
cantate proposte a Milano nella Chiesa di San Marco e nella Basilica di
Sant’Ambrogio.

Come in passato, la programmazione destinata ai bambini e ai ragazzi
continua a proporre, nei fine settimana, occasioni per scoprire modi poco
consueti di fare musica e teatro musicale. Si susseguono, quindi, uno
spettacolo proveniente dal Lussemburgo (DRUMBLEBEE, con quattro
esploratori-percussionisti che tentano di staccare la luna dal cielo); un
lavoro commissionato da MITO (UN VIAGGIO A PIEDI NUDI); e a un
debutto italiano (I LOVE YOU TOSCA: l’opera di Puccini riletta per bambini
e ragazzi). Tutti scelti con lo scopo di far vivere l’esperienza musicale in
modo appassionante e sorprendente, evitando qualunque forma di
didascalismo o di didattica sotterranea.

Fra gli appuntamenti più attesi di MITO, sabato 8 settembre a Milano e
domenica 9 settembre a Torino, c’è il Giorno dei cori. Cantare in coro fa
bene al cuore e alla mente, come ama ripetere il direttore artistico Nicola
Campogrande, e la proposta si delinea di anno in anno con novità legate ai
programmi e ai partecipanti. Nel 2018 i cori sono quindici, non solo italiani e
distribuiti in dieci concerti; tutti i cantori si riuniranno poi a fine giornata per
cantare insieme al pubblico e al Coro Giovanile Italiano diretto da Gary
Graden in MITO Open Singing. La serata sarà programmata in due nuove
sedi, nella Sala Verdi del Conservatorio a Milano e alle Officine Grandi
Riparazioni di Torino, dove saranno distribuiti gratuitamente i fascicoli con
le partiture.

Esclusivamente milanese è il concerto ESPLOSIONI, che vede protagonisti
i ragazzi dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretti da
Vladimir Fedoseyev con la giovane violoncellista Miriam Prandi. Così
come esclusivamente torinese è la serata VALZER, con la Filarmonica del
Teatro Regio di Torino diretta da Gianandrea Noseda, che propone la
prima esecuzione italiana dei Valses nobles et sentimentales di Ravel
dell’Urtext curato da Jean François Monnard.
Il Festival si chiuderà a Torino (Auditorium Rai) il 18 e a Milano (Teatro Dal
Verme) il 19 settembre con il concerto intitolato ALTRE DANZE,
protagonisti l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da
Stanislav Kochanovsky ed Enrico Dindo al violoncello. Il programma si
apre con la prima esecuzione italiana di Azul, folgorante brano composto
dall’argentino Osvaldo Golijov come una sorta di Ciaccona del XXI secolo,
ispirata a Couperin, che viene accostato alla Sinfonia n. 4 di Brahms,
anch’essa contenente nell’ultimo movimento la stessa struttura di danza
cinquecentesca.

La programmazione di MITO testimonia il suo essere un festival diffuso in
tutta l’area metropolitana, dal centro città ai nuovi centri pulsanti; alcuni
degli stessi artisti che si esibiscono nelle sale storiche, come Vittorio
Ghielmi con la sua viola da gamba e la pianista Zee Zee, saranno infatti
protagonisti degli appuntamenti nei nuovi quartieri.
Il Festival, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività
culturali e del turismo, è realizzato da Fondazione per la Cultura di
Torino e I Pomeriggi Musicali di Milano grazie all’impegno economico
delle due Città, e al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che
ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, con il sostegno di
Compagnia di San Paolo, e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di
Milano.

Zee Zee

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