Gli Alice in Chains, leggende del rock anni ’90, fanno tappa al Carroponte di Milano

A breve distanza dal tour dei Pearl Jam che ha toccato il nostro paese, arriva in Italia un’altra delle band storiche della scena di Seattle. In apertura spazio all’hard-rock dei Rival Sons, quartetto californiano  che aggiorna la lezione degli Zeppelin 


_di Filippo Santin

Il grunge – “etichetta musicale” affibbiata dai media, mai troppo amata dai suoi principali interpreti – è sempre stato contraddistinto da una forte componente drammatica, quasi esistenzialista. Finiti gli anni Ottanta, con il loro carico di edonismo capitalista, sono pian piano emerse le inquietudini di una generazione nel caos, senza mire da yuppie, e così la scena rock di Seattle ha messo in musica tutto il disagio giovanile che si respirava all’epoca. Insieme a gruppi come Nirvana o Soundgarden, tra i più rappresentativi trovavamo anche gli Alice in Chains. Guidati dalla figura malinconica e carismatica di Layne Staley, hanno trovato il successo nei primi anni Novanta con dischi come “Facelift” e “Dirt”, dalle sonorità più vicine al metal rispetto ad altri gruppi della scena grunge. Purtroppo però, al pari di Kurt Cobain e Chris Cornell, anche Layne ha dovuto combattere a lungo con i suoi demoni interiori, senza alla fine uscirne vincitore.

Rock group Alice in Chains. Left to right Jerry Cantrell, guitar; Layne Staley, vocals, Michael Starr, bass and Sean Kinney in Hollywood for rehearsal July 1991. (Photo by Al Seib/Los Angeles Times via Getty Images)

In seguito alla sua scomparsa nel 2002, tuttavia, gli Alice in Chains non hanno smesso di esistere. Sono tornati infatti qualche anno dopo con un nuovo cantante, William DuVall, che ha avuto il difficile compito di raccogliere l’eredità ingombrante di Staley. Nel 2009 esce il primo disco della nuova formazione, “Black Gives Way to Blue”, che ottiene un ottimo riscontro di critica e di vendite. Viene seguito poi nel 2013 da “The Devil Put Dinosaurs Here”, in attesa quest’anno della pubblicazione di “Rainier Fog”. Se volete allora sentire da vicino l’inquietudine di cui sono intrise canzoni come “Would” o “Man in the Box”, vi basterà presentarvi al Carroponte, martedì 10 luglio. Un’inquietudine questa che, in una società piena di nevrosi proprio come trent’anni fa, risulta ancora attuale.

Massima allerta, in apertura, per il rock alla nitroglicerina dei Rival Sons.

 

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