Manifesta 2018: la prestigiosa biennale “itinerante” di arte contemporanea approda a Palermo

A Palermo, già Capitale Italiana della Cultura, approda la dodicesima edizione di Manifesta, biennale nomade europea di arte contemporanea, acquisendo un ruolo di riferimento come capitale delle culture e dell’incontro fra culture. 

Manifesta 12,  apre al pubblico dal 16 giugno al 4 novembre a Palermo, in venti sedi della città, presentando i lavori di circa 50 artisti e collettivi.

Il sistema diffuso di mostre, tra installazioni, video, performance, interventi urbani e progetti letterari compone Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza, messo a punto dai Creative Mediator di Manifesta 12 Bregtje van der Haak, giornalista e film maker olandese, Andrés Jaque, architetto e ricercatore spagnolo, Ippolito Pestellini Laparelli, architetto nato in Sicilia partner dello studio OMA di Rotterdam e Mirjam Varadinis, curatrice svizzera di arti visive.

Fondata nel 1993 dalla storica dell’arte Hedwig Fijen, che ancora oggi la dirige, la biennale nomade europea, promossa dal Comune di Palermo nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura, presenta circa 50 progetti artistici di cui 35 nuove opere appositamente commissionate, non soltanto ad artisti nel senso tradizionale del termine, ma scrittori, architetti e registi, invitati nei mesi scorsi a  condurre  ricerche  sul  campo e  a  sviluppare  nuovi  progetti  lavorando  a  stretto  contatto  con art  producer, operatori locali e associazioni del territorio.

Il progetto curatoriale Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza parte dal sincretismo culturale insito nella natura, nella storia e nella contemporaneità di Palermo rifacendosi alla metafora botanica del paesaggista e filosofo Gilles Clément, il quale rapporta il mondo in cui viviamo a un giardino di cui l’uomo deve prendersi cura. Il progetto si ispira al quadro Veduta di Palermo, del paesaggista siciliano Francesco Lo Jacono, quadro esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, in cui si evince come nessuno degli elementi naturali sia indigeno, in virtù della coesistenza di specie diverse. I progetti artistici sono pensati come risposta critica alle più urgenti problematiche della contemporaneità, con una particolare attenzione alle tematiche legate alla mobilità internazionale e ai flussi migratori.

Il Giardino Planetario si compone di tre sezioni: ‘Garden  of  Flows’ esplora il concetto di tossicità, la vita delle piante e la botanica in relazione alle risorse del pianeta e al bene comune globale; ‘Out of Control Room’ ha come obiettivo quello di restituire tangibilità alle reti invisibili nel regime dei flussi digitali; infine, ‘City  on  Stage’ punta ad abbracciare la natura stratificata di Palermo e incoraggiare una comprensione critica di diversi aspetti della vita contemporanea in città.

Costa Sud

Le tre sezioni si articolano non in sedi artistiche convenzionali o istituzionali, come gallerie o musei, ma in luoghi iconici, e in parte inediti come spazi espositivi.

L’Orto Botanico, Palazzo Butera, Volpe Astuta, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e Giardino dei Giusti per ‘Garden of Flows’; Palazzo Ajutamicristo, Palazzo Forcella De Seta, Casa del Mutilato, Palazzo Trinacria per ‘Out of Control Room’; Palazzo Costantino, Oratorio della Madonna dei Peccatori Pentiti, Oratorio di San Lorenzo, Teatro Garibaldi, Chiesa SS. Euno e Giuliano, Fondazione “Casa Lavoro e Preghiera” Istituto Padre Messina, Costa Sud, Zen 2, e Pizzo Sella per ‘City on Stage’.

L’Orto Botanico ospita l’erbario siciliano ideale del colombiano Alberto Baraya, l’orto sperimentale del toscano Leone Contini, la collezione di disegni della nigeriana Toyin Ojin Odutola, la rappresentazione della svedese Malin Franzén, che accosta il metodo seicentesco di stampa naturale del botanico siciliano Paolo Boccone a moderni sistemi di visualizzazione scientifica. Ancora, la creazione di un mercato eterogeneo di Khalil Rabah, le installazioni ambientali di Michael Wang nelle vasche circolari intorno l’area dell’Aquarium, l’installazione dell’artista sudafricana Lungiswa Gqunta che si propone di leggere il giardino come spazio stratificato, dotato di storie, rituali sacri, memoria.

A Palazzo Butera sono esposte l’installazione dedicata al sincretismo floreale proprio della Sicilia della brasiliana Maria Thereza Alves, l’installazione immersiva con carta da parati e la Public Fruit Map di Palermo del duo di Los Angeles Fallen Fruit, l’opera ambientale e il film in 16 mm dell’artista torinese Renato Leotta, la video  installazione incentrata sul valore della memoria e sul potere evocativo della botanica dello svizzero Uriel Orlow e la serie fotografica di piccole polaroid del russo Sergey Sapozhnikov.

La ricerca sugli antichi sistemi agricoli siciliani di irrigazione a secco del collettivo londinese Cooking Sections dà invece la sua raffigurazione a Volpe Astuta, allo Spasimo e al Giardino dei Giusti.  Palazzo Ajutamicristo presenta le documentazioni audio, video e fotografiche tratti gli archivi degli attivisti No Muos elaborati dalla cubana Tania Brughera, il progetto partecipato sui temi della migrazione e dell’identità nell’epoca dei big data del bresciano Filippo Minelli, la visualizzazione di dati in una proiezione del cielo di Palermo tra segnali wireless, satelliti, aerei, condizioni dell’aria e correnti dell’olandese Richard Vijgen.

Palazzo Forcella De Seta accoglie un video e una scultura dedicati al corpo sociale post-coloniale contemporaneo dell’artista franco-algerino Kader Attia, l’installazione video dei Forensic Oceanography, che si propone di documentare le violazioni dei diritti dei migranti che avvengono ai confini marittimi dell’Unione Europea, l’installazione video dell’artista irlandese di computer  grafica John Gerrard, la serie di ritratti ispirati alla Carta di Palermo, siglata nel 2015, che affronta i temi dell’integrazione e della cittadinanza dell’olandese Patricia Kaersenhout, l’inchiesta dedicata alle donne rifugiate in Europa fuggite da zone di guerra in Iraq del turco Erkan Özgen, il viaggio narrativo nel paesaggio siciliano della regista Premio Oscar Laura Poitras, che sottolinea la forte presenza delle basi militari statunitensi sull’Isola.

Se Casa del Mutilato ospita la video installazione della spagnola Cristina Lucas, una video installazione a tre canali che mostra tutti i bombardamenti aerei sulle aree civili negli ultimi cinque anni, Palazzo Trinacria quella della russa Taus Makhacheva, che propone il video di una performance sviluppata per la 57° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.

A Palazzo Costantino sono restituite le rappresentazioni visive dei progetti urbani sviluppati allo Zen, a Pizzo Sella e nella Costa Sud. Rispettivamente l’ideazione di un giardino urbano nel quartiere Zen, a cura del paesaggista e filosofo Gilles Clément, che ha ispirato l’intera biennale con il suo libro “Il Giardino Planetario”, in collaborazione con lo studio di progettazione multidisciplinare Coloco; l’intervento urbano nell’area di Pizzo Sella, a nord di Palermo, del collettivo belga di architetti Rotor; l’intervento ideale nella Costa Sud dell’architetto palermitano Roberto Collovà. L’atrio di Palazzo Costantino ospita infine l’installazione multimediale del duo artistico Masbedo, un “video-carro” itinerante che presenta attraverso i suoi schermi i luoghi che hanno accolto set cinematografici a Palermo.

L’Oratorio della Madonna dei Peccatori Pentiti propone la video installazione dell’artista italiano Yuri Ancarani, tra cui il lavoro Lapidi, dedicato al ricordo dei magistrati, civili, giornalisti, agenti vittime della mafia a Palermo, mentre l’Oratorio di San  Lorenzo offre il lavoro dell’artista performativa olandese di origini croate Nora Turato, la quale descrive la tradizione delle cosiddette donas de fuera siciliane, ovvero le “donne dell’altrove” che ai tempi dell’Inquisizione spagnola venivano additate come reiette a causa dei comportamenti fuori dagli schemi.

La Fondazione “Casa  Lavoro  e  Preghiera” Istituto Padre Messina ospita il film di Jordi  Colomer, che ricompone una processione laica su alcune barche in mare che parte dalla Caletta Sant’Erasmo e si muove lungo la Costa Sud di Palermo.

Il Teatro Garibaldi, quartier generale di Manifesta 12, presenta la raffigurazione visiva dei progetti di Giorgio Vasta e di Wu Ming 2. Il primo, scrittore e sceneggiatore palermitano, propone un podcast digitale dedicato alla narrazione della città, mentre Wu Ming 2 un percorso narrativo, interattivo e urbano, legato al periodo del colonialismo italiano.

Il Teatro Garibaldi ospita anche parte del Public Programme, in particolar modo, dal 12 al 19 giugno, la redazione di Chimurenga, progetto editoriale realizzato da una pluralità  di  redattori provenienti  dall’Africa, al lavoro sulla realizzazione di un numero speciale di “The Chronic” in uscita a fine ottobre 2018 e incentrato sui temi del movimento e dell’assenza di confini e le conferenze,  eventi  live, interventi sonori e  le iniziative  sul  tema  del  Black  Mediterranean a  cura  di  Invernomuto, duo artistico che predilige l’immagine in movimento e il suono come mezzi di ricerca privilegiati.

Completano la lista degli artisti di Manifesta 12 il cinese Zheng Bo, esperto in tematiche sociali ed ecologiche, il quale esplora il tema eco-queer e le sue potenzialità; l’olandese Melanie Bonajo, che propone un documentario sperimentale in tre parti dedicato allo straniamento diffuso in Occidente nei confronti della natura; l’inglese James Bridle, con il suo concetto di “cittadinanza algoritmica”; l’algerina Lydia Ourahmane, la quale espone a Palermo un’installazione sonora, la prima opera a essere legalmente esportata dall’Algeria dal 1962; l’americano Trevor Paglen, con un progetto incentrato sulle tecniche di riconoscimento facciale; il libanese Rayyane Tabet, con un provocatorio progetto dedicato alla Trans-Arabian Pipeline; infine il collettivo tedesco Peng! Collective, con due progetti tra cui un’installazione che consente di telefonare in modo diretto e anonimo a dei funzionari di agenzie di servizi segreti.

Nell’ambito del Public Programme di Manifesta 12 è previsto anche un calendario di proiezioni a ingresso libero, al Teatro Garibaldi e all’arena cinematografica La Sirenetta a Mondello, riaperta dopo anni di abbandono. Il programma di proiezioni offre una lettura in chiave cinematica dei temi cardine della biennale attraverso una selezione di film e documentari.

Manifesta 12 fornisce gratuitamente la sua App ufficiale, progettata dal laboratorio di design per l’innovazione sociale, con l’obiettivo di offrire una migliore esperienza ai visitatori, fornendo informazioni geolocalizzate e personalizzabili, ed è disponibile per i sistemi operativi Android e iOS e in doppia lingua (inglese e italiano).

Manifesta 12 lancia anche tre pubblicazioni: “Palermo Atlas”, realizzato dallo studio internazionale di architettura OMA, studio urbano su Palermo commissionato da Manifesta e pubblicato da Humboldt Books, basato su un’ampia collezione di storie raccolte dal tessuto cittadino; “Manifesta 12 The Planetary Garden Reader”, un’antologia di testi selezionati dai Creative Mediators per contestualizzare gli argomenti esaminati da Manifesta 12 da prospettive diverse; “Manifesta 12 The Planetary Garden Guidebook”, la guida a Manifesta 12 Palermo, prodotto in collaborazione con Domus. Le tre pubblicazioni saranno in vendita al Bookshop del Teatro Garibaldi e nei circuiti di vendita delle case editrici/di Humbolt Books e Domus.

Le sedi di Manifesta saranno aperte tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 20. Fanno eccezione lo Spasimo, aperto dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 18, e Volpe Astuta, sito aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 18.

Sono diverse le tipologie di biglietto previste per visitare la biennale: Local Season Pass, solo per residenti in Sicilia al fine di incentivare il loro coinvolgimento, un pass stagionale valido per più ingressi in tutte le sedi della biennale fino al 4 novembre 2018 (10 euro); Family Local Season Pass, solo per residenti in Sicilia, valido per 2 adulti e un massimo di 3 minori, consente più ingressi in tutte le sedi della biennale fino al 4 novembre 2018 (20 euro); 1-Day Ticket, valido per più ingressi in tutte le sedi della biennale per un solo giorno dal momento del primo accesso (15 euro); 3-Day Ticket, valido per più ingressi in tutte le sedi della biennale per tre giorni consecutivi a partire dal primo accesso (25 euro); Family 1-Day Ticket, valido per un solo giorno, per 2 adulti e un massimo di 3 minori, consente più ingressi in tutte le sedi della biennale (30 euro).  Per approfondire i temi della biennale, i visitatori possono partecipare alle visite guidate di Manifesta 12 ed esplorare le principali sezioni del progetto curatoriale. I Giardinieri accompagneranno il gruppo, proponendo ai visitatori spunti e riflessioni per un confronto collettivo e la loro personale selezione dei progetti esposti.

Parallelamente al programma principale, Manifesta 12 propone uno specifico programma parallelo, gli Eventi Collaterali e il programma 5x5x5, realizzati in collaborazione con artisti locali, musei, istituzioni e professionisti del settore culturale, nell’ottica di una collaborazione a lungo termine.

LISTA DEGLI ARTISTI E DELLE SEDI PER SEZIONE

Garden Of Flows Orto Botanico (via Lincoln, 2)
Alberto Baraya (1968, Colombia)
Zheng Bo (1974, Cina)
Leone Contini (1976, Italia)
Malin Franzén (1983, Svezia)
Lungiswa Gqunta (1990, Sudafrica)
Toyin Ojih Odutola (1985, Nigeria)
Khalil Rabah (1961, Palestina)
Michael Wang (1981, USA)

Palazzo Butera (via Butera, 18)
Maria Thereza Alves (1961, Brasile)
Melanie Bonajo (1978, Olanda)
Fallen Fruit (2004, USA)
Renato Leotta (1982, Italia)
Uriel Orlow (1973, Svizzera)
Sergey Sapozhnikov (1984, Russia)

Volpe Astuta (via Micciulla, 1)
Spasimo (piazza Carlo Ventimiglia, 13)
Giardino dei Giusti (via Alloro, 80)
Cooking Sections (2013, Regno Unito)

Out Of Control Room Palazzo Ajutamicristo
(via Garibaldi, 23)
James Bridle (1980, Regno Unito)
Tania Bruguera (1968, Cuba)
John Gerrard (1974, Irlanda)
Filippo Minelli (1983, Italia)
Lydia Ouhramane (1992, Algeria)
Trevor Paglen (1973, USA)
Peng! Collective (2013, Germania)
Rayyane Tabet (1983, Libano)
Richard Vijgen (1982, Olanda)

Palazzo Forcella De Seta (Foro Italico Umberto I, 21)
Kader Attia (1970, Francia)
Forensic Oceanography (2011, Regno Unito)
John Gerrard (1974, Irlanda)
Patricia Kaersenhout (1966, Olanda)
Erkan Özgen (1971, Turchia)
Peng! Collective (2013, Germania)
Laura Poitras (1964, USA)

Casa Del Mutilato (via Alessandro Scarlatti, 12)
Cristina Lucas (1973, Spagna)

Palazzo Trinacria (via Butera, 24)
Taus Makhacheva (1983, Russia)

City On Stage Palazzo Costantino (via Maqueda, 215)
Jelili Atiku (1968, Nigeria)
Matilde Cassani (1980, Italia)
Masbedo (1999, Italia)
Roberto Collovà (1943, Italia)
Coloco & Gilles Clément (2000, Francia; 1943, Francia)
Rotor (2005, Belgio)

Oratorio della “Madonna Rifugio dei Peccatori Pentiti” (via Maqueda, 74)
Yuri Ancarani (1972, Italia)

Oratorio di San Lorenzo (via Immacolatella, 1)
Nora Turato (1991, Croazia)

Teatro Garibaldi (via Teatro Garibaldi 46-56)
Giorgio Vasta (1970, Italia)
Wu Ming (2000, Italia)
Invernomuto (2013, Italia)
Chimurenga (2002, Sudafrica)

Chiesa SS. Euno e Giuliano (piazza Sant’Euno)
Marinella Senatore (1977, Italia)

Istituto Padre Messina (via Messina Marine, 1)
Jordi Colomer (1962, Spagna)


Costa Sud
Roberto Collovà


ZEN (Via Primo Carnera)
Coloco & Gilles Clément


Pizzo Sella
Rotor

Photos by Cave Studio

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