Gli artwork più interessanti di maggio selezionati da Andy McFly

Tre dischi usciti questo mese e altrettante copertine da incorniciare, scelte dall’artista torinese Simona Iamonte aka Andy McFly. Rifatevi gli occhi (e le orecchie). 

PRE NUP
“OH WELL”

I Pre Nup suonano rock crudo anni ’90, sono americani e direi anche piuttosto spensierati. La cover è a cura di Christina Kenton, un’artista di Vancouver, pittrice e soprattutto scultrice surrealista, folle, che compone questi assurdi quanto magnifici set. Il Surrealismo può significare qualcosa? Certo. Ma non è per tutti la stessa cosa: è il mondo interno inconscio dell’individuo espresso mediante la pittura, la poesia, la scultura, l’arte in generale. Quindi se vi state chiedendo cos’è quello che vedete, non fatelo: limitatevi a perdervi per qualche minuto in esso, siate aperti, lasciatevi trasportare dalla vostra mente, proprio come va Christina! Per me, questa copertina, è l’espressione scanzonata dell’album, personaggi strani suonano musica in un ambiente irreale ed irraggiungibile ma sereno e stravagante.

MALPHINO
“VISIT MALPHINO”

I Malphino sono una band latino americana che suona cumbia e che ti trasporta istantaneamente in un paradiso tropicale che ti fa passare la voglia di tornare indietro. Il nome Malphino è un nome inventato, che per la band incarna un’isola che non esiste, sperduta nel Pacifico, in cui vengono suonate queste musiche allegre e “variopinte”. Da qui il titolo: “Visit Malphino”, un invito più che all’ascolto, alla perdita nell’ascolto, un viaggio sonoro in terre inesplorate.


Mi sono innamorata di questo gruppo, così come della copertina. Calda e colorata che raffigura l’isola che non c’è: Malphino, un luogo incontaminato in cui giocano ombre e luci, immerse nella rigogliosa vegetazione e con il maestoso vulcano che si staglia all’orizzonte, lì dove il sole si addormenta ogni sera. Che dire, è un’immagine così pacifica e rilassante che fa venire veramente voglia di visitare Malphino… Peccato non esista! Ma prima di tutto, fa venire voglia di perdersi dentro a questa musica, incorniciare nella nostra mente per sempre l’idea di un posto come questo, lontano dallo stress e dal caos quotidiano.

 

PARQUET COURTS
“WIDE AWAKE”

Per il quinto album, i Parquet Court si sono ispirati al punk/rock danzereccio e come hanno dichiarato in un’intervista: “Avevamo bisogno di sperimentare a dualità rabbia/gioia propria del punk folk delle band come Youth of Today, Gorilla Buisquits e Black Flag.” Quello che nasce da questa presa di coscienza è un album ben prodotto, arrabbiato il giusto e con il marchio di fabbrica della band, molto riconoscibile nonostante gli svariati cambi di genere. La copertina è – semplicemente – un capolavoro di grafica dai colori accesi, figure semplici e vibranti che esprimono appieno l’idea di rabbia/gioia che cercavano, usando come espedienti quelle tre figure “elettriche” che marciano coi pugni al cielo e le dita in segno di pace. Del resto, i Parquet Court hanno sempre avuto un gran gusto sia in fatto di rock’n’roll sia in campo artistico.

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