[REPORT] Stelle marine e migranti: i racconti di Vasco Brondi alle OGR

A dieci anni dal suo debutto torinese, Vasco Brondi aka Le Luci della Centrale Elettrica ha presentato venerdì scorso uno spettacolo pensato ad hoc per le OGR e ispirato ai temi cardine del SaloneOFF 2018, per la rassegna Forte Movimento. 


_di Elena Fassio

“Terra spirituale e tecnologica. Canzoni e letture sull’altro ieri e su dopo domani” è stato un concerto riflessivo, dalle atmosfere nomadi e desertiche, evocate dai fasci di luce verticali che hanno riempito la sala Fucine e dalla potenza del violino di Rodrigo D’Erasmo e delle percussioni di Daniel Plentz.

“Senti la distanza nel cammino tra le tue origini e il tuo destino, senti le profezie i canti dei muezzìn e delle tifoserie”. I testi dell’ultimo album del cantante, intitolato “Terra”, stuzzicano con delicatezza la sensibilità di chi ascolta, trascinandolo nel vortice di sensazioni che accompagna il viaggio e la nuova vita di un migrante, ma senza dimenticare che tutti ci possiamo trovare nella condizione di straniero. “Tu sei l’unica con gli occhi chiari, non si sa da dove vieni, parli di viaggi interstellari”.

L’illustratore Nicola Magrin

Lenti e malinconici i brani riarrangiati di Brondi, in piena sintonia con il pennello di Nicola Magrin, illustratore per Einaudi e che per tutto lo spettacolo ha disegnato in diretta meravigliosi acquerelli, e con le parole dall’emisfero sud del poeta Luciano Erba.

“Ho sentito la tua voce in una conchiglia, l’acqua si impara dalla sete, la terra dagli oceani attraversati, la pace dai racconti di battaglia. In questa notte alcuni superano i deserti, i mostri marini i loro destini. Hanno i segni sui polsi dei sogni enormi e documenti falsi. In questa terra di laghi, di vulcani, di corsie preferenziali, persone sorridenti e cieli sereni, sono sacri gli interessi dell’Eni”.

 

 

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