Il pesciolino d’oro era una Tinca Gobba e viveva a Poirino

Presentata l’8 maggio al Circolo della Stampa, la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino, primo pesce d’acqua dolce riconosciuto DOP dall’Unione Europea, sarà protagonista di numerosi eventi, tra visite, show cooking e dimostrazioni di pesca. 


_di Giorgia Bollati

Al di là di mari, fiumi e grandi laghi, tra le morbide colline del Monferrato e le vitate alture delle Langhe, alle porte di Asti, il Pianalto di Poirino si estende per circa 400 chilometri quadrati, dove già nel Medioevo si poteva trovare, in piccoli stagni denominati peschiere, la Tinga Gobba Dorata, un pesce d’acqua dolce che prende questo nome per la particolare colorazione delle squame e la tipica gibbosità del dorso. Poco esigente da un punto vista climatico e ambientale, la Tinca Gobba Dorata vive oggi in solo un centinaio dei trecento specchi d’acqua ancora rimanenti e rappresenta un prodotto in crescita ma in gran parte sconosciuto al di fuori del territorio. Le prime attestazioni di allevamento e vendita di tinche risalgono al XIII secolo, quando la facilità con cui questa specie vive e si riproduce anche in ambienti non pienamente favorevoli, senza il bisogno dell’intervento umano, ne incoraggiava in modo particolare il commercio a scopo alimentare.

Dopo il forte calo della produzione avvenuto negli anni 80, oggi l’allevamento è in ripresa, a partire dal 2003, quando la Tinca Gobba Dorata è stata inserita tra i 32 Prodotti del Paniere della Provincia di Torino e tra i presidi Slow Food, e poi nel 2008 quando, primo pesce di acqua dolce in Europa, è stata riconosciuta dall’Unione Europea, su richiesta della Regione Piemonte e del Ministero delle Politiche Agricole, come Denominazione di Origine Protetta. Proveniente da una tradizione culinaria rappresentata dal quasi solo carpione, il sapore della tinca si presta anche a ricette innovative e ad abbinamenti più delicati secondo la concezione moderna della cucina, come ha saputo dimostrare lo chef Marco Inglese martedì 8 maggio al Circolo della Stampa, con il Filetto di tinca marinata alla birra, verdura confit e nocciole affumicate, il Riso carnaroli mantecato con tinca stufata, asparago, erba cipollina e olio extravergine d’oliva, e la Tinca arrosto, cipolle rosse stufate con purea di patata americana con salsa chimichurri alla menta.

Dopo la presentazione del progetto, la tinca sarà protagonista di un vasto programma di iniziative inserito nel calendario del Bocuse d’Or Europe Off 2018: si conclude oggi, con la preparazione e la premiazione di piatti eseguiti secondo nuove ricette studiate per esaltare i sapori della tinca, la 61esima sagra della Tinca e dell’Asparago di Poirino, una fiera in cui ammirare gli esemplari più belli e passeggiare tra le peschiere, visitare un’asparagiaia e degustare il pesce preparato con la ricetta di Giovanna Ruo Berchera. Settembre e ottobre saranno, inoltre, i mesi dedicati alla tinca, con nuove visite al territorio e degustazioni e cene con protagonista questo particolare pesce.

Qui il programma completo.

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