Dopo una buona partenza, il Salone del Libro entra nel vivo

Inizia il weekend del SalTo: occhio alle code, applicazione sempre a portata di mano e planning mirato.

_ di Beatrice Brentani e Miriam Corona

Giovedì 10 maggio si è ufficialmente aperto il Salone Internazionale del Libro di Torino, polo fieristico della letteratura a 360 gradi, dedicato ai professionisti del settore, a chi i libri li fa, a chi i libri li legge; è sempre stato questo infatti il punto forte del Salone, non ha mai lasciato fuori nessuno.

Giovedì e venerdì sono state giornate più che soddisfacenti per la XXXI edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. In programma, per questi tre giorni rimanenti, altre centinaia di eventi e incontri con autori provenienti da tutto il mondo (e chi lo ha detto che il  Salone è solo di Torino? Il Salone appartiene al mondo), traduttori e giornalisti che verranno a parlare di tematiche di ogni tipo: dai testi liquidi al mestiere di scrittore, dal ’68 alle lezioni di regia, dal classico al contemporaneo – e anche al futuro, che è, non dimentichiamolo, il nucleo fondamentale di quest’anno, intorno a cui ruotano tutti gli argomenti di cui si è già discusso e di cui ancora si discuterà. La lista degli eventi importanti che ancora devono venire potrebbe essere infinita: noi vi diamo giusto qualche assaggio veloce. Sabato, alle 15.30, Bertolucci e Guadagnino, tra i più grandi Maestri del Cinema, si confronteranno su quella che è considerata, ormai universalmente, la settimana arte. A seguire, la sera, presso il Museo Nazionale del Cinema, saranno proiettati Partner e The Dreamers, mentre al Cinema Massimo vi sarà la proiezione di Bertolucci on Bertolucci. Domenica, oltre alla proclamazione, alle 18.30, del vincitore del Premio Strega 2018 – abbiamo anche conosciuto, alla Lounge del Circolo dei Lettori, uno degli autori finalisti: Lize Spit, autrice Belga che ha scritto Si scioglie (E/O) – , vi suggeriamo l’incontro delle 11 con Edgar Morin sulle complessità e le conseguenze della Rivoluzione del Sessantotto. Lunedì, invece, consigliamo l’incontro delle 14.30 a cura di Ordine dei giornalisti del Piemonte e Associazione Stampa Subalpina: si parlerà di Fake news e giornalismo di qualità.

 

Ma veniamo a qualche dato veloce: il primo giorno di apertura il Salone ha contato ben ventimila persone. Lo stesso Nicola Lagioia, in fondo, aveva detto che questa sarebbe stata una delle edizioni più ricche e più belle di sempre – e aveva ragione. Tredicimila metri quadri di spazi venduti, compresi quelli della tensostruttura esterna, il padiglione 4; il Salone Off, messo a punto dalla fondazione per la Cultura, con i suoi 400 (e più) eventi in giro per la città; il Circolo dei Lettori di Torino, braccio operativo del Salone 2018: queste sono solo alcune delle rese finali (anzi, delle iniziative ancora tutte in corso) che hanno permesso a questa edizione di essere così grandiosa.

Scoglio iniziale sono state le imponenti code all’ingresso, sin dai primi momenti d’apertura, dovute al grande afflusso di gente, soprattutto scuole e studenti, che hanno dovuto superare la barriera di controlli della sicurezza; nella giornata di venerdì si è però agevolato l’ingresso istituendo una coda a parte per le figure professionali, che hanno così ridotto drasticamente i tempi di accesso alla fiera.

L’organizzazione interna è sviluppata pressoché nello stesso modo delle scorse edizioni, con il Padiglione 5 dedicato ai ragazzi grazie allo spazio Bookstock che ospita i numerosi laboratori per gli studenti ed è nuovamente “quartier generale” del giornale online Booklog, e la lounge del Circolo dei Lettori (qui il programma completo), luogo di ritrovo per giornalisti e addetti ai lavori in corso, adiacente al Padiglione 2 e, in successione, al Padiglione 3 e al novello Padiglione 4 ospite dei piccoli editori “esclusi”: quest’ultimo viene periodicamente annunciato e promosso tramite gli altoparlanti presenti in tutti gli spazi della fiera, comprese le sale degli incontri, e che si ripropongono, forse un po’ insistentemente, anche durante lo svolgimento delle conferenze, senza escludere gli annunci di eventuali documenti o persone smarriti.

Sono stati moltissimi, in questi due giorni, anche gli eventi e i laboratori dedicati a bambini e ragazzi delle scuole, il cui numero ha superato ogni aspettativa (i ragazzi prenotati, infatti, sono stati più di trentamila): un’edizione da record sotto ogni aspetto, insomma, in cui le parole, ancora una volta, sono state le protagoniste. Nemmeno dopo l’aspra polemica nata poche settimane prima dell’inizio, che vedeva protagonisti le piccole case editrici rimaste escluse a causa della scarsa mancanza di spazi che, grazie alle strategie dell’ultimo minuto, sono riuscite a essere riorganizzate nel Padiglione 4, pubblicizzato a gran voce dagli altoparlanti e dai manifesti che tappezzano tutto lo spazio del Lingotto Fiere; presente anche la loro controparte, i colossi Mondadori e Einaudi, che avevano invece saltato la scorsa edizione.

Oltre al già citato BIFF (l’inaugurazione, cioè, del British Irish Film Festival), vi diamo ora qualche notizia flash sugli eventi e i dettagli che ci hanno colpiti di più: la presentazione, alle 15 di giovedì, di un nuovissimo progetto editoriale destinato a mutare le sorti dei libri digitali. Sono da poco disponibili sul commercio i libri digitali scritti con i simboli della comunicazione aumentativa alternativa, adatti a bambini e ragazzi (ma anche, perché no, agli adulti) stranieri, disabili o, più un generale, aventi alcune difficoltà nell’apprendimento.
L’autore Invisibile, invece, ha organizzato eventi davvero interessanti (coordinati, in gran parte, dalla traduttrice Ilide Carmignani) incentrati sul mestiere del traduttore, del revisore, del redattore e dello scrittore, e ha confrontato queste varie figure in concreto, ospitando alcuni editori e traduttori di grande fama e permettendo loro di dialogare e di confrontarsi di fronte al pubblico. Forte, come sempre, l’influenza internazionale sin dai primi momenti grazie alla lectio magistralis tenuta da Javier Cercas come lancio ufficiale di questa trentunesima edizione. I “super-ospiti” sono già stati molti, come Alessandro D’Avenia, Diego De Silva (in dialogo con Luciana Litizzetto), Concita De Gregorio, l’artista contemporaneo Michelangelo Pistoletto e il regista Giuseppe Tornatore. Al via anche l’originale serie di incontri “Il mito legge il giornale”, percorso che si snoderà per tutti i giorni del Salone in cui quattro celebri scrittori rileggono i fatti quotidiani odierni in chiave classica, inaugurato giovedì da Eva Cantarella. Sono continuati nella seconda giornata gli incontri con Niccolò Ammaniti, Corrado Augias, Erri De Luca, lo scrittore irlandese Roddy Doyle e molte altre personalità che svettano non solo nel mondo della letteratura ma anche in quello del cinema, della musica e delle arti visive.

Destreggiarsi tra padiglioni, stand e incontri non è troppo complicato per chi è un affezionato del Salone e lo frequenta da varie edizioni. Eppure il programma, che conta oltre 1700 incontri in 4 giorni (numero tanto entusiasmante quanto a rischio di difficile gestione), è dispensato in una raccolta cartacea di 185 pagine, non esattamente la guida ottimizzata che uno si aspetterebbe per raccapezzarsi al meglio. A rendere l’impresa ancora più complicata, gli eventi e i laboratori divisi giornalmente ma non in ordine cronologico: sono stati organizzati infatti per spazi e aree, ovvero tutto quello che troverete, ad esempio, nella Sala Blu dal mattino alla sera, per poi passare alla Sala Rossa, all’Area Incontri e via dicendo. Quello che dovrebbe essere un “bignami” che facilita la visita, rischia di essere nient’altro che un peso incombente in borse già colme di libri. Altro fatto eclatante è stato l’esaurimento della mappe cartacee a partire dalle 11:00 del primo giorno di fiera, giovedì 10, che sono riusciti a conquistare solo pochi eletti più veloci di altri; tuttavia, ci si ritrova più o meno facilmente nei totem distribuiti lungo il corridoio che attraversa tutti i padiglioni. A risolvere queste mancanze e questi difetti, può venire in aiuto l’applicazione ufficiale del Salone del Libro, che permette di visionare tutti gli eventi e di aggiungerli a un programma personale (con dei comodi remind mezz’ora prima dell’inizio di ognuno), consultare gli espositori e localizzare stand e sale.

 

Se tra una conferenza e un’altra scattasse l’appetito, non mancano aree adibite a veloci soste per i pasti. Sono dislocati infatti, agli angoli dei padiglioni (compreso l’esteso Autogrill nella galleria d’entrata principale), stand e chioschi che permettono spuntini “mordi e fuggi”, ovvero pizze, panini, piadine e simili, senza troppa possibilità di sedersi; sono tanti i visitatori che creano un bivacco temporaneo per riposarsi e alleggerire spalle e schiene dagli ultimi acquisti. Se invece i visitatori volessero una pausa più “rilassante”, possono salire al piano superiore per il ristorante self service che offre piatti per tutti i gusti.

Da sabato partono i due intensi giorni del weekend letterario torinese, all’insegna di tutti gli eventi più interessanti che il ricchissimo programma del Salone del Libro offre.

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