Friendless: l’alt-rock strumentale degli Zeffjack

Pronti a salire sulla giostra? Sì perché questo è Friendless, una ridda che ti lascia col fiato sospeso fino al termine della corsa nonché nuovo album della band Zeffjack, attiva sin dai primi anni ’00 sulla scena underground del Nord Italia.

Ascoltare la loro musica è infatti come andare a tratti sulle montagne russe per poi scendere su un’altalena passando per le macchine da scontro. Insomma un misto di sonorità che raccoglie i diversi stati d’animo ed emozioni, fulcro attorno a cui ruota l’intero lavoro.

Non vi sono canzoni “cantate”, ma solo musica strumentale in un lungo, tentacolare abbraccio dal post-punk alla new wave. Il gruppo si è dato un compito altamente sfidante: comunicare le proprie sensazioni esclusivamente attraverso evocazioni sonore senza l’ausilio delle parole, di norma strumento rinvigorente di un brano e spesso arbitro del relativo successo o insuccesso. Una sfida che solo pochi sono riusciti a vincere (Pink Floyd?)

Il paragone sarebbe troppo azzardato (lungi dal farlo), ma questo giovane trio strumentale si è senza ombra di dubbio lanciato in una sperimentazione che ha una sua nicchia di ascoltatori, andando a toccare in effetti le corde più remote dell’animo di coloro che hanno voglia di imbattersi in un filone nuovo e alternativo.

Degno di nota è secondo me il brano Starting Light, con i suoi cambi repentini di sonorità: ecco che si ritorna di nuovo sulle montagne russe con i suoi ritmi frenetici alternati ad una calma fatta di riflessioni, Si scende nuovamente di tono, come un’onda, per riemergere ancora, due colpi di batteria, e ricominciare a volare. Un moto ondulatorio che esprime alla perfezione l’essenza artistica ed emotiva dei tre musicisti parmensi.

Ciascuna traccia è spesso il frutto di improvvisazioni e di complicità, una peculiarità compositiva dalla quale traspare un evidente affiatamento conquistato nel tempo. Sembra infatti che alcuni dei loro lavori siano nati da intese spesso agevolate da qualche dose di troppo di alcool e …“buona la prima”!

St. Antony’s Fire e Poretti Party (singolo uscito in concomitanza col disco da cui è tratto anche un alienante videoclip https://www.youtube.com/watch?v=KvoFi4xIOHE), così come le altre tracce vanno ascoltate sì, ma soprattutto ballate, “pogate”. E’ il mio consiglio per apprezzare al meglio la musica degli Zeffjack.

DonnaRiccia

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Zeffjack

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